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Monte Amariana dalla Polveriera

18-03-2011 00.00
Francisco Francisco
Ciao a tutti e ancora percorribile il sentiero che conduce
da la Polverera fino alla cima dopo la caduta della frana
Buona Notte
Messaggio
19-03-2011 00.00
Pietro. Pietro.
Da risposta con data 13.10.09, a quesito di Sherpa61 del 20.10.08.

Sentiero percorso l'11.10.09, da Pietro, Ferdinando e Nadia. Per farlo completamente ci vogliono buone doti di orientamento, che al Ferdi non sono mancate. Il consiglio è che, dopo aver imboccato il sentiero dal parcheggio prospiciente l'ex polveriera, immettersi all'interno della medesima seguendo una pista pedonale dal fondo cementato. Una volta usciti dalla ex polveriera (recinzione rimossa) dirigere lungo il sentiero seguendo quei pochi bollini che oramai si riescono a vedere perchè sbiaditi. Quando non li vedete più, anche per via della folta vegetazione, immettetevi prima sul Rio Confine e poi a sx sul Riul dai Pins. Non ostinatevi a cercare bollini, seguite il "Riul" che la salita è divertente e non ostica come nel sentiero introvabile e impercorribile, con qualche bel passaggio di facile arrampicata. Orientatevi facendo riferimento alla Amarianute che si sviluppa longitudinalmente alla vostra sx e seguitela, lungo il torrente. Quando sarete alla altezza della stessa, giungerete alla Forca della Citate, ed avrete superato il pezzo più brutto in temini di paesaggio, del percorso. Poco dopo la Forca comincia il sentiero "Dalla Marta" con tutti i fittoni recisi da qualche ... ignoto (per non dire altro). Lì comincia il bello, ed in neache un ora arrivate ad una selletta esposta, che vi immette al bosco pensile della Pastorella. Qui comincia il percorso più bello ed affascinante del percorso. Non si può sbagliare, nel dubbio state sempre il più in alto possibile. Oltre non si può andare che vi è il baratro che dà sui Rivoli Bianchi. Sulla selleta, noi, reduci dal corso di alpinismo, ci siamo armati di corda e ci siamo divertiti in una arrampicata di solo 2 tiri, abbastanza per rivedere le regole della progressione in cordata (tratto più esposto). Poi si viaggia sempre in cresta senza problemi, seguendo sempre la regola di dirigere sulla cresta a sx. C'è un traverso nei pressi del Pic dal Dindi, simpatico, dove ci si appoggia nel vuoto, sopra una radice bella grossa di pino mugo. Ci sono degli anelli per assicurarsi. Noi procedevamo in conserva, tanto per vedere se eravamo ancora capaci di farla. Passati oltre si dirige verso una parete che inizialmente sembra insormontabile, mentre dopo riserva un passaggio di 2 grado, superato sprotetti, che stavamo facendo tardi. Alla fine di questo (tratto di difficile orientamento) seguire la regola di volgere sempre a sx sino a giungere al sentiero "Cimenti". Qui giunti abbiamo raggiunto la cima, per poi scendere verso Illeggio, col buio e con le pile, ove siamo giunti alle ore 20, dopo 11 ore dalla partenza, ed ove il carnico verace Ferrucio, pensionato della forestale, ci ha fatto trovare un buon frico appena spadellato.
Percorso che a mio parere, a parte il primo tratto sino alla Forca Citate, è di una indubbia bellezza ed andrebbe valorizzato.

Aggiungo: percorso riservato ad escursionisti esperti, con esposizione. Da farsi ad inizio primavera od in autunno inoltrato. Itinierario poco conosciuto ma appagante, a parte il tratto fino alla forca della "Citate", che rifarei volentieri.

Mandi. Pietro
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