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Lungo l'alto corso del Tagliamento da Forni di Sotto agli stavoli Trentesin
N. record trovati: 2
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04-10-2021 00:00
daniele.russo daniele.russo
Non posso che confermare i commenti precedenti, nonostante ci fossimo calati in ben tre punti diversi del greto del Tagliamento, non c'e' stato modo di attraversarlo. Sull'altra sponda si vede un albero ritto su un masso a strapiombo su una pozza d'acqua... sull'albero c'e' un pallido segnavia bianco-rosso, ma non e' possibile raggiungerlo in alcun modo. D'altra parte il sentiero risulta in 'ristrutturazione' dal 2014. Per il resto, il tracciato sull'altra sponda e' sempre ben percorribile e ben segnalato, fatta eccezione per alcune varianti, probabilmente dismesse ma ancora segnalate. Bello il passaggio sull'orrido Rascie, e belle anche le divagazioni sul greto del Tiliment. Peccato per gli stavoli Trentesin... ma chissa' magari un giorno si potra' visitarli.
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30-08-2018 17:30
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Percorso il 29 agosto scorso fermandomi al greto del Tagliamento perchè francamente non ho trovato nessuna passerella e nemmeno il cavo di acciaio menzionato nella relazione di questo sito. Siccome un robusto cavo l'ho trovato mezzo sepolto lungo le rive del fiume, penso che qualche piena abbia eliminato (al momento) qualsiasi possibilità di traversare senza guadare il corso d'acqua. Peccato. Particolare un po' inquietante, abbiamo trovato sul greto circa sette costole di animale di grosse dimensioni (lunghe circa 40-50 cm), bianche, perfettamente pulite. Ma solo loro, nessuna traccia di altri parti ossee.
Scrivendo questo commento mi sono accorto di essere il primo che lo fa. Ciò conferma la mia impressione e le mie considerazioni a riguardo: itinerario molto solitario (non abbiamo mai incontrato anima viva), che attraversa boschi stupendi e alterna visioni sul fiume a panoramiche sui monti circostanti nel più assoluto silenzio. Alte cascate sul lato opposto di marcia di un corso d'acqua che non si riesce ad identificare sulla cartina. Il greto del Tagliamento costituisce una meta rilassante, a maggior ragione se si pensa che quello è l'unico (e ultimo) tratto non regimentato in alcun modo dall'uomo e che quindi ci mostra questo magnifico fiume alpino come era in origine. Infine, meritevole la deviazione per la radura panoramica dello stavolo del Mur, muta testimonanianza di una vita passata lassù ormai tramontata.
Unica nota tecnica: all'inizio del sentiero (vedi fig. 3 della relazione di questo sito) la passerella sul rio è franata per uno schianto; perciò è necessario guadare (ma senza particolari difficoltà) il ruscello. Ah, dimenticavo: questo è uno dei pochi sentieri che parte...in discesa! Perchè la strada statale dove si lascia la macchina è molto più in alto rispetto al fiume. Piacevole, allora, percorrerlo all'andata ma al ritorno la salita può diventare sfiancante ;-)
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