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    Anello del monte Dauda da Fielis
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Dauda da Fielis
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    Anello del monte Dauda da Fielis
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I percorsi di SentieriNaturaV20

Anello del monte Dauda da Fielis

Avvicinamento

Risalendo da Tolmezzo la statale 52b in direzione di Arta, poco dopo Cedarchis si piega a sinistra in direzione di Zuglio attraversando il ponte sul torrente But. Giunti sull’altro lato della valle ci si tiene a destra seguendo le indicazioni per Fielis. Dalle prime case della frazione si imbocca via Vit e la si percorre fino ad una piazzola dove si nota a sinistra l’inizio del segnavia CAI n.157 (m 820, piccolo parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
013
Dislivello
1000
Lunghezza Km
9
Altitudine min
820
Altitudine max
1765
Tempi
Dati aggiornati al
2008
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 07/12/2018 In data 02.12.2018 ho percorso l'anello come da relazione. Segnalo che, al momento, la mulattiera lastricata tra le case all'inizio dell'itinerario non è agibile a causa degli schianti e, per raggiungere malga Dauda, si è costretti a percorrere interamente la strada di servizio.
  • 16/05/2018 Saliti oggi sul monte Dauda da Fielis arrivati a malga Dauda direzione malga Meleit seguiti da una fitta nebbia che non ci ha permesso di godere del panorama dalla vetta leggermente imbiancata ma appagati dalle fioriture di botton d'oro e tappeti di genziane sentiero ben segnalato e pulito rientrati dallo stesso versante di salita mandi
  • 21/04/2018 Oggi 21/04/18 si punta al Dauda. Partiamo da Fielis salendo per il troi incassato che consente di tagliare il 1° tratto di strada. Si prosegue poi lungo la stessa fino alla Malga Dauda in piacevole compagnia di una coppia di ottimi escursionisti casualmente incontrata. La pozza poco prima della malga è ancora per buona parte ghiacciata. Dalla malga si sale per il 157 tralasciando la recente carrareccia. Subito si incontra la neve che ormai sfatta ma in discreto spessore rallenta non poco la marcia fino alla F.ca Meleit. Da quì salgo sulla dx per prato punteggiato di mini crocus sul modesto rilievo per osservare il prosieguo verso la cima. Si presenta ben innevato ma a grosse macchie di leopardo. La mia metà, alle prese col riemergere di un problema articolare, quì mi attende mentre mi avvio verso il tratto finale cercando le zone prative ben secche che si alternano alla neve marcia che necessariamente a più riprese va comunque affrontata. Giunto in cresta, il problema sparisce e salvo un paio di slalom iniziali si sale ottimamente per roccette e mughi. Vista la giornata il panorama è ottimo in ogni direzione e una piacevole brezza non fa sentire il caldo insolito che è scoppiato in questi giorni. Le foto e panoramica di rito sono d'obbligo così come una puntata al sottostante crocifisso e quaderno di vetta. Pasciuti occhi e mente, il veloce rientro rinunciando per causa di forza maggiore alla chiusura del facile anello verso il Cavolat che si presenta molto buono. Di nuovo alla F.ca Meleit e, "recuperata" la consorte, il rientro per carrareccia alla malga Dauda ove giungeranno dal Cavolat i simpatici compagni d'escursione di cui all'avvio che ci confermeranno il buono stato del sentiero del versante sud dell'escursione ad anello. Si prosegue il rientro in relax fino a Fielis. Consiglierei di attendere una decina di gg. per salire su questa facile e ottima cima se si vuole evitare la neve del versante nord e in parte NW. Mandi e buine mont a duç.
