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Via normale al M.Cornajet

13-05-2003 00.00
Andrea P Andrea P
Qualcuno di voi conosce la via normale al M.Cornajet, dal rifugio Goitan in poi si intende? C'e' bisogno di essere attrezzati?
Grazie e ciao, Andrea
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23-05-2003 00.00
pLuca pLuca
L'ho fatta 5-6 anni fa; non ci sono attrezzature; dopo il bivacco c'è ancora un'oretta di sentiero, poi un tratto su ghiaione fino alla forcella sotto al tratto finale, che consiste nella classica traccia su rocce rotte e sfasciumi con passaggini dove occasionalmente si appoggia la mano (I-- :-)); ripido ma non esposto, non ci sono problemi a meno di portare su gente che non ha mai fatto sentierini di questo tipo.
Se becchi la giornata giusta avrai un panorama notevole!!
Buona gita.
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30-05-2003 00.00
Andrea P Andrea P
Ti ringrazio per le info che gentilmente mi hai fornito.
Bisognera' che verifico il percordo con carte alla mano, se ho altri dubbi ti faro' sapere :-)
Mandi, Andrea
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19-08-2003 00.00
ezio ezio
M.Cornajet dal Cadin de la Meda. Aggiri a sinistra il torrione a ridosso del bivacco Goitan e punti, inizialmente senza percorso obbligato, alla forcella Savalon attraverso l'omonimo "ciol". L'intinerario è abbondantemente segnalato con ometti (dalla forcella Savalon) e non presenta difficoltà su roccia. La meta a giudicare dallo stato della traccia e dalle firme sul libro di vetta è abbastanza frequentata. La salita alla cima del Cornajet è la più logica estensione del classico anello della Meda, sent.375+376 (unico punto delicato il colatoio che scende dalla forcella della Meda alla forcella delle Pregoane).
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19-08-2003 00.00
Andrea P Andrea P
grazie per le inequivocabili indicazioni per raggiungere la vetta.
L'anno scorso ho fatto l'anello di cui parli ed il colatoio era come fare sci estremo senza sci... siamo scesi senza muovere un passo solo lasciandoci scivolare a valle. Ciao e grazie, Andrea
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20-08-2003 00.00
ezio ezio
A proposito, "Cornajet" è la dizione corretta? (non ho mai udito contestazioni sul toponimo riportato dalla Tabacco "Cornaget").
In realtà volevo suggerirti un'altra facile cima della zona: la Caserine Alta. Intinerario: malga Senons-forcella del Pèdole (ovvero del pidocchio)-facile e panoramica cresta con suggestiva vista sul Corno di Senons.
Visto che ci sono mi permetto di consigliarti anche il M.Dosaip dalla forcella di Caserata. Segui il sentiero fino ai ruderi lignei della C.ra Dosaip, poi per l'ampia cresta oppure per l'omonimo catino guadagni la vetta. Molto interessante il catino glaciale con sifone carsico e la vista sul selvaggio Canal Grande.
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20-08-2003 00.00
Andrea P Andrea P
infatti e' stato un lapsus la dizione corretta e' Cornaget, mi scuso per l'errore ed andro' a farmi vedere :-)
grazie per i suggerimenti quella zona mi affascina molto (caserine - dosaip - canali di meduna). saluti, andrea
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27-08-2003 00.00
ezio ezio
Visto il tuo dichiarato interesse per l'areale delle Dolomiti Friulate mi permetto di segnalarti qlc altro possibile intinerario fuori dai ben noti (spero) e pubblicizzati sentieri con segnavia CAI.

