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Un'antica scrittura

11-02-2015 18.58
sergio sergio
Carico più di panini che di anni, inizio a camminare.

Risalgo le ghiaie dei rivoli bianchi fino a quando non scompaiono sotto uno spesso manto di cemento rastrellato, improvvisamente mi fermo, non riesco più a muovere un passo, è come se i miei piedi fossero incollati al suolo, guardo verso il basso e vedo i miei vecchi scarponi aggrappati con tutte le loro forze alle ultime pietre, con sguardo supplichevole mi chiedono di evitar loro tale onta.

A destra la prima briglia del rio Pozzolons è semicoperta dai detriti, allungo lo sguardo ancora un po' e noto una chiara indicazione.

Quella lingua di sassi non sembra scendere dal fianco della montagna ma sembra risalirlo. Rami spezzati molto tempo fa indicano di proseguire ancora, ma attenzione, i nuovi germogli hanno in parte coperto le vecchie cicatrici.

Dopo quindici/venti minuti che lasciano il segno (nelle gambe), il sentiero si fa evidente e piega deciso a est verso il rio di Scric (la dirimpettaia Vetta del Sole è la mia bussola e il mio altimetro).

Fa freddo e il vento impetuoso sferza come falci il mio viso glabro. Un cavo di metallo, offre, a chi come me non è più nella primavera della vita, un'illusoria baldanza.

Ora il sentiero gioca a nascondersi, prima tra callose radici e poi tra piccole rocce ma quasi subito si adagia stancamente sul fianco.

Il lungo traverso che taglia la montagna da est a ovest è poco ripido, semplice da seguire, l'ideale per dare ascolto alla folla di sentimenti che mi agitano... omissis....


Una vecchia tabella in legno, non vedendo passare più nessuno, si è dimenticata cosa indicare (la tabella e quella di un sentiero dismesso da molti anni, credo il 702 o 704).

Trascorse circa due ore dalla partenza giungo ad un balcone erboso senza parapetto, il colpo d'occhio è suggestivo. Una enorme croce di legno animatasi (dal vento) alla mia vista, agita le sue lunghe braccia eseguendo un antico rituale.

A meno di cento passi intravedo la Baita das Mangis. Costruzione ben mantenuta il cui corpo centrale non è accessibile, tuttavia, in caso di necessità, si può trovare conforto in una delle costruzioni adiacenti (cinque cucce allineate), sempre che i suoi piccoli inquilini siano d'accordo.

Un sentiero ben marcato prosegue verso est e in meno di un ora si giunge allo stavolo Scric, consentendo di chiudere un giro circolare.

Ritorno sui miei passi fino al pulpito erboso e da qui inizio a risalire la Creta Storta seguendo il crinale... strano posto per quella che sembra una cabina telefonica senza vetri... apro la porta e capisco subito che non è una cabina telefonica...e perché no?!... mi siedo e inizio a fischiettare... lo sforzo si fa forza e il camminar si fa leggero.

La traccia si perde quasi subito, poco importa perché la cresta offre un vantaggio innegabile: la direzione obbligata.

Senza accorgermene, perché troppo impegnato a litigare, oltrepasso il Cuel Frateit. Lascio alla mia destra una liscia lavagna di roccia, sulla quale l'acqua ha inciso i caratteri di una lingua primigenia, e proseguo ancora seguendo pietre di confine (il crinale).

Dinnanzi a me un verde muro di erba mai brucata (molto ripido), e, più in alto ancora, un esercito di piccoli mughi serra le fila iniziando un fitto lancio le pigne.

Beh... che dire... nonostante fosse più semplice aggirare l'ostacolo spostandomi di un centinaio di metri a est, mi sono sentito tanto Don Chisciotte quando ha caricato, in groppa a Ronzinante, un gregge di caproni... e allora, ho sguainato la spada, mi sono fatto scudo con lo zaino e... e sono sbucato esattamente a metà di quell'ampia forca che divide il Nas Grant dal Deneal.

