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22/10/2013

Fotografare nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Ottobre 2013. Siamo già quasi a metà mese e il tempo non vuole saperne di mettere la testa a posto. Nel nordest italiano il cielo è sempre grigio ed anche al centro, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, le previsioni non sono buone. Dalle webcam locali il bosco sembra arrivato all'apice dello splendore attuale, ma piove sempre... Finalmente verso il 15 del mese le proiezioni meteo si orientano in modo estremamente positivo: dal 17 in poi una bella onda di alta pressione dovrebbe abbracciare l'Italia. Si parte! In effetti le previsioni saranno azzeccatissime regalandoci sette giornate luminose con forti differenze di temperatura tra i fondovalle e le cime a favore di queste ultime.
Dopo avere attentamente studiato la carta escursionistica scegliamo il paesello di Civitella Alfedena (incredibilmente fa Comune) come nostra base logistica. Da qui dovremo impiegare al massimo 50 minuti per raggiungere i luoghi di partenza e per due escursioni potremo addirittura partire dal paese. Il parco offre in ottobre scenari notevoli per il fotografo paesaggista con le latifoglie, faggi e aceri soprattutto, che assumono le calde tonalità autunnali. Per le uscite scelgo di portarmi dietro il mio tuttofare preferito, il 24-105, assieme al 100-400, una accoppiata che dovrebbe coprire gran parte delle esigenze. Di volta in volta scelgo poi di aggiungere anche una o due lenti più specializzate per provare qualche scatto diverso nel bosco. Il 50 f/1.2 dovrebbe riuscire a darmi tempi accettabili anche nell'oscurità della faggeta in ombra, mentre con il fisheye vorrei provare ad inquadrare i giganti arborei che incontrerò lungo i sentieri. I faggi sono spesso molto alti e, per cercare una inquadratura priva di disturbi, ci si deve avvicinare. In questi casi risulta assai comoda la funzione di shift del 17 TS-E. Evitando così di inclinare il piano del sensore si ottengono i fusti sempre diritti pur mantenendosi molto vicini ai soggetti. Imperdibile la nebbia mattutina che giornalmente ristagna sul lago di Barrea dissolvendosi con i primi raggi del sole. Se vi appostate sulle curve della strada che sale a Barrea avrete la possibilità di fare qualche scatto interessante. Lo stesso dicasi per il ponte che attraversa il lago a metà. In questo caso potrete provare un controluce oppure cercare una bella inquadratura del monte Marsicano, illuminato dai primi raggi. Se desiderate concentrarvi sui boschi scegliete senz'altro una passeggiata in Val Fondillo oppure studiatevi l'anello del lago Vivo e fermatevi sulle pendici del monte Serrone dove si sviluppa una faggeta pietrosa di particolare bellezza. Chi ama fotografare i piccoli borghi troverà in Civitella Alfedena e Barrea due luoghi ricchi di ispirazione grazie agli stretti vicoli dei due centri storici.
Oltre ai paesaggi, il Parco è famoso anche per la possibilità di incontrare facilmente ungulati, cervi e camosci appenninici soprattutto. Questa caratteristica si è dimostrata senz'altro vera e, praticamente quasi ogni giorno, siamo riusciti a vedere i cervi, spesso semplicemente percorrendo le strade attorno al lago di Barrea nelle prime ore del giorno. Se volete dedicarvi ai camosci appenninici siete nel posto giusto poiché la specie ha colonizzato gran parte delle vette circostanti. Punto di partenza obbligatorio è il valico di Passo Cavuto lungo le cui pendici non dovreste avere difficoltà a incontrare questa bella specie. Ottimi risultati si possono ottenere anche alla Serra delle Gravare e sul monte Amaro. A Civitella Alfedena si trovano anche due recinti, uno per il lupo e l'altro per la lince. Con un poco di fortuna li potrete osservare da vicino anche se la rete di protezione vi impedirà probabilmente di ottenere scatti naturali. Gli ungulati si sono rivelati molto più confidenti rispetto a quanto accade sulle nostre Alpi e il 400 come focale massima si è dimostrato più che sufficiente a riprendere gli animali anche a pieno fotogramma.
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