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    Anello di Prestento
    Prealpi Giulie
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    Anello di Prestento
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I percorsi di SentieriNaturaU37

Anello di Prestento

Avvicinamento

Dalla strada che collega Cividale a Faedis, raggiungere ed attraversare Prestento (frazione di Torreano) lasciando l’auto in prossimità di una diramazione della strada sulla sinistra (m 170).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
041
Dislivello
800
Lunghezza Km
13,1
Altitudine min
168
Altitudine max
913
Tempi
Dati aggiornati al
2008
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  • 09/12/2017 Fatto oggi 09/12/2017 in una bellissima giornata tra due perturbazioni. Percorso a tratti difficile da seguire a causa di scarse indicazioni. L’errore iniziale è stato prendere la pista a dx sul primo tornante della strada che unisce Campeglio a Valle (non c’è più l’indicazione per Foran di Landri) e quindi non sono arrivato all’ancona. Poco male; percorrendo lungamente la strada bianca, si giunge nei pressi di un punto di sosta realizzato con ceppi di alberi al posto di tavoli e panche; poiché la prosecuzione su strada è interdetta dalla presenza di una robusta recinzione, ho continuato prendendo a sx l’evidente mulattiera; dopo circa 20 minuti questa sbuca su una strada bianca che sale da sx e che si prende a seguire in salita; un’altra quindicina di minuti e si giunge nella parte alta di Valle. Individuato il Soggiorno Alpino Don Bosco, i SV CAI ci guidano fino alla cima del M.te S. Lorenzo. Calzate le ciaspole non resta che godersi il magico mondo imbiancato dalla neve fresca. Dalla cima panorama spettacolare, con cielo sereno e senza foschia, lo sguardo spazia fino al mare sul quale si rifletteva il sole. Per la discesa dalla cima, tralasciata la famigerata dorsale Est, sono ritornato alla strada che in breve transita davanti tre impianti d’antenna. Tutto tranquillo fin oltre la stalla delle casere Noas; lasciato a dx il sentiero che scende direttamente verso il fondovalle (segnavia CAI appena visibile su un masso; il sentiero oggi pareva impraticabile). Sfiorato un piccolo impianto per telecomunicazioni, nonostante tutte le indicazioni di SN ed avessi già fatto l’anello alcuni anni fa, mi sono perso! Dopo essere passato da una pista ad un’altra, non sono riuscito a raggiungere il M.te Forcjis. La discesa finale è stata da “panico”! Prendendo in direzione del fondovalle, inizialmente seguendo delle tracce, ad un certo punto mi sono trovato tra i rovi, privo di alcun riferimento. Alla fine c’è l’ho fatta, ma esperienza da non ripetere. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 04/12/2017 Percorso il 3 dicembre 2017, con qualche variante rispetto all’itinerario proposto da SN. Lasciata l’auto nella piazza di Prestento, risaliamo lungamente la vallata per la strada bianca sin oltre il divieto di transito, per poi imboccare sulla sinistra in salita il sentiero ben segnalato ed illustrato da cartelli didattici che porta dapprima con una piccola deviazione (bivio con crocifisso) al Foran des Aganis e poi al Foran di Landri. La deviazione per il Foran des Aganis è breve (5 minuti), ma stretta e malagevole nell’ultimo tratto e - per raggiungere l’imboccatura della grotta – richiede un po’ di equilibrismo sui sassi del torrente. Tornati sui nostri passi, riprendiamo il sentiero che sale in un bosco molto selvaggio ed intricato (pungitopi, rovi, liane …) e in meno di mezz’ora ci porta alla seconda grotta, il Foran di Landri, con accesso più comodo e molto suggestiva, con il bel laghetto che riempie una buona parte della grande sala centrale riflettendo la luce che entra dall’imboccatura. Riprendiamo nuovamente a salire, costeggiando le balze rocciose, e giungiamo ad un prato sospeso. Superati i cancelli di due recinzioni, ci immettiamo su una pista forestale ormai in disuso e che il bosco si sta rimangiando (in bianco sulla cartina Tabacco) che, dopo una lunga teoria di curve e tornanti, sbuca infine nella zona alta del borgo di Valle. Qui ci ricongiungiamo all’itinerario della relazione: confortati da segnavia biancorossi, passiamo accanto al soggiorno alpino e per sentiero saliamo sulla cima del San Lorenzo, ora segnalata da una bella croce di legno. Per la discesa, scartata l’ipotesi di percorrere il crinale est, viste le scoraggianti relazioni precedenti, scendiamo invece senza problemi dal versante nord per un comodo sentiero con segnalazioni biancorosse, che in pochi minuti ci porta sulla pista che va verso il Noas. Le greggi ovine e caprine di Malga Noas sono sorvegliate a distanza da un cagnone ringhiante tipo lupo con cucciolo al seguito che, per fortuna, resta sulle sue. Dalle stalle giunge anche qualche muggito. Esseri umani: nessuno! Tutto procede bene fin quasi alla fine, con diversi bivi multipli sempre adeguatamente segnalati, ma dopo l’ultimo bivio tra i sentieri T1(che scende a Ronchis) e T4 (che dovrebbe riportarci verso Prestento), i segnavia scompaiono. Seguiamo così una scomoda traccia molto scivolosa che, tra fango, rovi e schianti, ci conduce comunque in qualche modo alla meta (Borgo Bassetti). Escursione in sé non molto faticosa (850 metri di dislivello per ca 5.30 ore di percorrenza) ma che il tipo di ambiente attraversato – a tratti molto inselvatichito - non rende adatta a tutti. Consigliabile soprattutto nella stagione invernale, nei mesi estivi l’invadenza della vegetazione può rappresentare un ulteriore problema.
  • 17/11/2017 Voglia di Foran di Landri e di ripercorrere un anello fatto 5 anni fa, per rivalutare un itinerario un pò sottostimato. Leggendo i commenti (alcuni molto divertenti!) e l'aggiornamento dal sito, che differisce dalla relazione originale, mi viene ancora più voglia di andare a verificare. Mi rendo però conto dell'impossibilità di riuscire a fare tutto, comprese le varianti, in questo periodo, in cui le ore di luce si sono ridotte.Percorriamo l'anello in senso orario come consigliato partendo da Prestento, ma con alcune variazioni, per raggiungere il punto in cui, nonostante l'avanzare del buio, si possa scendere in sicurezza alla luce della torcia. Cosa voluta questa, di cui nutrirsi ogni tanto, per ricaricare stimoli ed emozioni.Per raggiungere la grotta, dalla rotabile che collega Colloredo a Valle, utilizziamo la comoda e panoramica carrareccia, imboccata al tornante di mt 400 ca. Della pista noto lo sfalcio recente ai bordi, mentre alcuni addetti si accingono a quest'operazione, calzando robusti pantaloni di protezione. Giunti al bivio sopra C.se Pec, c'è la possibilità di riposarsi presso un singolare punto di sosta, con ceppi di alberi al posto di tavoli e panche. Una volta superata la recinzione in proprietà privata, sbuchiamo su un vasto prato, sospeso sulla Val Chiarò di Prestento. La traccia per scendere si trova a destra, tra grossi massi, a ridosso di una scarpata. Va seguita fedelmente e con attenzione, sopratutto nel primo tratto, poi si devia a sinistra e si prosegue a mezza costa fino ad una palestra di roccia e all'adiacente Foran di Landri. La grotta è ora dotata di una illuminazione colorata (ad alimentazione solare) che la rende ancora più bella e suggestiva! Nell'acqua del laghetto avvisto degli animaletti mai visti prima, esulto felice, mentre rifletto sul valore della vita custodito in un esserino così piccolo!Per raggiungere Valle, risaliamo al punto di sosta, imbocchiamo la mulattiera a destra e la seguiamo nel suo andamento N-NO sopra Počivalo, non senza qualche difficoltà, dovendo a volte aprirci la strada passando attraverso alberi caduti e sradicando una ragnatela di liane. Questa sembra corrispondere al sentiero nero sulla cartina, ed infatti sbuchiamo sulla sterrata che in breve ci conduce al paese.Sul monte San Lorenzo c'è ora una croce di legno datata 2016 degna di una cima dal bel panorama, oggi nitido sulle Giulie imbiancate.Raggiungiamo la sella mt 521 quando il sole è già tramontato, imbocchiamo la pista di sinistra, questa si congiunge con la strada cementata che collega Reant a Montina. Una discesa usurante per le articolazioni, ma è il giusto prezzo da pagare per rientrare in sicurezza al buio al chiarore della torcia.Le luci dalla pianura ed uno sprazzo infuocato sullo sfondo evocano il Natale alle porte, e con esso la speranza di un anno migliore. 16/11/17
