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    Monte Pala da Pradis di Sopra
    Prealpi Carniche
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    Monte Pala da Pradis di Sopra
    Prealpi Carniche
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    Monte Pala da Pradis di Sopra
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    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNatura

Monte Pala da Pradis di Sopra

Avvicinamento

Da Clauzetto seguire le segnalazioni per Pradis di Sopra raggiungendo in breve il bivio per Zuaniers e Rope (cartello). Imboccata la deviazione si oltrepassa un tornante e successivamente il piccolo borgo di Rope raggiungendo una ulteriore biforcazione della strada in corrispondenza della quale si parcheggia la vettura (m 802, nessuna indicazione).

Descrizione

Lasciata la rotabile che continua verso Fraspedane si inizia l’escursione lungo il ramo di destra entrando quasi subito in un bel bosco. Il manto stradale è inizialmente asfaltato ma l’abbondante fogliame autunnale da l’impressione di camminare su un fondo quasi naturale. In breve la strada, divenuta sterrata, compie alcuni tornanti sottratti ad un bosco caratterizzato dalla presenza di numerosi massi affioranti. Con gradevole pendenza si esce dalla vegetazione arborea, dominata dalla presenza di faggio, orniello ed acero di monte, sbucando sull’ampia distesa prativa della casera Mezzol.
Ad ottobre alcuni bovini ancora pascolano sull’erba punteggiata dalla fioritura degli ultimi colchici. Sul tornante poco dopo la casera il bosco si dirada anche in direzione nord lasciando intravedere il solco della val d'Arzino e le impervie montagne che la racchiudono. Giunti ormai sul fianco del monte Pala la carrareccia prende a risalirne le pendici compiendo alcune lunghe diagonali nel bosco. Raggiunta la dorsale occidentale del monte la strada prosegue l’aggiramento guadagnando infine, su terreno più aperto e panoramico, il bel ripiano erboso di casera Polpazza (m 1180). La casera, recentemente ristrutturata, è stata attrezzata come ricovero agrituristico con servizio di cucina e pernottamento nei mesi estivi. La prosecuzione verso la vicina vetta sud del monte Pala con le sue grandi antenne è impedita dalla presenza di un cancello. Aggirando la recinzione sulla sinistra è possibile raggiungere per tracce anche la vetta nord che, tuttavia, essendo completamente immersa nel bosco non offre visuale migliore.
Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario ma prima di imboccare la via del ritorno si consiglia di percorrere la breve deviazione per la croce del Pic di Pala, meritevole punto panoramico che richiede solo una modesta perdita di quota. Seguendo il cartello poco prima della casera si abbandona la strada per deviare a sinistra (est). Qui un sentiero scende rasentando la recinzione poi se ne discosta proseguendo a destra nel bosco. Oltrepassati alcuni punti di sosta con panca e sedie si raggiunge la base di un piccolo dosso roccioso che il sentiero risale con una scalinata in pietra. Questa termina su un gradino carsico dove è stata eretta un grande croce ed una cappelletta. Una balaustra protegge l’aereo pulpito che offre una estesa visuale sulla pianura, sul corso del Tagliamento e sull’abitato di Clauzetto. Non rimane che risalire nuovamente verso la strada e rientrare al punto di partenza.
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
028
Dislivello
400
Lunghezza Km
9
Altitudine min
802
Altitudine max
1182
Tempi
Dati aggiornati al
2012
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  • 13/02/2019 Sabato 9 febbraio abbiamo raggiunto le due cime dal Pala dal versante di Vito d’Asio, con un percorso che ha in parte sfruttato gli itinerari di SN “Monte Pala da Pradis di Sopra” e “Anello della Forchia da Anduins”, messi insieme con un po’ di fantasia per combinare un anello. Siamo saliti in auto oltre Vito d’Asio e, oltrepassato il monumento agli Alpini, abbiamo comodamente parcheggiato nell’ampio spiazzo presso Stalla Lune (quota 640 circa). Ci siamo quindi incamminati lungo la strada asfaltata che sale verso est in moderata salita e con qualche curva. Tralasciato il bivio che sale direttamente alla Forchia, abbiamo proseguito ancora sulla strada, che abbiamo infine abbandonato per risalire