  • 19/01/2018 La solita uscita del mercoledì questa settimana ha come meta il monte Dauda, gruppo sempre più numeroso quello degli “scoiattoli”. Avvio veloce e subito dopo fiocchi dal cielo, piccoli ma sempre neve è, il tempo di coprirsi, qualche minuto ancora e tutto termina facendo ogni tanto la sua comparsa anche il sole e attorno a quota 1200 la neve è presente ma si cammina molto bene mentre si sente il vento in arrivo, c'è qualche tronco sulla pista. Sbucando sotto malga Dauda sole e vortici di polvere bianca sollevata dal vento, guardando la cima è ben visibile tutta cresta con quell'alone sfumato, già, troveremo venticello...Alla malga indossiamo le ciaspe, in realtà non servono ancora ma lì l'operazione è comoda, lungo la pista niente di particolare, si scavalca ciò che resta di una modesta slavina, a forcella Meleit inizia la bella salita, neve dura e modeste raffiche di vento che aumentano di numero e di intensità fino a sembrare bora forte al bivio verso il Cavolat, il pulviscolo si solleva, rotea e punge come aghi il viso, si fatica a tenere gli occhi aperti ed a rimanere in piedi, mi accodo al gruppetto che si dirige verso la cima fermandomi però presso gli ultimi due rinsecchiti alberelli che almeno offrono un appiglio per non cadere. Il gruppetto della cima, raggiunta, scende, si va verso la cresta del Cavolat ma è evidente che è impossibile proseguire, una raffica mi fa cadere e volar via un bastoncino ed in questa situazione non è simpatico, tutti in fila piano piano torniamo sui nostri passi, il vento ha già cancellato i segni del nostro passaggio, finalmente alla malga una sosta prima di rientrare a Fielis, e lì inizia nuovamente a nevicare. (17.01.2018)
  • 13/01/2018 13 gennaio 2018: molta neve ad alta quota. Da Casera Dauda e alla Forcella Meleit, presente traccia ma neve molto compatta, poi, dalla deviazione per il Monte Dauda, dapprima delle impronte poi pi� nulla. Ritrovate traccie di passaggio in cresta. Dalla vetta ho deciso di ritornare indietro, vista la quantit� di neve e la scarsit� / assenza di traccie. Deviato poi per raggiungere Casera Meleit dove ho sostato. Rientrato quindi Fielis. Lungo l' aggiramento del versante nord del Dauda vi sono i residui di una modesta slavina. Lungo tutto quel tratto credo che il pendio scarica facilmente se neve non assestata. Buone escursioni.
  • 13/01/2018 13 gennaio 2018: da Fielis a Casera Dauda e alla Fo
  • 15/11/2017 Da Fielis alla forcella Meleit col clan S.Giacomo-Gruppo scout Udine 2° (F.S.E.) in data 12 novembre 2017.Partiti da Fielis imboccando il sent. CAI 157 anziché seguendo la strada asfaltata; tale sentiero risale lungo il bosco con una pendenza importante, ma permette di raggiungere gli stavoli presso la sorgente/abbeveratoio in meno di 15 minuti. Il rubinetto dell’abbeveratoio permette di dissetarsi e il massiccio tavolo con panche di fronte ad uno degli stavoli concede una sosta a due passi dal paese (magari lungo la strada del rientro post-escursione). Da questo punto in poi, l’itinerario fino alla malga è costituito da strada forestale che risale questo versante del monte mantenendo una pendenza regolare. Alla malga abbiamo erano presenti circa 15cm di neve e, viste le nuvole minacciose che incombevano sulle nostre teste, abbiamo deciso di proseguire solo fino alla forcella. Giunti in tale luogo tramite la strada forestale, che ora prosegue lungo il versante nord della montagna, fatta una foto di gruppo immersi nella neve (30cm) e nella nuvola, siamo discesi per lo stesso percorso. Da segnalare la persistente presenza di un piccolo tratto di poche decine di metri con residui franosi lungo il sent. 157 sul versante nord del Daùda (vedi foto Francesca datata 31/7/2016), che comunque non crea particolari problemi di attraversamento.Michele
  • 01/12/2016 Salita ieri e il primo freddo si fa sentire nel tratto compreso fra la malga e passo Meleit, la pista è interessata da alcuni franamenti scesi dalle pareti semisabbiose. Poi finalmente al sole, si sta bene, non c'è vento e la cima regala sempre un gran bel vedere. Reintegrato con piccolo notes il libro di vetta mancante; attenzione alla scivolosa erba in discea dal Cavollat, lungo la mulattiera militare non ho visto il vecchio cartello con la scritta appunto “vecchia mulattiera militare”, il bosco poi fino alla malga è rilassante, luminoso. Lavori di esbosco dietro la malga e di grande pulizia lungo la pista di rientro.
