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    Lanzarote - Caldera Blanca
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martedì 21 marzo 2017
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Caldera Blanca da Mancha Blanca

Punto di partenza di questa escursione è l'abitato di Mancha Blanca, situato al centro dell'isola, sul confine con il Parco de Los Volcanes. Uscendo dal paese per dirigersi verso il Centro Visite di Timanfaya, al bivio si lascia l'asfalto per imboccare la pista che si stacca verso ovest e in pochi minuti porta ad una serie di piccole aree di sosta. Il percorso ci guiderà a visitare la grande Caldera Blanca e il suo piccolo satellite, entrambi contraddistinti da un inusuale colore chiaro. Il primo cartello segnala il punto in cui il canale di lava ha formato due morene laterali: in mezzo i flutti pietrificati che iniziano a essere colonizzati da licheni di colore chiaro, i primi abitanti di questo deserto vulcanico. La loro crescita, anche se lenta, viene favorita dall’umidità dei venti Alisei tanto che, nelle zone riparate, la lava è ancora del suo colore originario.
01-La sagoma della Caldera Blanca01-La sagoma della Caldera Blanca
02-Intarsi di licheni sulla roccia lavica02-Intarsi di licheni sulla roccia lavica
Al primo cono vulcanico, la Caldereta, ci accostiamo alla comoda apertura che permette di accedere alla vista dell’interno del cratere dove alcune capre brucano la poca erba. Alzandosi qualche metro verso un rudere, si può apprezzare meglio il forte contrasto tra i vulcani più antichi che hanno un colore marrone e sono in parte coperti da vegetazione e lo scuro mare di lava che li circonda.
03-L'interno della Caldereta03-L'interno della Caldereta
L'escursione prosegue sul sentiero che sale leggermente sulle pendici del cono, tralasciando invece il tracciato più ampio e più basso dal quale faremo ritorno. In breve ci ritroviamo all’interno del mare di lava, in direzione della Caldera Blanca. La colata si interrompe bruscamente e ci ritroviamo alla base del secondo grande vulcano.
04-La colata scura che separa i due crateri04-La colata scura che separa i due crateri
Oltrepassate alcune piante di tabacco glauco si prende a sinistra l'evidente sentiero che sale verso l'orlo della Caldera. Le pendici sono di aspetto chiaro e profondamente segnate da solchi erosi, scavati dalla pioggia. Una volta giunti sul bordo colpisce la vista improvvisa dell'enorme cratere le cui pareti scendono ripidamente verso il basso.
05-Dalla sommità della Caldera Blanca lo sguardo spazia sul fondo dell'ampio cratere05-Dalla sommità della Caldera Blanca lo sguardo spazia sul fondo dell'ampio cratere
Come una conca, la caldera raccoglie la poca acqua mentre i sedimenti rendono il terreno fertile tanto che il fondo dei crateri era coltivato fino alla metà del XX secolo. La salita prosegue a sinistra, ma oggi non siamo soli: diverse persone più in alto ci aiutano ad avere un riferimento per le dimensioni e le distanze. Il bordo è roccioso e gradinato e consente un cammino comodo e sicuro nonostante il vento che oggi pare impegnarsi più del solito. Sul punto più elevato del cratere si trova un cippo (m 458) dove sostanto i tanti escursionisti che ci hanno preceduto.
06-Panorama dal punto più elevato della Caldera Blanca06-Panorama dal punto più elevato della Caldera Blanca
Il panorama è molto ampio e non facciamo fatica a distinguere la lunga fila di auto parcheggiate presso l’ingresso del Parco di Timanfaya. La discesa avviene sul lato opposto, sempre contornando l'orlo del cratere. Ad una sella ci sarebbe la possibilità di salire sul Risco Quebrado, ma desistiamo per le forti raffiche. Più in basso il sentiero scende a sinistra in diagonale per innestarsi infine sul tracciato che contorna la Caldera riportandoci al bivio incontrato in precedenza.
07-In discesa dalla Caldera Blanca verso il Mar de Lava07-In discesa dalla Caldera Blanca verso il Mar de Lava
08-Il sentiero attraversa il Mar de Lava08-Il sentiero attraversa il Mar de Lava
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