Cime Postegae dalla Val Cimoliana.
Intinerario ad anello: da Pian Meluth (1163)-CAI 362+387 al Passo Pramaggiore(2173m)-seguendo la dorsale inizialmente prativa, Cima Cadin e a seguire Cime Postegae(2358m)-Forc.Ciol de Mont-Val ciol de Mont+CAI370
h7 complessive (con pause). Segnalato con ometti ove non presenti i segnavia CAI; la traccia è più evidente nel tratto in discesa da Cime Postegae e l'incrocio con sentiero che scende da Forcella Savalons/C.ra Bregolina.
Qualche passaggio su roccette friabili nei pressi di Cime Postegae. In caso di necessità si può ridiscendere in Val Postegae sfruttando uno dei numerosi ghiaioni che hanno inizio dalla dorsale.
Ad inizio estate il pianoro tra Cima Cadin e Postegae è un caleidoscopio di colori per la varietà di fioriture. La zona è frequentata da stambecchi. Dalla dorsale si osserva molto bene, sull'altro lato della vallata (alta Val Pezzeda) presso la Pale Candele, il piccolo circo glaciale "Faures de Claut": un vero gioiello geologico del Parco.

Faures de Claut (dalla Val Settimana)
Questo circo merita da solo una visita per il suo aspetto tipico e la perfetta conservazione. Il ghiaccio ha inciso una fascia di roccia molto plastica (marne,flysh? ci vorrebbe in SentieriNatura una figura competente in geologia...) mettendo in luce incredibili pieghe. Magnifica pure la fioritura presente sul bordo meridionale del circo, favorita, immagino, dalla varietà litologica del loco.
Accesso: il sentiero segnato sulla Tabacco dalla C.ra Bregolina Piccola è scomparso. Io mi sono calato nel catino sempre dal suo bordo meridionale passando per Sella di Turlon (alla quale ero giunto dalla val Settimana per il sentiero CAI che passa per il Col di Vittor - sentiero che NON mi sento di consigliare). Per l'uscita si può utilizzare direttamente il solco di scolo del catino che interseca in breve il segnavia 385 e da qui al ricovero di C.ra Bregolina Piccola.
L'accesso più favorevole è a/r da P.te del Cartier. Il toponimo "faures"(fâris) dovrebbe corrispondere all'italiano "fabbri". (Qlc può confermare/smentire? il friulano di questa zona è molto diverso dal mio.)

Ciol di Giaeda dalla Val Settimana.
Ho percorso questo ciol attratto dalla netta incisione tra Vacalizza e Cima dei Vieres (vêris/vetri) col quale termina questo solco torrentizio: La Fessura (1926m).
L'intinerario si svolge in pratica su un'unica lingua di ghiaia a pendenza praticamente costante, ancora mobile nella parte bassa e stabilizzata nella parte alta.
L'inizio dell'intinerario è in comune con il sentiero CAI 380 che sale a Forc.Vacalizza (guado sul Settimana su fune finché non verrà ripristinata la passerella in legno, portare in auto moschettoni e cordini o imbrago per costruire la carrucola).
Il tratto finale che termina ne La fessura si trasforma in ripido colatoio. In primavera l'ho trovato ancora invaso da neve in scioglimento, con continue scariche dalle verticali pareti che lo racchiudono: non mi sono arrischiato a raggiungere la meta prefissata, sarà per la prox volta.

Ciol di val Piovin dall'omonima forcella (salita dal Ciol de Sass)
Dalla Val Settimana s'intravvedono nettamente le "Z" del tratto finale intagliare la mugheta sul versante opposto a quello percorso dalla rotabile. In questo caso SCONSIGLIO il percorso. La valle è piuttosto spoglia e monotona. Nella parte bassa, in corrispondenza del cambio di pendenza, s'incontra una fitta boscaglia. Qui l'unico aiuto per districarsi oltre al proprio intuito è costituito da pochi rametti spezzati (zona frequentata dai soli cacciatori direi).
Mandi.

P.S. Già stato sul M.Ressetum?
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28-08-2003 00.00
Andrea P Andrea P
Grazie per interessanti percorsi fornitemi...
approposito del Resettum, al massimo sono stato alla F.Clautana anche se + volte mi sono promesso di andarci, arrivare alla Forca Bassa sembra abbastanza samplice no? Comunque sabato scorso l'ho visto dall'alto (dal Cornaget).

