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20/07/2012

Fotografare nel Parco delle Alpi Marittime

Da tempo, come frequentatori del lembo alpino orientale, avevamo il desiderio di visitare l'estremità opposta delle Alpi, quella a cavallo tra i territori italiano e francese. L'occasione è venuta nel luglio del 2012 quando ci siamo trasferiti a Entracque, ultimo avamposto abitato prima del Parco delle Alpi Marittime. Cio che colpisce di più chi come noi proviene dai pallidi monti orientali, è il colore delle rocce e la natura geologica del terreno. Anche il clima risente del benefico influsso del mare portando in alto piante che da noi si trovano a quote ben più modeste. Grazie anche alle belle giornate, una miride di farfalle volava incessantemente su prati e radure, formando a volte gruppi di decine di esemplari in spazi ristretti. Sfogliando guide e carte della zona, ci ha colpito anche il grande numero di laghi e laghetti. Si tratta di ambienti che sulle nostre montagne calcaree sono poco frequenti e così abbiamo deciso di orientare le nostre uscite in modo da visitarne il più possibile. La scelta non ha davvero deluso poiché abbiamo potuto ammirare colori e riflessi sinceramente mai visti prima. Armati del Canon 24-105 e del Samyang 14 abbiamo quindi dedicato molto tempo agli specchi d'acqua incontrati, riportando a casa diversi scatti dei quali potete vedere qui una piccola selezione.
Laghi di Fremamorta, un blu così non si vede spessoLaghi di Fremamorta, un blu così non si vede spesso
Il Canon 24-105 ha fatto la parte del leone pur sapendo che la focale dei 24 mm è il lato più debole della lente. Opportunamente chiusa a f/8 o f/11, ha comunque restituito scatti nitidi. Diversa è la situazione per quanto riguarda il Samyang 14, nitidissimo fino ai bordi estremi ma interessato dalla famosa distorsione a baffo. Nella foto paesaggistica in generale questo non disturba più di tanto, ma quando sono presenti linee orizzontali ben riconoscibili come i bordi di un lago, il difetto si fa più riconoscibile. Vi si può rimediare parzialmente cercando di inquadrare la linea del bordo a metà del fotogramma ma ovviamente questo non sempre è possibile. Esistono profili di correzione per il Samyang e programmi (come PtLens) in grado di contenere il difetto ma nelle foto che vedete non è stata apportata alcuna correzione e, e dire il vero, non siamo intervenuti più di tanto neanche nella saturazione o nel bilanciamento dei colori. A voi come sempre un giudizio finale.
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