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Anello di casera Monte dei Buoi da Sigilletto
N. record trovati: 10
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30-12-2018 00:00
stefano.ganis stefano.ganis
Salita da Frassenetto dove la situazione fino alla malga � un disastro con numerosi alberi caduti che spesso ci hanno costretti a tagliare attraverso il bosco. Una volta a malga Vas ci godiamo la visita per poi riparte in direzione sigiletto (evitando la deviazione per malga monte dei buoi) dove la situazione � di certo migliore dato che hanno pulito il sentiero. Una volta a sigiletto siamo tornati alla macchina per la strada asfaltata. Toccante toccare con mano la cicatrice sulle nostre montagne.
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31-01-2018 21:29
loredana.bergagna loredana.bergagna
Gli amici con fame di cime mettono in programma la gita a Casera Monte dei Buoi, ma se ci viene fuori anche il Vas...perché no? Sigilletto, ed è subito nebbia, asciutta si ma che fa un tutt'uno con la neve compatta. La casera Monte dei Buoi è stata ricostruita, è perfettamente attrezzata, bella, lì fuori su un masso l'invitante scritta VAS, ed allora si va seguendo qualche impronta qua e là. Il gruppo si divide, chi va a sinistra (giustamente avendo individuato dei bolli), altri salgono dritti verso destra confidando nel ricongiungimento del gruppo; e la destra si ritrova versa la via dell'Ombladet anziché verso il passo di Pizforchia, salita ripida finché ci raccordiamo al sentiero 169 proveniente da destra e che conduce alla cima. Intanto che in cielo occhieggia un sole bianco, per abbreviare i tempi, si decide di salire direttamente lungo una traccia nera, almeno provare a salire. Gruppetto ulteriormente sgranato, qualche gamba lesta prosegue e oltre la nebbia trova il sole, io ed un compare preferiamo rientrare con calma alla casera seguendo la mulattiera. Con la neve, la nebbia, qualche schianto e la caccia ai segnavia la discesa ha richiesto attenzione, alla casera ritrovato il gruppo del Vas (cima non raggiunta a causa dell'intrico dei mughi piegati dalla neve) e poco dopo è arrivato il gruppetto dell'Ombladet, anche questa cima non raggiunta. Discesa per la via di salita per non allungare i tempi, nebbia umida similpioggia a Sigilletto.
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16-10-2016 19:29
lucio.pontisso lucio.pontisso
Salito di buon mattino alla casera monte buoi. Purtroppo della
casera è rimasto solo il muro retrostante e da voci di cacciatori sembra sia stata una slavina a demolirla completamente ma sembra sia già in programma la sua ricostruzione. Ho fatto la variante al monte Vas. Il sentiero è completamente percorribile e pulito e anche nel tratto finale i mughi sono stati abbastanza recisi. Qualche difficoltà c'è stata nel trovare il sentiero con rari bolli blu nella zona della forcella ma andando per intuito direzionale il sentiero lo si trova. In vetta due croci una di legno e una di metallo. Libro di vetta e penne disponibili. Panorama completo sulla valle di
Bordaglia e Fleons. Buone camminate a tutti
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03-07-2014 21:47
marco.raibl marco.raibl
Piacevoli divagazioni nella luminosa giornata odierna.Il Vas è la meta e, non appena la inquadri,lì,in mezzo a tutti quei monti,capisci che,quando sarai in cima,lo spettacolo sarà di quelli che ti accompagneranno a lungo.Tutto come da relazione fino alla cima,poi...Dalla casera Monte dei Buoi la traccia si perde nel mucchio di alberi schiantati dalla slavina.Io ne sono uscito seguendo il tubo della presa d'acqua.Qualche scavalcamento e si è nel bosco,dove il sentiero riappare.Giunti al passo di Pizforchia la traccia è flebile.Bisogna puntare al Vas,cercare i bolli rossi(molto sbiaditi)e i varchi nella vegetazione.In 5-10 minuti dovreste trovare la via.In alto,più che l'ultimo salto roccioso,affrontato a destra,per rocce,piuttosto che su ghiaie,ho trovato fastidioso il breve canalino,sotto le pareti occidentali,che precede la mugheta finale.In certe condizioni,come oggi,è scivoloso,ma niente di arduo.Tornato al passo ho puntato a destra lungo il prato,avendo come riferimento le Dolomiti Pesarine,in particolare il Cimon.Cercavo la traccia nera tratteggiata che,sulla Tabacco,porta a casera Vas.Bisogna scendere fino al limite del bosco,dove,sulla sinistra,troviamo una buona traccia che,con qualche svolta,cala alla casera(come riferimento il rio che rumoreggia alla nostra sinistra).Volevo rientrare per la strada forestale,ma,poco dopo il pozzo di Suttul,ad un bivio,sono stato fuorviato da segnavia giallo-rossi che mi hanno portato ad una radura con uno stavolo ristrutturato di fresco,situato sotto lo staipe Chiasvelis(o forse esso stesso).Qui la forestale finisce.Sono sceso lungo una traccia di trattore fino a un grande abete con una scala.A sinistra,nella pecceta,ho trovato un'ottima traccia non segnalata che,dopo una breve discesa e un traverso,mi ha portato a intersecare un rio completamente invaso da enormi schianti da slavina.Sono comunque riuscito a passare,ritrovando subito la traccia.In breve,recenti cataste di legna mi hanno fatto capire che non avrei dovuto tornare indietro.In pochi minuti mi sono ritrovato alla cava.Finale gastronomico con mature fragoline di bosco.Un bel giro,una buona alternativa al rientro su asfalto.