  • 21/03/2016 Escursione non molto remunerativa, confermo in gran parte i commenti precedenti. La discesa sul versante orientale del San Lorenzo neanche presa in considerazione dato lo stato dei rovi che la fanno da padrone. Per quanto riguarda il tratto in discesa dal Noas al Monte Forcjs : Alle Casere Noas grandi lavori di esbosco che nascondo il proseguimento del sentiero, bisogna seguire la grande stalla sulla sua parte sinistra per ritrovare la pista. Dopo l'ultima antenna c'è un bivio TI-T5 non indicato in relazione , tramite il sentiero T5 si scende direttamente a Prestento ma quello da seguire è il T1 che porta alla sella sotto il Forcis. Il T1 va seguito sempre fino all'ultimo bivio per poi prendere una traccia a destra attualmente senza numero ma con segnavia rosso/bianco, piuttosto inerbita e scivolosa. Note positive: splendide fioriture un pò ovunque di crochi, dente di cane, viole e scilla. Interessante nel tratto che precede Valle di Soffumbergo una rete restaurata di sentieri denominata "Nel Ban" che si sviluppa tra Colleredo e Valle che attraversa una parte molto interessante di bosco fino al sentiero che scende al Foran del Landri
  • 21/06/2015 Gita pessima, sentieri abbandonati, cani inferociti, è tutto andato storto: la traccia sotto al monte PICCAT non sono riuscito a trovarla. Dopo aver perso più di 15 minuti sono finito in un sentierino che dopo poco finiva in un roveto. Per arrivare alla chiesetta dove inizia l'Anello Nel Ben mi sono rovinato gambe e braccia. Un disastro. Per fortuna poco dopo ho incontrato un drago alato (capirete) che mi ha risollevato il morale. Il sentiero poco prima dell'abitato di Valle scompare e tocca camminare 10 minuti in mezzo all'erba alta un metro. La salita al San Lorenzo è al limite della percorribilità, il sentiero quasi scompare. Arrivato in cima trovo 3 zecche sui pantaloni e 4 che già iniziavano la risalita sulle gambe. La discesa del monte San Lorenzo sul versante EST è impraticabile. Rovi e vari schianti rendono quasi impossibile il percorso. Prendetevi 20 - 30 minuti con tutta calma e preparatevi ad imprecare più e più volte. Alla fine arriverete su un antenna televisiva e per continuare il percorso dovrete scavalcare un cancello con spuntoni di ferro alto 2 metri. Da qui in poi il percorso si sviluppa su un lungo sterrato e non avrete problemi. Arrivato sotto il Monte Noas sono stato letteralmente aggredito da un cane pastore inferocito, con gli occhi iniettati di sangue e i denti belli in vista. Io non ho mai abbandonato di un solo passo lo sterrato ma si vede che stavo invadendo il suo territorio. Del padrone nemmeno l'ombra. Per proseguire ho dovuto armarmi di bastone e fargli capire che non doveva avvicinarsi. Esperienza terribile. Arrivato sotto il monte Forcjis il sentiero è sparito. Inghiottito dalla giungla. Questa volta non c'è stato niente da fare. Ho dovuto abbandonare. Ho trovato uno sterrato sulla sinistra (non subito segnalato nella Tabacco) che mi ha portato giù a Montina quindi tornato all'auto per asfalto. PRESTENTO A MAI PIU' !!!
  • 31/10/2014 Ieri ho compiuto il giro, e confermo che la cresta che scende dal S. Lorenzo in direzione est è completamente invasa da boscaglia, rovi e liane.Non è lunga, ma da affrontare preparati psicologicamente! Se partite con il giusto spirito, saranno 20 minuti di divertimento; se la fate come me, quasi al buio e di fretta, non vi lascerà un buon ricordo.Al confronto i rovi che troverete scendendo verso Prestento vi sembreranno le carezze di una bella donna...