Giunto sulla cima lascio fuggire lo sguardo. Seduto su di una pietra, attendo il crepuscolo del giorno più breve sfogliando avidamente lo splendido compendio di storia, scritto in altorilievo dalla terra, con la violenza dei suoi moti.



Note:

Tre sono gli accessi:
-subito sopra la prima briglia pochi metri dopo l'inizio della strada cementata;
-a metà della strada cementata, a destra, oltre il rio, quattro comodi gradini in legno ne indicano uno privilegiato;
-al termine della strada cementata oltre lo spiazzo adibito a parcheggio, questo non è di facile individuazione, tuttavia sarà sufficiente seguire il tubo.
Io mi sono affezionato al primo.

La prima parte del sentiero, fino alla Baita das Mangis, è di semplice lettura all'escursionista esperto, nonostante non ci siano bicolori segni, o rami adornati con fiocchetti colorati.
La seconda parte è un po' più complicata, bisogna seguire le tracce dei cacciatori, a volte si perdono e bisogna sapersi muovere tra grovigli di arbusti e mughi.

Quello da me descritto è un percorso alternativo alla pericolosa costa della Gringhiona e alla scontata (e pur sempre pericolosa) cresta ovest del Cjampon.

Per scendere dal Deneal limitando al minimo i rischi, sarà sufficiente imboccare il canalino sul versante nord, pochi metri dopo la cima.

Fonte d'acqua in prossimità della Baita das Mangis.



Ho deciso di non inserire alcuna fotografia per due motivi: non sarebbero state d'alcun aiuto per valutare questa escursione dal punto di vista tecnico e dell'impegno fisico, perché scattate dopo una nevicata; lascio la libertà a ciascun lettore, se vorrà, di inserire le proprie immagini.
A dirla tutta c'è anche un terzo motivo: la memoria artificiale sulla quale sono conservate non mi è d'aiuto fintanto che non la trovo.



L'unica cosa che mi è riuscita è il titolo non me ne vogliate per il resto.
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13-02-2015 13.24
norman norman
Grazie Sergio, è sempre un piacere leggerti.
Gli accessi potrebbero essere quattro: al belvedere erboso sotto la Creta Storta dovrebbe essere possibile accedere anche tramite un ripido sentiero proveniente da S. Agnese (segnato sulla Tabacco; avevo visto una traccia dal belvedere). Forse ne sai qualcosa?
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14-02-2015 10.04
sergio sergio
Caro Norman,

Ne so abbastanza ed è proprio per questo motivo che non l'ho menzionato.
E' vero che sto attendendo il crepuscolo del giorno più breve, ma non è che gli ho dato appuntamento e non mi spazientisco nell'attenderlo. Non mi irriterei se tardasse.

Quello al quale ti riferisci è il vecchio sentiero che collega Sant'Agnese a Scric e valica la creta in corrispondenza del balcone erboso che conosciamo.

L'ho percorso in due occasioni, della prima non ho memoria.

Circa due anni fa lo ripercorsi, questa volta seguendo fedelmente il sentiero originario. A circa mezz'ora da sella Sant'Agnese noto un cartello che fisso per parecchi secondi senza leggervi nulla (per mia distrazione). Sull'antica colata di detriti sono cresciuti carpini e faggi, la risalgo notando che tutti i giovani alberi hanno il tronco ammaccato, perplesso, mi chiedo cosa li abbia colpiti, mi do una risposta... sono ancor più perplesso. Mi fermo a circa ottanta piedi dal fianco della montagna, non fosse che per quella grande macchia color ocra sarebbe un'anonima grigia parete come tante altre. Alle mi spalle, un imbecille, senza alcun mio ordine, spara una cannonata contro la parete... e si che ero stato chiaro: solo se non ce l'avessi fatta a superarla bisognava abbatterla. L'impatto è stato devastante, una lastra di roccia esplode in mille pezzi proiettando nell'aria frammenti piccoli e grandi... à la guerre!

Tutto questo ti sembra troppo fantasioso? Non lo è affatto.

Il sentiero è interdetto, una tabella dice che c'è il pericolo di una frana.
Io dico che il pericolo è molto concreto.
Dici bene, nella parte alta è piuttosto ripido.