Saluti, Andrea
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01-09-2003 00.00
ezio ezio
Il Resettum è una meta abbastanza frequentata. Da C.ra Pradut alla Forca Bassa (1749m) il sentiero attraversa terreno aperto, soggetto a carsismo (anche se non spettacolare); dalla forcella alla cresta la pendenza aumenta un po'; la traccia è segnalata regolarmente con ometti. La vetta si trova ad ovest del punto di uscita in cresta e negli ultimi 50 m di traversata si deve affrontare un passaggio esposto (affrontabile comunque con perizia escursionistica). E' una buona scelta per le giornate terse autunnali per l'inusuale punto di vista che offre sull'intera linea prealpina giulio-carnica. A suo tempo in discesa, desiderando rientrare a Lesis dalle c.re Colciavas e c.ra Casavento, dalla Forca Bassa ho puntato direttamente ai ruderi di c.ra Baldas fino ad incontrare la pista forestale (tracce di sentiero poco frequentato, nel '96).
Nella zona di fondovalle c'è l'opportunità d'evitare il tratto di carozzabile che va dall'imbocco con la Val di Gere alle stalle Parentoni percorrendo direttamente il greto della Val Magon (le sorgenti del Cellina sono poste formalmente un poco più a valle): avrai sicuramente fatto caso ai suggestivi grossi massi cubici disseminati in questo trato del greto. Lungo questo tratto di torrente non ci sono salti né acqua corrente in superficie. Percorso in salita è facile, in discesa può richiedere qualche dietrofront perché nel labirinto creato dai grossi massi il percorso più facile non è individuabile al primo tentativo. In salita s'individua imboccando, prima della serie di tornanti, una strada bianca che porta direttamente sul greto del Cellina nella zona delle sue sorgenti.
Sempre nella zona segnalo che l'Ente Parco ha provveduto a disboscare il sedime della Strada degli Alpini nel tratto da c.ra Casavento alla Forca Clautana e oltre, nel tratto in comune col sentiero segnato 966 (intervento recepito dalla nuova edizione della carta Tabacco 021). Oltre il bivio col 966 e fino alle Tronconeres (val Silisia) non è stata ripristinata (peccato! è sicuramente più interessante del sentiero). Questo segmento volendo è comunque transitabile. Qualche cautela è necessaria per superare le incisioni torrentizie visto che i ponticelli in questa zona sono andati tutti distrutti. Avvicinandosi alle Tronconeres, il bosco si è riappropriato di qlc tornante, ma niente paura con un po' d'attenzione s'individua subito la continuazione della strada (maggiore attenzione è richiesta dalla presenza di zecche). Da Le Tronconeres il sedime della strada è ancora rintraccabile fin sotto il Pecolat (è ben visibile il ponte ad arco sul Rug del Muscle). In questa zona, in cui l'acqua del Silisia corre solitamente sotto le ghiaie, conviene alla bisogna cercare il guado.
Stato sul M.Corda (1463m) tra la Val Silisia E il Canale di Meduna?
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04-09-2003 00.00
Andrea P Andrea P
Ezio,
ho rivisto tutti gli itinerari che mi hai fornito con cartina alla mano e devo dire che mi entusiasmano molto, e sicuramente li percorrero' uno dopo l'altro :-)

Il M.Corda non l'avevo mai sentito, e sulla tabacco 21 non l'ho trovato, ma vista la posizione immagino che sia sulla 28, sai dirmi di piu' sul suo conto?

Vedo che sei un vero esperto del parco, ora avrei qualche cosa da chiederti:
- Sei della zona?
- Pensi che sia possibile risalire il Ciol di Savalon direzione F.Savalon (Cornaget)?
- Conosci il M.Frascola (a nord canale di menduna)?
- Mi accompagneresti in uno degli itinerari di cui abbiamo parlato?