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02-07-2014 18:49
askatasuna askatasuna
I amiis di mont scartano uno Sciober, metereologicamente più sicuro, con l’intenzione, una volta alla casera, di decidere se salir il corno roccioso di sinistra o puntare verso le erbosità di destra. Ci accoglie un cielo bigio bigio, come il pelo del felino dallo sguardo “dionisiaco” che spunta da una casa di Sigilletto. Il tragitto è per lo più sentieroso: numerose fragoline spuntan cicciotte e le fioriture non mancano. Fra le altre, festanti Cicerchie gialle, belle Paradisie e le prime Scorzonere. Alla casera ci accolgono gli ultimi resti della lavina che ha spazzato via la protagonista dell’itinerario. I macigni attorno al catino s’addobbano secondo i loro gusti: qualcuno sfoggia delle Orecchie d’orso, mentre altri, più seriosi, si lascian dipingere di grigi e di neri…colori che purtroppo fan perfetto pendant con il cielo. Le nubi inghiottono di lì a poco il Vas, ciononostante, il mio ottimismo al limite del ridicolo, suggerisce di puntare all’Ombladet (il troi è libero e agevole). A si slargje, tu viodaras mò! L’ultima salita sul Volaia si era risolta in fumose danze con esili e fulminee sbirciatine verso il Rauchkofel (dal nome, tabagisticamente sospetto, inizio a pensare che ci sia lui all’origine delle spesse fumate della zona). Oggi la visibilità è più ridotta, meno di 15 metri. Immersi in un mondo vaporoso, utilizziamo la provvidenziale cavernetta della cima come rifugio per uno spuntino, mentre fuori si respira acqua e l’aria fredda punge. Il ritorno in compenso è caratterizzato… da una bella pioggia. Dalle piante dei piedi alle ginocchia son tutto un dolore, ma dando il peso giusto alle cose e osservandole con occhi da bimbo, si posson incontrar carezze che attenuano ogni imprevisto. Oggi è il ticchettio delle gocce che tiene acceso il sorriso e tante fioriture che pioggia e grigiore esaltano all’ennesima potenza. Un tratto del troi è caratterizzato da quelle pietre così tipiche delle carniche, vergate di un arancio che a volte le sfiora, altre le divora, facendole brillare al sole. Bagnate, fan emergere con forza anche le tonalità scure, da pietre severe, alimentandone il contrasto cromatico. In mezzo a questi gioielli d’ogni forma e dimensione, quasi a comporre un’irreale cornice, esce, con una forza inaspettata, un ciuffo d’erba storna. Delicatissimo sospiro d’un violaceo discreto e impalpabile che l’atmosfera mette in risalto, dandola in pasto ai miei occhi. Son tante le piccole gioie che rendon speciale ogni passeggiata, indipendentemente da tempo, magagne o pensieri. Ogni forma, ogni scheggia di vita, sussurra poesie. Sta a noi ascoltarle e farci cullare da quei versi che non smetton mai d’emozionare e che rendono ogni tuffo nella natura un’inarrestabile rinascita, un’inspiegabile tremar del cuore, un abbraccio d’infinito. Così, quieto, scendo pian piano restando indietro, a curiosar tra le gocce che s’aggrappano ai petali. (01.07.2014)
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03-06-2014 10:57
luca.rodaro luca.rodaro
Itinerario percorso ieri, in cinque amici. La sorpresa é che la casera Monte dei Buoi é stata distrutta da una slavina. Della struttura della casera rimangono due muri... la cucina economica e altre suppellettili sono tristemente esposte alle intemperie. Le lingue inferiori della massa nevosa circondano tuttora l'area della casera, ricoprendo anche il tetto della stalla.
Lasciata alle spalle l'area della slavina, abbiamo proseguito verso Monte Vas, con qualche difficoltà di orientamento nel bosco, soprattutto per diversi schianti.
Arrivati comunque alla cima del Monte Vas. Rinnoviamo la raccomandazione già fatta da altri: attenzione al gradino roccioso, _estremamente_ friabile.
Dalla cima panorama magnifico.
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21-08-2013 19:23
ectorus ectorus
Itinerario percorso oggi 21 agosto 2013 continuando fino a cima ombladet.Confermo quanto già scritto. Il sentiero, rispetto a quanto tracciato nella carta Tabacco, si presenta in modo diverso, ma con la dovuta attenzione, alla fine si trova la retta via.
Buona vita a tutti
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18-03-2013 13:45
pitusso2012 pitusso2012
Bellissima escursione fatta sabato 16 con le ciaspe partendo da Sigilletto.
Consigliamo dalla cava di marmo, di seguire l'ampia carrareccia a destra e tralasciare il CAI 169, la cui percorrenza può risultare difficoltosa a causa
dell'abbondante nevicata attualmente in corso!
Da segnalare che l'andamento del CAI 169 segnato nella cartina Tabacco è errato!!
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07-09-2009 00:00
luca_di_collina luca_di_collina
Il sentierino è stato ripulito e la via oltre passo Pizforchia è abbastanza facile da indovinare (anch'io lo scorso anno non l'avevo trovato). Consigliati caldamente i bastoncini per la ripidità. Attenzione all'ultimo scalino roccioso proprio sotto la vetta per l'estrema friabilità.
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29-08-2008 00:00
denismitri@tin.it denismitri@tin.it
Abbiamo effettuato l'anello l'ultima domenica di luglio 2008. Volevamo raggiungere la vetta del Monte Vas ma, giunti a circa 2/3 della salita dal passo di Pizforchia (nel tratto descritto dalla Fotografia 19) abbiamo dovuto rinunciare perchè il sentiero è completamente invaso dai pini mughi.
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