  • 02/08/2016 L'anello del Monte Daùda da Fielis può diventare un valido giro anche in questa stagione per gli amanti delle malghe e dei prodotti genuini, se si allarga l'anello a sud del paese, transitando per Il Roccolo, Forchie Navantes (sentiero non segnalato Cai), Malga Corce, Forc. Di Corce, Malga Chias di Sotto e Malga Meleit. Noi così abbiam fatto visto che domenica scorsa la previsione meteo non era delle migliori e volevamo garantirci un riparo. Le malghe in questione risultano tutte e tre monticate con vendita prodotti caseari. Dopo la visita alle casere ed una chiacchierata coi simpatici malgari, siamo saliti in cima al Daùda, ora sprovvisto di libro vetta. La nube incombente sopra di noi si è scarita per tutto il percorso di rientro a partire da forcella Meleit, sentiero Cai 157, ma noi siamo tornati a casa soddisfatti, carichi di formaggi diversi e ricotta affumicata buonissimi!
  • 21/05/2016 Monte Dauda otto anni dopo. Percorso oggi l'anello come da relazione di SN: piuttosto monotona la pista che porta a Malga Dauda, poi si imbocca il sentiero e l'escursione si fa più divertente. Panorama assolutamente fantastico dalla cima. Niente da segnalare rispetto ai commenti precedenti.
  • 24/01/2016 Oggi 24/01/2016 percorso l’anello partendo da Trischiamps. Per arrivarci nessun problema di ghiaccio sulla strada. Lungo il percorso un po’ di neve a volte dura e ghiacciata ma non è stato necessario l’uso dei ramponcini. Dalla cima bellissimo e ampio il panorama, arriva dallo Zoncolan, a tratti, un po’ di musica, quasi impercettibile...menomale. Ci siamo noi e un’altra coppia, poi solo noi per il resto del percorso, quindi silenzio e solitudine. Confermo che il tratto lungo il filo di cresta verso la forcellina è scivoloso, ma al massimo si appoggia il fondoschiena (come ho fatto io). Nel bosco di faggio sul traverso per arrivare a Malga Dauda sembra di essere entrati in un mondo magico e fantastico. E’ bellissimo!! Escursione consigliata. Una bella giornata, grazie.
  • 27/12/2015 Saliti oggi in cima al Dauda da Trischiamps (vedi variante relazione). Cielo limpido, panorami incredibili, aria calma e caldo. Parecchi escursionisti (accompagnati dai loro amici a quattro zampe), in cima, condividono la sorpresa climatica di questo periodo. Qualcuno ha avvistato cinghiali sul versante nord. Inizia poi il consueto dibattito sul riconoscimento cime. Le nebbie sono laggiù, lontano, basse e schiacciate sulla pianura da questa alta pressione. Le piste dello Zoncolan sono esigui nastri bianchi ben disegnati su pendii completamente sgombri da neve, e sono frequentate da sciatori. Arriva, non gradito, il suono della disco music che accompagna l'attività. Ma è sufficiente spostarsi di poco per riavere il silenzio della montagna. Scendendo in auto da Trischiamps un capriolo in tuta mimetica ai bordi della strada ci sorveglia e decide di lasciarci passare...
  • 04/10/2015 Sabato 26 settembre 2015. Neve residua delle recenti nevicate ancora in quota, previsioni meteo non splendide: dove si va? Sul Dauda non siamo mai stati, oggi è la volta buona! Il primo tratto del sentiero che parte da Fielis si svolge nel bosco in una specie di canale molto incassato e piuttosto umido, poi raggiungiamo uno stavolo e ci colleghiamo alla pista forestale – a tratti con fondo cementato - che seguiamo fino a Malga Dauda, dove la visuale si apre. Dopo la malga abbandoniamo finalmente la pista e traversiamo lungamente in quota fino a Forcella Meleit. Dalla forcella in poi il sentiero non è più CAI, ma comunque ben segnalato con vernice gialla. Nei prati un segno qua e uno là sui sassi fanno comodo per essere sicuri di essere sulla traccia giusta, ma sul percorso di cresta non hanno fatto economia di vernice, e non ce ne sarebbe davvero stato bisogno! Il bel panorama è parzialmente “oscurato” da nuvole vicine e lontane che ci impediscono la visione delle cime più alte e distanti, Coglians e Cjanevate rimangono costantemente incappucciate, solo il Peralba decide di “concedersi” per qualche minuto. Verso Est si scorgono a tratti Montasio e Canin … per il ritorno continuiamo seguendo i segni gialli, c’è da far attenzione in un paio di svolte dopo il Cavolat a non perdere la traccia giusta, in entrambi i punti ci sono delle frecce (sempre rigorosamente gialle) e anche dei paletti, che però sono caduti a terra. Poi il sentiero prosegue più evidente, prima tra arbusti e poi nel mezzo del bel bosco, sino a chiudere l’anello a Malga Dauda. Il rientro per la strada forestale ci sembra ancora più lungo … Escursione rilassante e non faticosa, che si svolge in buona parte in mezzo al bosco. Nessuna difficoltà da segnalare, a parte i due punti descritti dove si rischia di perdere il sentiero.
