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Responsabilità nell'accompagnamento in montagna

05-06-2007 00.00
Paolo Paolo
vorrei avere una vs opinione sulla responsabilità nell'accompagnamento in montagna. Frequento da alcuni anni la montagna friulana e tra gli amici si è diffusa la notizia di questa passione per cui mi capita spesso di accompagnare alcuni di loro. Se dovesse succedere qualcosa io, in qualità di "più esperto del gruppo", quale responsabilità ho? E se l'amico porta l'amico dell'amico? O se invito qualcuno che scrive alla vs mailing list cercando compagni per escursioni? Se poi avete l'opinine di qualche esperto ancora meglio. Mi pare che l'argomento non sia facile. Grazie e buon lavoro. Paolo
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06-06-2007 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
Se non sei una guida responsabilita' civili/penali non ne hai, a meno che tu non dica "E' una passeggiata" e poi gli fai fare la nord dell'Eiger o, quando un tuo compagno di camminate si trova nella cacchina, lo lasci annegare nella suddetta(omissione di soccorso, a un mio amico e' capitato su una ferrata di essere lasciato indietro e se l'e' cavata poco signorilmente a suon di bestemmie). Personalmente adotto questo sistema: chiedo cosa uno sappia fare e lo porto in percorsi della difficolta' inferiore (A diventa EEA+, EEA+ diventa EEA-, EEA- diventa EE, EE diventa E, E diventa birra al parco del Cormor), se vedo che si comporta bene lo porto al livello dichiarato altrimenti ciccia... Il caso si complica se si e' in gruppo e uno vuole strafare: in tal caso se sei il capo designato lo riduci in qualche maniera al silenzio, dato che sei il responsabile 'de facto'. Se poi uno ha la tipica giornata no "Non mi sento bene...ieri serata impegnativa in osteria...il bambino ha pianto" molla tutto e resta in rifugio (mi e' capitato e nessuno si e' lamentato, anche perche' davanti a brovada e musetto la mancata gita si ridimensiona). In sintesi: condizioni chiare e fiducia al 50% ricordandoti comunque che, come dicono le Sturmtruppen: "Muore la gente piena di guai, ma i rompiballe non crepano mai!".
Mandi
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06-06-2007 00.00
bambinodoro bambinodoro
Non vorrei dire una cazzata, ma un amico proprio ad inizio anno mi ha parlato di una sentenza della cassazione in merito all'argomento nella quale si attesta la responsabilità anche penale della persona che viene considerata "più esperta" del gruppo e quindi "accompagna" gli altri. Ripeto, non vorrei dire cazzate, controllate in internet se c'è qualche riferimento...
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06-06-2007 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
Posto che le sentenze della Cassazione vanno interpretate (vedi sentenza su jeans e stupro presunto), anche fosse cosi' bisognerebbe vedere la miriade di casistiche (Chi ha avuto l'idea? L'infortunato e' stato avvertito della difficolta'? L'infortunato ha detto la verita' sulle sue capacita'? Il sentiero era veramente pericoloso?). Sperando naturalmente di evitare cause con i nostri compagni d'escursione...
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06-06-2007 00.00
bambinodoro bambinodoro
Infatti...vah, meglio evitare cause anche perchè sarebbero la spiacevole conseguenza di qualche evento spiacevole...:-)
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06-06-2007 00.00
Giuseppe Giuseppe
E' una questione spinosa. A quanto ne so non esistono ancora regole certe a riguardo. Secondo me vale il discorso che ognuno è responsabile di sè stesso. L'"esperto" che si offre a fare da "guida" per altri in realtà non può considerarsi anche il responsabile se succede qualche guaio (a parte casi palesi di diretta responsabilità, ovviamente). Cioè, ma è sempre una mia opinione personalissima, chi decide di fare un'escursione dovrebbe valutare da sè se affrontare o meno tratti difficilie/o pericolosi anche rinunciando e tornando indietro. Dico "guida" tra virgolette perchè il discorso cambia se ci si affida a Guide di professione siano esse Naturalistiche o Alpine. Ma anche in questo caso ci sono i distinguo. Dipende dagli accrdi che si prendono. Per es., nel depliant delle visite guidate del Parco delle Prealpi Giulie c'è un trafiletto in cui il Parco si esonara da eventuali "...danni e infortuni per colpa dell'escursionista". Nel caso ci si affidi ad una Guida Alpina si instaura un rapporto Guida-Cliente che in
effetti prevede la responsabilità della Guida in caso di eventi spiacevoli. Ma anche lì la responsabilità non è ovviamente totale perchè non puoi assicurare l'imponderabile...
La Guida Alpina ha il diritto/dovere di desistere dall'attività prevista se ritiene che le condizioni (meteo, della roccia o altro) non sono più sicure. Poi se uno decide di proseguire da solo lo fa ma a suo rischio e pericolo. Anche per le Guide Alpine del FVG, comunque, si legge sul loro sito alla voce "assicurazioni" che: "Ogni guida alpina è coperta da un’assicurazione di responsabilità civile; si consiglia comunque una copertura assicurativa individuale contro gli infortuni che copra anche l’attività alpinistica". Personalmente ho avuto modo di fare qualche escursione con queste Guide e
devo dire che sono state tutte sempre molto prudenti (e qualche volta siamo tornati indietro anzitempo o abbiamo cambiato itinerario).Quindi la questione è tutt'altro che chiara e definita.
Ciao, Giuseppe.
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06-06-2007 00.00
Luca Luca
a prescindere da quello che dice la legge o da come si può intempretare, penso che chi in qualità di più esperto del gruppo decide di accompagnare degli amici inesperti o meno esperti, debba prendersi cura di essi assumendosi di fatto una sorta di responsabilità morale . E' chiaro comunque che devono essere sempre prese tutte le precauzoni possibili studiando preventivamente l'itinerario , il tempo e il grado di preparazione ( e allenamento) di ogni compagno e se il caso come dice Luca di Collina saper rinunciare . In montagna si deve andare per divertirsi se no è meglio tornare indietro . E il "capogita" deve essere il primo .
saluti Luca
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