liberamente nel bosco verso il Colle San Martino; il ns. intento era quello di seguire il tratteggio nero della Tabacco, ma non abbiamo trovato alcuna traccia … poco male, la salita nel bosco non risulta particolarmente difficile, mentre la discesa dal Colle alla Forchia è ancora più breve e intuitiva. Dalla Forchia, confidando ancora nella traccia indicata sulla cartina Tabacco, abbiamo scelto di salire al Pala per il lungo crinale est, per scoprire in breve che il tratteggio nero non corrisponde ad alcun sentiero, ma indica solo l’interminabile recinzione metallica che delimitava una vasta area per l’allevamento di ungulati a fini alimentari; a quanto pare, tale attività è stata da tempo dismessa, ma la rete è rimasta lì, e circonda il Monte Pala in tutta la sua lunghezza e con pochi varchi, creando anche qualche ostacolo nel percorso, che si presenta già piuttosto scomodo di suo. Fortunatamente, verso la cima, un provvidenziale abbassamento della recinzione ci ha consentito il passaggio e il raggiungimento della pista (innevata) che corre appena al di là della rete, dove il nostro cammino si è finalmente fatto più agevole. Il punto più alto della dorsale, corrispondente alla cima Nord, passa quasi inosservato ed è contrassegnato solo da un piccolo ometto sacrificato tra la pista e il bordo del recinto. Panorama zero. Abbiamo proseguito lungo la pista - oltrepassando il punto intermedio tra le due cime dove si diparte la traccia che scende sul versante sud (accessibile grazie a due cancelli entrambi spalancati) - sino a raggiungere i grandi antennoni della Cima Sud, un po’ più panoramica, da dove siamo in breve scesi verso il bel ripiano di Malga Polpazza (altro cancello aperto). Siamo quindi ulteriormente scesi al Pic di Pala (cappellina con tettoia e croce), senz’altro un ottimo punto panoramico, ma non oggi, a causa di una spessa foschia. Tornati sui nostri passi, abbiamo risalito il sentiero fino ad incontrare nuovamente la recinzione e poi ci siamo addentrati liberamente nel bosco verso est, inizialmente seguendo la recinzione stessa e poi – quando questa ha piegato decisamente a nord - cercando di mantenere direzione e quota (terreno malagevole, causa massi e qualche schianto), sino a ricollegarci alla traccia che scende direttamente dal Pala, finalmente evidente e segnalata da qualche bollo rosso. Sbucati a Malga Ceconi, abbiamo raggiunto la pista forestale (lavori di manutenzione in corso) che ci ha tranquillamente ricondotti alla Forchia, da dove siamo rientrati all’auto per la strada asfaltata. Nel complesso il nostro anello ha avuto uno sviluppo di ca 15,5 km e un dislivello di ca 800 metri, per un tempo di percorrenza di circa 5.30 ore. Non è difficile, ma i diversi tratti senza sentiero non sono brevi e richiedono una certa autonomia di orientamento e capacità di muoversi su terreno variamente accidentato. Si svolge prevalentemente nel bosco, gli unici punti con un panorama degno di nota sono quelli di Malga Polpazza e del Pic di Pala. Allego traccia GPS e qualche foto. Mandi a tutti!
  • 16/10/2017 Saliti sabato 14 ottobre seguendo la relazione del sito, gita tranquilla e rilassante su strada in leggera pendenza, tra boschi molto belli in aspetto autunnale. Arrivati al ripiano di casera Polpazza è impossibile aggirare il cancello e le recinzioni perché sono state prolungate da tutti i lati della cima e non abbiamo trovato dei varchi, inoltre un cartello avvertiva che c'erano dei tori al pascolo. Ho con attenzione fatto una ricognizione all'interno e in effetti erano lì. Quindi sono ritornato sui miei passi e ho abbandonato l'idea di salire alla cima nord. Siamo andati alla croce del Pic di Pala attraverso un bellissimo bosco dai mille colori e arrivati al pulpito della croce il panorama è davvero perfetto. Grazie all'inversione termica c'erano almeno 28 gradi e si stava anche troppo caldi. Peccato per la selva di antenne e pannelli solari che rovinano un po tutto... Ridiscesi alla distesa prativa di casera Mezzol abbiamo visto che si poteva prendere una strada nel bosco a dx e arrivare a Fraspedane dall'altro lato della strada che sale dal bivio del parcheggio. Questo tratto è particolarmente suggestivo e lo consiglio come alternativa al rientro perché la strada è praticamente abbandonata e come da foto che allego, tra un po di tempo sarà invasa dalle piante. Unica nota dolente, essendo la strada aperta al traffico c'erano un tre moto di enduro che scorazzavano su e giù e una ha tentato di arrivare alla croce ma per fortuna ha desistito subito all'imbocco del sentiero vicino al cancello... Buone gite a tutti. Alberto & Alessandra.