  • 16/02/2014 Ieri,sabato,evitando la deviazione verso Colloredo,ho preso la carrareccia che conduce ai due Foran (des Aganis e di Landri).L'avvicinamento è piacevole.Giunti al ponte sul Chiarò,in breve ci si imbatte,sulla sinistra,nel sentiero che ci porta alle due grotte.La prima,quella delle Aganis,è più difficile da raggiungere,in quanto la traccia,nel tratto finale,è esile.Per poter raggiungere l'ingresso bisogna calarsi nella forra lungo uno stretto sentiero scivoloso (vecchio fil di ferro come aiuto per la progressione) e ingombro di massi di medie dimensioni.Il pungitopo contribuisce ad aumentare il disagio.Bisogna poi risalire,guadando il torrente proprio sopra uno scivolo e sotto una parete rocciosa verticale incisa dallo scorrere dell'acqua.Un luogo impervio e singolare.Da qui il tragitto verso il Foran di Landri è semplice,come il resto del percorso.Non posso dare informazioni sulla salita al Monte S.Lorenzo,in quanto l'ho evitata,proseguendo in direzione di Casere Noas e del M.Forcjis.Molto appagante,in quanto permette di camminare in tranquillità.Da qui in poi ho pensato di essere stato catapultato in un altro continente.La giungla tropicale mi ha accompagnato fino alla fine.Il terreno zuppo d'acqua,quello che nutre i castagni,per capirci,sembrava burro d'arachidi.Una discesa ripida,con massi a creare dei salti insidiosissimi.Lettiera a nascondere le minacce.Rovi ovunque,affamati come piranha,a rodermi le membra.Liane pendenti.Continuo vociare di uccelli.La sensazione che da un momento all'altro avrei sentito le grida delle scimmie urlatrici.Un'ora di grande concentrazione,per evitare la culata fatale e per godermi il Borneo a venti minuti da casa.Un'altra grande giornata.A presto
  • 24/03/2013 Giornata grigia (dentro e fuori), da colorare necessariamente.. Parto alla ricerca della primavera. Il cuore si scalda subito con una miriade di fiori , ne ho contati una quindicina diversi (dalla farferuggine alla scilla). Meravigliosa l’esplosione di colori del sentiero verso Valle con una fioritura di dente di cane da togliere il fiato. Stordito perdo l’attacamento della variante al Foran di Landri ma scendo e risalgo da Valle (il percorso è intuitivo). Dietro il Don Bosco il sentiero è ora evidente salendo accanto al muretto a secco sulla destra. Sul S. Lorenzo tutto diventa uggioso, la discesa sul crinale è una battaglia con gli arbusti che escono quasi sempre vincitori, senza traccia evidente, raggiungo le antenne e il cammino si fa chiaro. Oltre le casere Noas il tutto si complica per bivi e indicazioni (puntuali ma confuse) che stonano con la descrizione dell’itinerario. Si segua sempre il T1 verso Montina o Ronchis fino all’ultimo bivio per Prestento/Borgo Bassetti. Il tratto finale sembra lo scivoloso letto di un rivolo, ritorno bagnato… ma con il sole dentro accarezzo con lo sguardo le ultime polmonarie …Itinerario dolcemente terapeutico e consigliatissimo da fare in queste giornate, anche fosse solo fino a Valle… (23.03.2013)
  • 23/01/2011 Escursione odierna, bello il panorama; la discesa sul versante orientale però è pressocchè impossibile, si intravede la traccia ma la dorsale è invasa da rovi intricati, inoltre sono state installate 3 antenne di cui una proprio sul trivio. Non ho trovato segnalato il sent.T5 in discesa ma cmnq si passa accanto al piccolo impianto di telecomunicazioni, alla biforcazione non ho visto cartello, per il resto tutto ok. Mi sembra (dallo stato dei sentieri) un percorso poco praticato, peccato perchè ci sono possibilità di allungare l'escursione.Loredana
  • 18/02/2007 Bel giro, interessante il panorama dal S.Lorenzo. Sulla carta Tabacco (o almeno l'edizione che go io ) l'attacco del sentiero T5 mi pare errato e questo può ingenerare confusione. Inoltre il T4 in discesa io non l'ho trovato e sono andato un po' alla cieca per il bosco. comunque seguendo le indicazioni del sito è impossibile perdersi.
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