Permettimi, caro amico, di ricordare per un attimo quella lingua primigenia... il piacere della lettura... della madre di tutte le lingue.
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15-02-2015 18.02
sergio sergio
Giornata uggiosa... riaffiorano i ricordi... ho ritrovato la memoria (SD).


… Non è un'escursione per principianti! Meglio se vai a ovest verso il Plauris e bada bene di non uscire mai dai confini del parco. Così saluto il mio giovane amico.
Che tradotto suona pressappoco così: … Non è un'escursione per principianti! Ecc. ecc.
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Giornata uggiosa... riaffiorano i ricordi... ho ritrovato la memoria (SD).<br /><br /><br />… Non è un'escursione per principianti! Meglio se vai a ovest verso il Plauris e bada bene di non uscire mai dai confini del parco. Così saluto il mio giovane amic
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15-02-2015 18.05
sergio sergio
Una visione d'insieme: la Creta Storta fotografata dalla cima del monte di Ledis.
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Una visione d'insieme: la Creta Storta fotografata dalla cima del monte di Ledis.<br />
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15-02-2015 18.08
sergio sergio
La Provvidenza non è una barca.
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La Provvidenza non è una barca.
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15-02-2015 18.11
sergio sergio
...Omissis...
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...Omissis...
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15-02-2015 18.14
sergio sergio
Il cartello smemorato (in realtà non è del tutto smemorato, a fatica, si legge ancora l'indicazione: 713, e non come ho erroneamente indicato in precedenza 702-704).
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Il cartello smemorato (in realtà non è del tutto smemorato, a fatica, si legge ancora l'indicazione: 713, e non come ho erroneamente indicato in precedenza 702-704).<br />
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15-02-2015 18.19
sergio sergio
Il balcone erboso.
Allegato: 5.JPG
Il balcone erboso.
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15-02-2015 18.24
sergio sergio
Da qui parte il sentiero che porta a Scric.
Allegato: 6.JPG
Da qui parte il sentiero che porta a Scric.
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15-02-2015 18.27
sergio sergio
Il Nas Grant, il Barbuc e più a sinistra ancora, il Deneal.
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Il Nas Grant, il Barbuc e più a sinistra ancora, il Deneal.
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15-02-2015 18.30
sergio sergio
Una lancia spezzata... la battaglia è vicina.
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Una lancia spezzata... la battaglia è vicina.
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15-02-2015 18.33
sergio sergio
Il pascolo e lo stavolo Scric.
Allegato: 9.JPG
Il pascolo e lo stavolo Scric.
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15-02-2015 18.35
sergio sergio
Una liscia lavagna di roccia.
Allegato: 10.JPG
Una liscia lavagna di roccia.
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15-02-2015 18.39
sergio sergio
Una alternativa per aggirare sul fianco destro l'esercito nemico.
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Una alternativa per aggirare sul fianco destro l'esercito nemico.<br />
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15-02-2015 18.42
sergio sergio
Il nemico è in fuga. In lontananza il balcone erboso.
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Il nemico è in fuga. In lontananza il balcone erboso.<br />
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15-02-2015 18.44
sergio sergio
Il Nas Grant.
Allegato: 13.JPG
Il Nas Grant.
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15-02-2015 18.47
sergio sergio
Il lato buono del Deneal.
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Il lato buono del Deneal.
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15-02-2015 18.49
sergio sergio
Si va spediti in discesa. Per chi ha fretta di scendere ecco il canalino a nord del Deneal, via privilegiata per le salite invernali (la foto è scattata dal Levina, cima assai mugosa).
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Si va spediti in discesa. Per chi ha fretta di scendere ecco il canalino a nord del Deneal, via privilegiata per le salite invernali (la foto è scattata dal Levina, cima assai mugosa).<br />
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15-02-2015 18.54
sergio sergio
Ed infine Scric.

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Ed infine Scric.<br /><br />
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16-02-2015 12.16
marco.raibl marco.raibl
Bella e interessante questa salita.Grazie
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