  • 25/02/2016 E così ho pareggiato il conto. Oggi sono partita con tutta l’attrezzatura..e non serviva perché la neve si è ben assestata, ben dura con l’aggiunta di un paio di centimetri di fresca spruzzata. La pista nel primo tratto lascia qua e là intravedere il fondo, ai lati ellebori e primule stentarelle, grande assente il sole…ma anche la pioggia! Paesaggio in bianco e nero che si colora ed illumina brevemente a casera Polpazza, all’area di sosta ai piedi della croce tolgo le ciaspe per salire quelle roccette gradinate, il Pic di Pala e la Croce oggi vigilano sulla nebbia della pianura
  • 20/02/2016 Le ciaspole dormono tranquille e asciutte a casa, tanto che neve ci sarà mai???!!!!....le ghette invece proprio dimenticato di indossarle...tanto per qualche centimetro di neve....Parcheggiato proprio all'imbocco della pista (unico posto possibile oggi) e via di buonumore sotto un cielo azzurro azzurro calpestando quel qualche centimetro di neve....e in breve i centimetri diventano 10-20-30 e in zone di accumulo arrivano poco sotto il ginocchio. Per fortuna orme fresche fresche, umane ma passo lungo e zigzagante, le utilizzo il più possibile ma si cammina comunque benino con questa neve soffice. Il bosco è affascinante, gli alberi lascian cadere scuffiotti pesanti e umidi, non li evito, alzo gli occhi quasi a cercarli...Casera Mezzol quasi una cartolina, oltre un po' di fatica ad avanzare, mah, mi dico, vediamo fin dove arrivo. E quando la pista esce allo scoperto presso un'antenna ecco il balcone sulla pianura, una lieve foschia maschera appena la linea del mare e voilà, eccolo lì il proprietario delle impronte, Roberto da Pielungo, armato di macchina fotografica guarda e scruta. Arrivato fin lì e sta tornando indietro, ma come, casera Polpazza è a un tiro..e cosi mi precede fino alla casera e continua oltre, lo seguo per un tratto..Una scoperta, bella con la neve
  • 14/02/2016 13/02/2016 Di non facile scelta il percorso per l'esc.odierna,il terreno inzuppato e la nevicata fino a valle,ponevano dubbi sul da farsi....col sole , che prendeva coraggio..si decideva di ritornare sul Mt. Pala servito da carrareccia e con quota relativamente bassa.La salita dal piccolo borgo di Rope...ben innevato in un meraviglioso susseguirsi di suggestionali vedute, sia dentro che all'esterno del bosco scordandosi pure di percorrere una strada....Dal panoramico ripiano di Cas. Polpazza una "ricognizione"alle utili ma esteticamente ingombranti antenne, poi la discesa alla grande croce , un caloroso saluto alla madonnina nella piccola cappelletta e rientro con nebbia a intervalli . Mandi
  • 09/10/2011 Oggi (9/10/2011) ho passeggiato lungo questo splendido itinerario. Le indicazioni scritte nella relazione sono ancora valide. Il sentiero per il Pic di Pala è facilmente individuabile senza la neve, mancano segnaletiche adeguate in caso di precipitazioni nevose. Il paesaggio di cui si gode dalla casera Polpazza è mozzafiato, altrettanto dalla "croce". Percorso consigliato anche con bambini, poichè privo di difficoltà. Mi sono imbattuto in un gregge al pascolo che ha salutato il mio passaggio.Buone passeggiate!
  • 04/01/2011 buon itinerario per una uscita in tranquillità. Ottimo con le cjaspe e molto appagante il panorama che si gode non tanto dalla cima, quanto dalla casera polpazza.Consiglio la deviazione per il pic di pala. Salendo, poco prima della casera polpazza, vi è un cartello giallo che indica a dx il sentiero per la croce. E' vero che il sentiero è poco segnalato, ma è comunque individuabile. Si scende di circa 80 mt.di dislivello.Buova vita a tutti
  • 11/10/2009 Giornata speldita e paesaggio incantevole, se vogliamo l'unica pecca è la scarsa segnalazione per "la croce". all'interno del sentieroUna considerazione: come mai il comune non si adopera per far riaprire la splendita malga Polpazza?? spero che per il prossimo anno vengano superati gli eventuali problemi.
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