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Monte Fara per il costone ESE

13-01-2012 00:00
Michela Michela
Anche le montagne note e frequentate offrono spesso dei percorsi più selvaggi: nel caso del Fara, un itinerario piuttosto “avventuroso” sale il marcato costone ESE, che delimita in destra orografica un lungo vallone ghiaioso. Il percorso a mio parere merita per la bella e panoramica linea di salita, che lungo 600 metri di crinale offre inusuali prospettive sulla pianura sottostante e sui monti vicini. Per escursionisti esperti: segue tracce ripide, poco battute e non segnate (ometti, rami tagliati) anche se di orientamento semplice in salita; un breve tratto erboso scosceso richiede attenzione. Consigliato in tardo autunno-inizio primavera con gli alberi spogli per avere più visibilità, anche in inverno se il costone appare senza neve e portando i ramponi per sicurezza.
Da Ravedis q. 300 c. si segue il sentiero CAI 967 per 15' c., al bivio si prende a sinistra il sentiero 996 "anello della forra del Cellina". Dopo altri 10' c., in un'ampia ansa in vista dei salti della parte inferiore del costone, si lascia il sentiero appena prima dell'impluvio q. 455 c. e si sale sulla destra per una traccia nella boscaglia (qualche segno rosso), confluendo più su nell'impluvio che si apre a vallone sassoso. Si salgono le ghiaie seguendo tracce e ometti, meglio per la traccia di sinistra dal fondo più stabile. Qualche decina di m più in alto di un bastone infisso tra dei massi, a q. 655 c. si imbocca a sinistra una traccia sul pendio boscoso, qui accessibile e privo di salti. Si sale obliquamente passando un po' sotto una fascia di rocce, più avanti la traccia è più incerta, ma puntando al crinale ormai vicino, in ultimo quasi in orizzontale lo si raggiunge a q. 740 c. (punto poco evidente nell'eventuale discesa).
Ora su terreno più aperto e rivolto al sole, si segue il costone inizialmente lineare e abbastanza agevole; superata una gobba, presso la successiva spianata boscosa q. 895 c. un grosso ometto e dei tagli sembrano indicare la confluenza di una traccia da destra. Proseguendo sul crinale la linea si fa più articolata, con tratti più ripidi sormontati da brevi ripiani. Aggirato un breve salto sulla destra per bosco ripido con roccette, si torna sulla cresta aperta presso un piccolo “pulpito” q. 1015 c. Segue un tratto suggestivo in cui il crinale si assottiglia superando un gradino roccioso, poi con linea sinuosa sale a un ripiano erboso q. 1050 c. (qui confluisce da sinistra un costoncino secondario, attenzione in caso di discesa). Si continua con pendenza sostenuta la salita del costone fino a un altro piccolo pulpito con roccette q. 1120 c. Poco più in alto si segue brevemente una traccia che sale sottocresta sul lato destro, lasciandola quando traversa decisamente e si allontana dal crinale; sempre nei pressi di questo si sale l'ultimo tratto di boscaglia che porta alla base di un pendio erboso molto ripido, q. 1185 c. Lo si sale per tracce fin poco sotto il salto di una fascia rocciosa; per aggirarla si traversa qualche metro a sinistra e tramite un breve solco si monta sul pulpito q. 1215 c. sopra il salto (un'altra gobba delimita il solco sul lato destro orogr.). Il restante crinale è ancora ripido ma ampio ed evidente, in ultimo si traversa un po' a sinistra al margine della fascia boscosa e si sale alla vicina croce di vetta.

Nota per la discesa: dalla croce bisogna scendere in direzione ENE (verso la cima del M. Jouf), poco sotto appare la linea principale del costone, che si raggiunge con traverso a sinistra e che scende puntando a ESE. Come alternativa più "tranquilla" si può scendere per uno dei sentieri segnati passando per forc. La Croce e di qui per mulattiera a Ravedis.

Tempi indicativi: salita 2h 30'-3h, discesa 1h 30'-45' per il costone (stesso tempo per la cresta NE e la Val di Crous). Dislivello 1050 m
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13-01-2012 00:00
ilario.morettin ilario.morettin
Bravissima e... molto precisa!
Ho fatto questa salita in maggio del 2008, già con troppo caldo e troppa vegetazione (traverso nel bosco verso il costone).
E visto che sei così avventurosa ti consiglio, se già non l'hai fatta, la salita al Fara per il versante SSO lungo il sentiero MV03 che parte all'imbocco della galleria. Ciao
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14-01-2012 00:00
Michela Michela
Grazie Ilario, se ti riferisci alla salita per il Vallon (segnavia gialli-blu) che esce in cresta vicino alla cima, l'ho salita quasi tutta ma senza poterla apprezzare molto a causa della nebbia e ci tornerò: bell'ambiente solitario e selvatico ma senza il senso di ariosità del costone. Bello che una montagna che può sembrare scontata perché vicina alla pianura mostri tanti volti diversi! Mandi
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02-02-2012 00:00
sandra.bottega sandra.bottega








Domenica 31 gennaio siamo saliti al m.Fara per questo sentiero,che avevamo già parzialmente percorso,un pò pesante il tratto erboso e ripido per il resto facilmente seguibile grazie agli ometti.Percorso solo in salita grazie per la descrizione. Ciao Sandra
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