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martedì 11 ottobre 2016

Monte Alpi dal Rifugio Favino

Tra i giorni finora passati al Parco del Pollino, questo è il primo che sembra promettere bene: da lontano il monte Alpi lascia vedere la sua cresta contornata da una corona di nubi più basse. Scendiamo così ad imboccare la strada che risale la valle del Sinni poi, da Latronico, iniziamo a contornare la nostra meta passando nei pressi di Cogliandrino e Castelsaraceno. Il punto di partenza, il rifugio Favino, si trova infatti dalla parte opposta rispetto alla nostra direzione di arrivo. Al parcheggio poco prima del rifugio (m 1327), sopra le nebbie splende un pallido sole che illumina il silenzioso bosco circostante. Il rifugio Favino (m 1344), si trova al centro di una vasta area attrezzata, ma è chiuso e sembra avere il tetto rovinato. Il nostro segnavia (CAI 970) si trova sulla sinistra del rifugio dove prende a salire nella bellissima faggeta dai fusti diritti e colonnari.
01-La faggeta del rifugio Favino01-La faggeta del rifugio Favino
Il percorso coincide con un largo viottolo di terra battuta che oggi si presenta piuttosto scivoloso per la pioggia caduta nei giorni scorsi. La pendenza sostenuta ci porta velocemente in alto, soprattutto verso il limitare del bosco dove le svolte si fanno decisamente ripide. Oltrepassato un grande faggio, usciamo all'aperto ritrovandoci poco sotto quella che sembra la linea di cresta. Dopo un'ora di salita ci vorrebbe un sorso di acqua, ma ci accorgiamo di avere dimenticato la razione a casa, ma non sarà proprio così... Ritornando al sentiero, questo non sale direttamente ma piega a sinistra, supera un gradino e una piccola macchia di faggi ed infine inverte la direzione e arriva sulla dorsale del monte Alpi. I segnavia sono sbiaditi, ma la direzione è segnata dal crinale che si allontana verso la prima cima. Nel frattempo si è alzato il solito vento che porta i primi sbuffi di nuvole. Sulla prima cima la cresta si fa sottile: il panorama sarebbe sicuramente esteso se non fosse che le nebbie salgono veloci e hanno quasi circondato la dorsale sommitale.
02-Le pendici meridionali del monte Alpi02-Le pendici meridionali del monte Alpi
03-La cresta del monte Alpi03-La cresta del monte Alpi
04-Faggeta autunnale sulle pendici del monte Alpi04-Faggeta autunnale sulle pendici del monte Alpi
Ancora una ripida rampa e ci ritroviamo sulla Cima di Santa Croce (m 1893), contrassegnata da una modesta croce metallica. Le nubi continuano ad alzarsi disordinatamente attorno a noi e ci lasciano solo pochi momenti per apprezzare la bella linea di cresta che ci collega alla vetta principale. Iniziamo così a scendere il primo articolato tratto, perdendo gli ottanta metri che ci separano da una ampia e verde insellatura.
05-Sulla dorsale del monte Alpi05-Sulla dorsale del monte Alpi
06-Verso la cima del monte Alpi06-Verso la cima del monte Alpi
Ripresa la linea di cresta, la si segue nel suo procedere aereo, ma mai direttamente esposto, tra affioramenti rocciosi e fazzoletti erbosi, fino all’ometto di sassi che segna la cima del monte Alpi (m 1900). Ci vorrebbe una sosta, ma le nubi si alzano spinte dal vento e in breve tutto si copre attorno a noi. Ci ritroviamo nella fitta nebbia e si mette a piovere sottile: dietro front! Pioverà senza sosta per tutta la discesa, dandoci l'occasione di pensare ad una nuova possibile categoria di Guide: I Sentieri del Fango...
07-La faggeta arriva fin sulla linea di cresta07-La faggeta arriva fin sulla linea di cresta
08-Giochi di nuvole sul monte Alpi08-Giochi di nuvole sul monte Alpi
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