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    Calabria - Pietra Cappa da San Luca
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giovedì 18 ottobre 2018

Pietra Cappa da San Luca

Alcuni dei giorni trascorsi a visitare la Calabria hanno avuto come sede logistica Bianco, sulla costa ionica. Sebbene le coste Calabre, ioniche e tirreniche, non siano distanti tra loro, sono separate da una zona orograficamente impervia che rende laboriosi gli spostamenti. Quindi per effettuare alcune escursioni in Aspromonte ci siamo sistemati nel piccolo centro di Bianco.
La meta odierna è la Pietra Cappa: un monolite rotondeggiante, probabilmente esito dell’ultima glaciazione. La particolarità che lo rende unico è il trovarsi isolato in un mondo di boscaglie dense e compatte, da cui sporge netto e liscio. Unico.
Da San Luca siamo risaliti lungamente per strada tortuosa, incrociando greggi di pecore. Seguendo le indicazioni per la Pietra Cappa raggiungiamo il luogo dove poter parcheggiare (Loc. Pietra Lunga, cartello CAI con indicazioni per le rocce di San Pietro e Natile vecchio, tralasciare la direzione per Pietra Cappa: porta a una strada forestale che si congiunge più in basso al percorso proposto). Questa escursione inizia in discesa, seguendo sulla destra della strada i segnavia CAI, presenti su tutto il percorso. Siamo all’interno della boscaglia di lecci, querce e corbezzoli. Alla breve discesa segue un tratto in falsopiano con vegetazione più bassa, dove si sfiora una recinzione (ben sorvegliata da un focoso cagnolino!).
01-Il sentiero in discesa nella parte iniziale01-Il sentiero in discesa nella parte iniziale

La foresta in cui si rientra è molto umida e presenta i tronchi ricoperti da muschio. Si scende più decisamente, facendo attenzione a seguire i segnavia sempre comunque presenti. Mentre cominciamo a sentire il rumoreggiare dell’acqua, ci congiungiamo alla sconnessa pista forestale che continua a scendere sulla destra orografica del torrente. Lo guadiamo facilmente presso alcune baracche, costeggiando anche le recinzioni delle stalle. Diverse mucche di piccola taglia sono al pascolo. Arriviamo alla fonte in località Torrente S. Venere (m 650), presso il guado del torrente stesso. Cercando i punti migliori lo si attraversa ritrovando sul bordo opposto il proseguimento della pista. Superato poi un impluvio terroso molto rovinato, si assecondano alcune svolte in parte lastricate che ci portano a un cancello di ferro (segnavia CAI 103, Casello di San Giorgio, m 675).
02-La pista terrosa che porta al rifugio Casello di San Giorgio02-La pista terrosa che porta al rifugio Casello di San Giorgio
Il bosco scuro per la vegetazione e per il cielo oggi grigio, improvvisamente prende vita: alcuni maiali neri si materializzano grufolando in cerca di castagne: infatti la vegetazione ora è cambiata e risulta composta da giovani castagni. Imbocchiamo la pista a destra (indicazioni del CAI) proseguendo lungo una recinzione e in breve arriviamo all’area dove è stato costruito il rifugio forestale e dove passiamo alcuni minuti al riparo dalla pioggerella che ha iniziato a cadere. Riusciamo anche a scambiare qualche chiacchiera con un cercatore di castagne. La pista prosegue con un fondo ancora sconnesso e letteralmente ricoperto da ricci di castagne. Dopo un piccolo guado, ora su sentiero, raggiungiamo il bivio del piccolo anello attorno alla Pietra Cappa (cartello) dove prendiamo il ramo di destra.
03-La sagoma della Pietra Cappa sfida le nebbie03-La sagoma della Pietra Cappa sfida le nebbie
04-La boscaglia alla base della Pietra Cappa04-La boscaglia alla base della Pietra Cappa
Mentre i pensieri vanno all’umidità intensa del bosco che rende possibile la crescita di funghi sui tronchi degli alberi, improvvisamente si esce all’aperto, alla base dell'enorme monolite che ora andremo a contornare. Entriamo in un suggestivo tunnel formato da un grosso masso appoggiato sulla struttura rocciosa principale.
La Pietra Cappa è il più grande monolite d’Europa. Si alza per più di cento metri. Diverse sono le interpretazioni sul significato del nome. Potrebbe derivare da Pietra Gauca (cava) per le cavità presenti. Oppure Cappa potrebbe richiamare la forma di una coppa rovesciata (cava all'interno).
05-Alta parete cariata della Pietra Cappa05-Alta parete cariata della Pietra Cappa
Per continuare l'aggiramento si sale a una piccola forcella sovrastata da una formazione rocciosa simile ma inferiore per grandezza. Si scende poi per proseguire a contornare su sentiero di sassi ed infine si raggiunge un'area di sosta in mezzo a un boschetto di lecci. Il piccolo ricovero, monovano, dispone di una vecchissima cucina economica. Al bivio al termine della recinzione, pieghiamo a sinistra (diritti si prosegue per le Rocce di San Pietro). In pochi minuti siamo alla chiusura dell’anello. Ripercorriamo nuovamente il percorso fatto in prcedenza, all'interno del bosco dove si aggirano numerosi e timidi i maiali scuri.
06-Quasi un triceratopo il vecchio tronco scheletrito06-Quasi un triceratopo il vecchio tronco scheletrito
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