  • 10/03/2015 Salito oggi con una giornata bellissima e temperature primaverili.Percorso senza difficoltà alcuna e facile da seguire se non altro per le tracce lasciate sulla neve. Con la temperatura di questa giornata, la neve (non molta) si scioglieva sotto i piedi. Usate le cjaspe da malga meleit, solo per non bagnare i " cingoli"Panorama da mozzafiato. Peccato dover rientrare.....!!Buona vita a tutti
  • 08/03/2015 Salito oggi dalla mia Trischiamp,alle 7 del mattino...salita senza l occorenza ne di ciaspe ne di ramponi,in cima giornata fantastica anche se il vento era insopportabile...montagna sottovalutata e bellissima,consigliata a tutti
  • 20/12/2014 20/12/2014-Sulle tracce di Loredana, saliti al Dauda (però da Trischiamps). Lungo il percorso ci divertiamo a trovare primule e genziane primaticce. Giornata tersa e indimenticabile complice l'inversione termica e lo spettacolo della pianura avvolta dalle nubi che cercavano di scavalcare le Prealpi. In due giorni è il secondo libro di vetta letteralmente ammuffito che trovo in cima pur riposto nella cassetta e nel sacchetto: non sarà mica la testimonianza del clima arido degli ultimi periodi? Buone passeggiate
  • 19/12/2014 Giornata ideale: sole e cielo terso, poca neve e ben battuta lungo la pista poco oltre malga Dauda, il laghetto è ancora posto in ombra e ben ghiacciato. Indossiamo i ramponcini per un andamento più svelto e in realtà per l’ultimo tratto di salita, quello fra i mughi, sono più di impiccio…L’inversione termica ci regala ondulati paesaggi che ogni volta incantano; in cima l’aria tiepida invoglia a fare girotondo e ancora girotondo per riempirsi gli occhi di tutte quelle cime, possenti il Coglians e la Chianevate, rotondo e vicino il Peralba con accanto l’Avanza. La discesa sull’erba lunga e gialla del Cavollat qualche insidia la nasconde, ma poi il bosco ci regala, proprio lì sul sentiero, una genziana primaticcia, bene in vista come a dire: sono qui, attenti a non calpestarmi. Ed ancora grandi ombrellifere oramai secche come vecchie ossute signore con l’ambizione di mostrarsi ancora…
  • 23/07/2014 Excellent excurion on July 18. No problems at all.Shortly after Forcella Meleit there is a tree with a marker. Take the left arm uphill, the right arm of the way ends after a short while.