Grazie, mandi, Andrea P
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05-09-2003 00.00
ezio ezio
Ribadisco, a scanso di equivoci, che gli itinerari che sto proponendo non sono necessariamente quelli che ritengo più interessanti ma quelli forse meno noti ai più, se non altro perché si svolgono su sentieri privi di segnavia CAI.
M.Corda
Si può partire da Inglagna e seguire il sent. CAI per Forc.Dodesmala fino alle case Spinespes (vedi relazione S.N.)e da qui prendere un sentierino non segnalato che risale il versante in dx orografica (itinerario visto sul calendario gite della sez.CAI di S.Vito o Spilimbergo, ora non ricordo bene).
Io ho trovato un altro attacco per la parte iniziale che ha il pregio di svolgersi sul lato a solatio della val Silisia (oltre ad essere più breve).
Si parcheggia l'auto nei pressi dell'imbocco della prima galleria per il lago di Ciul, in prossimità del Rug Stavalins. Per sentierino si raggiunge il greto del "rugo", lo si risale brevemente fino ad incrociare un ramo, dx orografica, che scende praticamente in linea retta dalla Corda Mugola. (Gli altri sentieri utili allo scopo segnalati sulla Tabacco non mi sembrano praticabili.) Si risale, senza difficoltà di sorta, questo solco torrentizio fino a intercettare il sentiero che parte da case Spinespins e che qui traversa a mezza costa le pendici della C.Mugola (vedi Tabacco 028). La quota di riferimento e di circa 860m. A suo tempo ho innalzato un paio di ometti ai due lati per rendere più evidente il punto di cambio direzione. (In ogni modo dopo un po' il "rugo" termina di fronte a una parete verticale: se si arrivasse fin qui conviene ridiscendere quel tanto che basta piutttosto che seguire le tracce di selvatico vs sn.)
Si continua verso ovest per buona traccia, in traversata e leggera discesa su terreno aperto fino a immettersi in un bosco di faggi in località La Meda. Si risale a tornanti nel sottobosco, la traccia è ora meno evidente ma ci sono ometti abbastanza ravvicinati. Giunti nei pressi di Forc.della Meda (senza raggiungerla) il sentiero scompare. Senza patemi si attraversa vs dx puntando alla gemella forcella Navedeit (1334m) dove si ritrova una traccia evidente. Dalla forcella si segue verso est la cresta fino alla panoramica cima del M.Corda (1463m).
M.Frascola
Escludendo la salita dal Lago del Ciul (è richiesto passo e occhio da cacciatore), l'approccio escursionistico passa dal ricovero M.ga Cjampis. Personalmente ho fatto un paio di volte l'anello val Viellia-Forc.del Frascola-Canale di Meduna, senza riuscire per vari motivi (neve, compagnia poco performante) ad agganciare anche la cima.
L'accesso dalla val Viellia ha inizio nei pressi di B.go Maelon. La valle offre qlc cascatella e delle forre non proprio spettacolari: in generale mi pare sopravvalutata rispetto a quanto si legge nelle varie guide. Interessante l'esteso pianoro alluvionale (ex lago) al cui termine sorge l'ex malga! In alternativa si può partire dal passo di M.Rest e divallare al ricovero dalla forca del Mugnol (utilizzando eventualmente la val Viellia per il solo ritorno). Una guida che possiedo indica per l'anello M.ga Cjampis-Forc.del Frascola-M.Frascola-rud.c.ra Tamaruz 3 ore di cammino (700m di dislivello) e difficoltà di tipo escursionistico. La discesa nel canale di Meduna dalla Forc.del Frascola espone ad inizio estate a una concentrazione di zecche per metro di sentiero mai riscontrato in altri luoghi. N.B. Sulla Tabacco 028, il tratto si sentiero che dalla malga sale alla Forc.del Frascola non è correttamente segnato: passa molto più a dx (faccia alla forcella).
Messaggio
10-09-2003 00.00
Andrea P Andrea P
Un abitante di Aviano DOC mi conferma che nel suo dialetto "Favres" significa fabbri, quindi e' molto probabile che in val cellina sia lo stesso per "Faures".
Alla prossima, Andrea P
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