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21/06/2012

Fotografare nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è nato nel 1993 per salvaguardare una importante area montuosa posta nel cuore dell’Italia peninsulare e divisa tra le Marche e l’Umbria. L’escursionista può trovare in queste zone molte delle caratteristiche che fanno degli Appennini non solo un luogo ideale per la pratica del trekking ma anche una fonte di eccellenti opportunità fotografiche.
Eravamo già stati qualche anno fa sui Sibillini ma in autunno, periodo nel quale la piana di Castelluccio è solita ricoprirsi al mattino di una bassa coltre di nebbia che tende a scomparire con il progredire del giorno. Ci siamo ritornati alla fine di giugno per vedere naturalmente la fioritura dei piani, evento che attira annualmente migliaia di visitatori tra i quali molti fotografi. Non è raro infatti imbattersi in persone che percorrono le strade del pianoro con costosi cavalletti e ottiche “importanti” allo scopo di trovare una inquadratura meno scontata.
01-La viola di Eugenia01-La viola di Eugenia
Speravamo di vedere anche le fioriture alpine che ricoprono i versanti di questi monti fino alle quote più elevate e magari imbatterci anche nel mitico camoscio d’Abruzzo, reintrodotto recentemente nel parco. Per quanto riguarda le prime, siamo rimasti veramente sorpresi e soddisfatti dalla quantità e diversità delle specie che abbiamo potuto osservare, alcune delle quali endemiche dei Sibillini. Il camoscio invece si è fatto attendere e solo all’ultima uscita siamo riusciti a individuare un esemplare sui dirupi del Pizzo Berro.
Come sistemazione conviene cercare alloggio in uno dei paesi del Parco più vicini all’inizio dei sentieri (Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Castelluccio) in modo da sprecare meno tempo possibile per gli avvicinamenti.
02-Camoscio sulle pendici del Pizzo Berro02-Camoscio sulle pendici del Pizzo Berro
L’attrezzatura fotografica era composta dalla fidata Canon 5D2 con l’immancabile 24-105 e il Canon 70-200 f4 IS. Di volta in volta sceglievo poi di aggiungere una terza ottica specializzata come il Samyang 14, il Canon 100 macro oppure il Canon 100-400 IS. Pur soffrendo un poco per il peso ho deciso di portarmi dietro anche un cavalletto Benro leggero e dotato di testa video per girare qualche sequenza in FullHD.
La gran parte delle foto è stata scattata con il Canon 24-105, la mia ottica preferita per questi casi. A dire il vero però ho usato molto anche il 70-200, vista la grande quantità di dettagli interessanti che questi monti offrono come ad esempio le piccole doline, i lunghissimi crinali e i larghi pendii ricoperti da un verde brillante e segnati da caratteristici e profondi solchi. Un discorso a parte meriterebbero i piani di Castelluccio dove occorre davvero poco per scattare foto di grande effetto ma è altrettanto difficile trovare angoli non ancora esplorati. Basta fare una ricerca su Internet alla voce “fioriture castelluccio” per rendersene immediatamente conto.
Per chi desidera approfondire l’argomento il sito di riferimento e il seguente: http://www.sibillini.net/
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  • Ivo Pecile

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