  • 11/06/2014 salito oggi partendo da trischiamps di lauco. Assenza di neve ,percorso libero da intralci, salvo un'albero che sbarra la strada nel tratto da malga dauda a malga meleit lungo il sent.157.Superabile con attenzione.-trischiamps-mga e forc.meleit-monte dauda: km.5.600 tempo h. 2-monte dauda -malga dauda lungo la vecchia strada militare del monte covollat : Km.3,600 tempo h.1-malga dauda-malga meleit : Km.3.100 tempo h.1-malga meleit-trischiamps : km.2.900 tempo h.0,50Totale percorso: km.15,200 tempo h.5 circaBuona vita a tutti
  • 15/05/2014 Monte Dauda da Cazzaso Nuova, una lunga cavalcata su verdi prati punteggiati di nbotton d’oro e numerose specie di orchidee. Presso la fermata delle corriere a Cazzaso Nuova si innalza nel bosco un bel sentiero segnalato di giallo, lettiera insidiosa, e si arriva a Sella Duron, capre al pascolo verso il monte Duron, Sali scendi per tracce e si arriva al monte Duron e poi il Cuar con la bella visuale sulla spianata di Tolmezzo, nella buia abetaia si fanno notare i bolli gialli che conducono a forchia Navantes, sentiero marcato e poi una traccia che ben presto scompare, si sale per i ripidi Palons di Noiariis, erba lunga e secca, non è difficile ritrovarsi a malga Corce in un attimo e il forte vento non aiuta di certo. Finalmente il Cavollat è espugnato è da lì fino alla cima del Dauda bisogna difendersi solo dal vento, qualche chiazza di neve sulla mulattiera militare. Si rinuncia a discendere per la via di salita raggiungendo la sottostante f.lla di Corce dapprima per tracce e poi un buon sentiero ed infine si arriva alla strada asfaltata, lungo rientro fino a forchia Navantes e di nuovo largo sentiero scivoloso fino a Cassazo.
  • 29/04/2013 Saliti in cima lo scorso 25 aprile, percorrendo il sentiero da m.ga Dauda alle alture del Cavollat e da quì in vetta con presenza di neve nel tratto boscato!Lungo la discesa a forcella Meleit la neve è ancora abbondante e sfatta!Sulla nuova carrareccia dalla forcella alla m.ga Dauda, la neve invece tiene abbastanza bene!
  • 26/04/2013 Percorso oggi, bellissimo l'alternarsi di spazi aperti con belle vedute a boschi incantevoli. Molto bella la faggeta sul versante nord. C'era ancora neve in alcuni tratti, dalla casera al passo abbastanza da rallentare considerevolmente l'andatura. Al passo, attenti a svoltare subito a sinistra, anche se la traccia non è ben chiara, e a non cotinuare lungo il sentiero.
  • 14/01/2013 Percorso il giorno 6/1/2013 in compagnia di Anna,Matteo e Oscar!Giornata con previsioni meteo molto incerte,che invece si è rivelata una giornata stupenda per nostra grande fortuna.Partiti circa alle 10 dalla piazza di Fielis,abbiamo subito avuto le nostre difficoltà a notare la segnaletica CAI presente in paese per imboccare il sentiero n°157(il primo segno di trova su un muro di una casa sulla destra di una delle viette che escono dal paese..ormai quasi cancellato e poco visibile); abbiamo perciò ripiegato utilizzando la strada forestale che sale agli stavoli posti a circa mezzora da Fielis. Il paesaggio era piacevole e l'aria fresca,quindi adatta ad una bella escursione.Raggiunta la malga Dauda abbiamo potuto godere di parte dello spettacolo che ci attendeva in cima al Monte Dauda: le montagne attorno coperte da un manto maculato del bianco delle neve,del grigio delle rocce e del marrone e del verde della vegetazione di latifoglie e conifere. Dopo aver reintegrato un po' di zuccheri, siamo ripartiti lungo il versante sud del monte per raggiungere la vetta del Dauda che abbiamo raggiunto per ora di pranzo. La soddisfazione di trovarsi in cima ad una montagna dona molta pace e serenità ed è sempre un emozione vedere dall'alto la distanza che i propri piedi hanno affrontato tra boscaglie dai colori variegati e prati color ambra.E' da segnalare l'assenza di segnaletica CAI nel tratto di sentiero che porta alla vetta,ma è comunque presente della segnaletica color giallo. Noi non abbiamo affrontato la restante parte dell'anello(per questioni di tempo) però per il resto il percorso non presenta grosse difficoltà o punti pericolosi.Un saluto a tutti gli escursionisti!
