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    Cilento - Gole del Fiume Calore
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sabato 7 ottobre 2017

Gole del Fiume Calore da Felitto

Il Parco del Cilento offre innumerevoli percorsi in mezzo alla natura e alla storia, tra acque, boschi e dorsali. È la prima volta che visitiamo la Campania e, per iniziare, scegliamo la visita alla forra del Calore. Il fiume, affluente del Sele, ha scavato nel tempo suggestive gole, soprattutto nel tratto compreso tra Felitto e Magliano Nuovo. È qui che si svolge la passeggiata che oggi ci porterà in un paesaggio avaro di panorami, ma ricco di quadri suggestivi. Da Felitto seguiamo le indicazioni per le Gole del Calore scendendo verso l'area attrezzata di Remolino dove è possibile parcheggiare. Qui inizia il nostro percorso che subito si dirige verso la piccola diga che interseca il corso d’acqua.
01-Tratto gradinato nei pressi della forra01-Tratto gradinato nei pressi della forra
02-Le splendide fioriture di ciclamino lungo le gole del Calore02-Le splendide fioriture di ciclamino lungo le gole del Calore
Tenendosi costantemente sulla destra orografica il sentiero si immerge nel bosco, alto sopra la forra e protetto di tanto in tanto da qualche staccionata. Il greto appare fin da subito molto incassato e racchiuso tra versanti assai ripidi lungo i quali fioriscono numerosi i ciclamini. In breve si sfiora un vecchio ponticello arrugginito affacciato sulla forra, altrimenti nascosta dalla vegetazione. Dopo qualche saliscendi si arriva al punto in cui il sentiero si avvicina al greto roccioso del torrente che ora possiamo ammirare da vicino assieme alle sculture scavate nella roccia. Dopo una scalinata in legno ci si alza ad un ripiano con panchina e si arriva al ponte di Petratetta, una delle poche possibilità si passare da un lato all'altro del fiume. Non pensate però ad una cosa semplice: si tratta, infatti, di un ponte “naturale” composto per gran parte da un articolato macigno incastrato sopra il greto. Il tratto successivo corre costantemente nel bosco di orniello, carpino, frassino e pioppo tenendo un andamento più regolare mentre la valle inizia a piegare verso sud est. La parte conclusiva del sentiero è quella più articolata con diversi saliscendi tra i lecci, due dei quali particolarmente ripidi. Anche la sede del sentiero si restringe, protetta dove serve da un cavo passamano. Nei pressi del punto più elevato, il bosco si dirada permettendoci finalmente di vedere il profondo solco della valle e le rossastre e strapiombanti pareti che lo rinserrano.
03-Uno scorcio sulle montagne che rinserrano il Calore03-Uno scorcio sulle montagne che rinserrano il Calore
04-In discesa verso il ponte medievale04-In discesa verso il ponte medievale
05-Il ponte medievale a schiena d'asino05-Il ponte medievale a schiena d'asino
Il dislivello guadagnato viene perso velocemente a mezzo di una rampa gradinata che cala ripidamente raggiungendo il bellissimo ponte medioevale che attraversa il greto. A monte dell'arco di pietra il letto si appiana e si allarga assumendo le sembianze di un tranquillo fiume. Fin dal Medio Evo il ponte era punto di transito per le genti che provenivano dal Cilento costiero, alle quali veniva richiesta una gabella. Sottoposto a manutenzioni dopo le piene rovinose del fiume, fu soggetto ad un sostanzioso intervento di conservazione nel 1820 al quale contribuirono obbligatoriamente gli abitanti della zona. Sull'altra sponda ci attende l’area attrezzata con panche per la sosta: il ponte medievale a schiena d’asino è per noi il capolinea. Volendo da qui è possibile salire a Magliano su pista oppure rientrare a Remolino con percorso più interno e distante dal fiume.
06-Uno splendido scorcio del Calore06-Uno splendido scorcio del Calore
07-Le bancate rocciose lungo la forra07-Le bancate rocciose lungo la forra
08-Il bosco in cui è immerso il sentiero delle Gole del Calore08-Il bosco in cui è immerso il sentiero delle Gole del Calore
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