  • 29/12/2012 29/12/12-Raggiunta oggi la cima partendo però da loc. Trischiamps. Indossate le ciaspe nel traverso prima di forcella Meleit, ma qualche escursionista è salito anche senza. La neve praticamente scompare nell'ultima salita in cresta, dove non c'è nemmeno un tratto ghiacciato (oggi infatti faceva caldo). Via vai di escursionisti, uno sci alpinista. Panorama molto nitido a tutto tondo, anche verso il mare: distinguibili addirittura i palazzoni di Lignano anche se noialtri, si sa, preferiamo riconoscere le cime. mandi
  • 25/05/2012 Percorso che mi piace ripetere un paio di volte all'anno in stagioni diverse. Oggi il bosco è una meravigliosa sfumatura di verdi, lungo la pista fino alla malgs fioriture di orchideamacchiata e bifolia, primula odorosa, biscuitella; uno scoiattolo corre via. A forcella Meleit un capriolo taglia e fugge a destra, da lì e fino alla vetta botton d'oro, genziane primaticce e di Clusius. Il panorama è come sempre vastissimo, impagabile, vento forte e Coglians con il cappello scuro. La discesa è piacevole, bosco silenzioso, nessun essere umano lungo il tragitto. Mi piace questa cima panoramica, semplice da raggiungere, anello che si completa in 5 ore e mezza con tutta calma, lasciando spazio a panorama e foto. Loredana
  • 06/10/2011 Non è ancora l'alba, ma l'autostrada oggi è trafficata, a Tolmezzo il solito fumo si leva dalla zona industriale; lassù, illuminata, la pieve di S.Pietro in Carnia. Arrivo a Fielis, al parcheggio saluto un giovane cacciatore in partenza, è poco più di un ragazzo, fucile aperto in spalla, due cani al guinzaglio. Allo studente che mi passa accanto, musica nelle orecchie, isolato dal mondo, certo non interessa la bellezza della fontana in pietra, vecchia, molto vecchia come mi ha poi raccontato un residente; mi infilo in via Val, fiori alle finestre e profumo intenso di erbe aromatiche, il cielo è velato, sarà l'ultima escursione d'estate: Salendo lungo la carrareccia guardo, osservo, accarezzo, qualche scatto, prendo mentalmente appunti; ripercorro con la mente il giorno precedente, salvo i momenti che nel bene e nel male meritano ricordo, li incido come acquaforte e li appendo alle pareti del mio cervello, migliaia di quadri....e chiedo: fa che possa continuare a salire, a pormi degli obiettivi, a raggiungerli, magari cadendo, ma rialzandomi. Mi giunge il suono di un'aumbulanza, il guaito di una volpe, qualche cornacchia gracchia, nel sottobosco frullio di ali, in alto a sinistra si staglia la ma meta. A malga Dauda il segnavia è posto sull'abbeveratoio, salgo a sinistra lasciando in basso la nuova pista, il sentiero si inoltra in un bel bosco e poi confluisce nella pista di prima. Ma dov'è il sentierino che ricordo percorrere in diagonale il versante settentrionale del Dauda? Che numero di obiettivo della Comunità Europra avrà questo sfacelo? Mi auguro che almeno possa esserci in ritorno economico. A forcella Meleit trovo un paletto riportante il n.9 e i bolli gialli che guidano fino alla cima. Nel frattempo si è alzata una fitta nebbia, si muove veloce con il vento, è asciutta ma mi priva di ogni riferimento e panorama.Poche fioriture, predomina il viola delle campanule barbate, genzianelle sfrangiate e delle Dolomiti. Sul punto più elevato è riportato a terra il n.11, poco più sotto la croce e il libro di vetta umido e ammuffito; aggiungo un altro sacchetto di protezione. Scendo seguendo i bolli gialli, proseguo lungo la vecchia strada militare, ecco un altro paletto giallo e giù fino a quando incrocio a sinistra il sentiero direzione est che mi porterà a malga Dauda, non c'è alcuna segnalazione ma l'azimut mi dice che vado giusta. Il percorso si snoda nel bosco, si abbassa velocemente, incrocio qualche vecchia panca di legno e in breve sbuco dietro alle stalle della malda e da lì riprendo la carrareccia. Si, penso che questa sia stata l'ultima escursione d'estate, arriva il tempo brutto, è tempo di castagne e ribolla e per chi può, anche di coccole al calduccio. Loredana
  • 27/08/2011 ho ripercorso l'itinerario e devo dire che quanto riportavo nel mio commento dell'aprile 2010, oggi è superato. Da forcella meleit, una segnaletica gialla mi ha guidato sulla cima del Dauda e durante tutto il giro che passando per il cavollat discende alla malga dauda.Quindi ora l'anello descritto lo si può percorrere tranquillamente. Diverso se fatto con le cjaspe perchè i segni gialli sono posti tutti nel terreno.Buona vita a tutti
  • 13/02/2011 percorso oggi. Confermo quanto detto nel commento precedente, importante soprattutto per l'individuazione della traccia che riporta alla malga Dauda. Aggiungo solo che in caso di neve quest'ultima traccia va seguita con molta attenzione altrimenti si rischia di perderla in quanto spesso poco evidente.
  • 05/05/2010 Salito il 30 Aprile 2010 seguendo l'itinerario descritto nella scheda. In assenza di innevamento particolare,salvo locali residui di media consistenza, devo dire che sostanzialmente, ponendo dovuta attenzione alla lettura della descrizione e della carta Tabacco, il percorso non presenta particolari difficoltà. Premesso che non esiste alcun tipo di rischio o pericolo, posso solo segnalare che il sent.157, nel tratto da casera Dauda a Forcella Meleit, termina su una nuova strada di servizio, non segnata sulla carta Tabacco ed è priva da segnalazioni.In ogni caso è sufficente tenersi sulla sx ove è anche evidente la sella stessa.Inoltre, più importante,scendendo dal Dauda e seguendo la vecchia strada militare che costeggia il monte Cavollat, è privo di ogni segnalazione il sentiero che riporta alla malga Dauda. Per maggiore informazione,segnalo: seguendo la strada militare, al secondo tornante (che piega a dx) uscire dalla sede stradale volgendo appena a sx verso costa navantes. Si noterà più sotto un'evidente sentiero che volge sul versante di sx e che risulta essere quello ci riporta alla malga. Ora, per prendere quel sentiero,basta scendere sulla dorsale che vedrete avanti a voi. Più precisamente,avrete a dx la prosecuzione della strada militare, sulla sinistra,in basso, come detto, vedrete il sentiero che interessa.Avanti a voi, che scende lungo la dorsale, una traccia di sentiero vi condurrà ad incrociare il sentiero che interessa. A quel punto, tenendo la sx, seguirete la traccia ( priva di segnalazioni ma molto evidente) che vi condurrà direttamente alla Malga. Questo è stato il tratto che ho trovato di maggiore difficoltà nella sua interpretazione rispetto a quando descritto nella scheda.Per il resto....buona passeggiata !
  • 22/09/2009 Fatto 22/09/09, piacevole e vasto panorama; il sent.157 da malga Dauda fino a f.lla Meleit è segnalato, attenzione che alla forcella Meleit non c sono indicazioni per la malga Chiais di Sopra, prendere la traccia di sentiero a sx. Bene fino alla cima ma non sono riuscita ad individuare le tracce di passaggio per scendere lungo la cresta del Cavollat, l'erba è molto alta, le tracce che ho seguito finiscono tutte in un intrico di mughi per cui sono ridiscesa per la medesima via dell'andata.Loredana
  • 23/02/2008 Salito il 14/02/08. Lasciata l'auto a Fielis abbiamo incontrato la neve a 1100 metri di quota (+ o -). A Malga Dauda c'erano 30-40 cm di neve ma la pista battuta da escursionisti che ci hanno preceduto ci ha facilitato le cose. La pista era battuta fino a Forcella Meleit (ciaspe superflue). Dalla forcella risalito il versante ovest del monte fino alla vetta. Giornata bellissima e panorama da ricordare. Per la discesa siamo scesi per la cresta sud e poi verso est (piuttosto ripido) fino ad incrociare il largo sentiero che ci ha riportato a Malga Dauda. Tornati a Fielis per la stradina innevata. Bellissimo giro invernale.
  • 20/02/2007 Salita al Monte Dauda: 18.02.07 Con neve dura e ghiacciata ed innevamento abbondante, evitare versante nord e relativa risalita da Chias: molto divertente anche se faticosa la "direttissima" alla cima per la faggeta dietro la malga Dauda puntando alla dorsale del monte. Pendenza del 25-30%
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