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    Tenerife-Pico del Teide e Pico Viejo
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sabato 16 gennaio 2016
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Pico del Teide e Pico Viejo

Sulla vetta di Spagna! Assieme alla coppia di amici che quest’anno condivide le nostre avventure canarie, oggi saliremo in cima al Teide (m 3718). Per accedervi è necessario farsi rilasciare un permesso gratuito. Lo abbiamo chiesto tramite Internet prima della partenza: si tratta di un permesso nominativo e valido per un solo giorno e una fascia oraria. Raggiungiamo in auto la stazione di partenza del Teleferico (biglietto sola salita 13,50 euro), la navetta che compie rapidissima i 1200 metri di ascesa. Sulle pendici della grande piramide del Teide riusciamo a vedere un gruppo di mufloni: sono pochissimi i mammiferi del parco e quasi tutti introdotti. All’arrivo, a 3555 metri, ci attende aria frizzante e una giornata radiosa. Esbiti i nostri pass al cancelletto, ci mettiamo in marcia sul sentiero lastricato che conduce in vetta. Risalgo il ripido pendio che scende dalla caldera principale di buona lena. Sono partita col solito passo, ma mi accorgo subito che qualcosa mi impedisce di procedere speditamente: cosa succede? È la quota bellezza! Rallento e penso a Nives mentre sul ciglio del cratere uno sbuffo tiepido e solforoso mi arriva alla guancia: sono le prime fumarole.
01-Il sentiero lastricato a monte della funivia01-Il sentiero lastricato a monte della funivia
02-Il cratere del Teide con gli sbuffi sulfurei02-Il cratere del Teide con gli sbuffi sulfurei
03-La Fortaleza e la costa di Tenerife dalla cima del Teide03-La Fortaleza e la costa di Tenerife dalla cima del Teide
In alta montagna non ci sono odori, ma questa non è una montagna qualsiasi: è il vulcano stesso che respira attraverso le pietre sbiancate del cratere. E’ vivo. L’impressione è forte. In breve, superato un elementare passaggio attrezzato con passamani, ci si accosta al bordo del cratere sommitale del Teide. Ora che possiamo osservare da vicino la piccola macchia bianca che si vede da lontano ci rendiamo conto che non è molto grande. Numerose fumarole, rese evidenti dalla condensazione a contatto con l’aria fredda, sbuffano qua e là, concorrenti di stazioni termali. Presso il punto più alto, a 3718 metri, la vista è eccezionale su tutta Tenerife e su parecchie isole dell’arcipelago. Oggi siamo fortunati assai: non c’è neve nè ghiaccio ed anche l'aria è ferma e limpida. Gli scatti non si contano, i pochi turisti presenti cercano una inquadratura interessante anche se non tutti rispettano il silenzio della cima. Il tempo passa in fretta e viene il momento di scendere anche perché la nostra finestra oraria si è quasi esaurita e l'itinerario di discesa è piuttosto lungo. Rispetto alla stazione di arrivo, la prosecuzione è dalla parte opposta sul comodo sentiero che si allontana verso il Mirador del Pico Viejo.
04-Il cratere del Teide 04-Il cratere del Teide
05-Verso il Mirador del Pico Viejo05-Verso il Mirador del Pico Viejo
Al belvedere la visuale sul grande cratere è veramente eccezionale e qui si esaurisce anche il facile percorso turistico. La discesa, infatti, si svolge lungo una nera colata lavica su terreno aspro e ruvido. Il sentiero si destreggia tra scure rocce e brevi e polverosi tratti su pomice mirando sempre al ben visibile Pico Viejo con i suoi accesi colori aranciati. Bolli viola e qualche ometto segnano la direzione che probabilmente potrebbe essere difficile da seguire in caso di scarsa visibilità. Più in basso incontriamo una signora italiana: si è procurata una distorsione alla caviglia e sta salendo in compagnia, ma faticosamente, per rientrare alla funivia. Il nostro amico nella vita fa il medico e così dispensa qualche farmaco e buoni suggerimenti: di più non si può fare. Finalmente si cala ad una larga insellatura ove il terreno cambia radicalmente: dalla malagevole colata vulcanica passiamo, infatti, ad una grande distesa di sottile graniglia dove si può camminare in modo molto più disteso. È un mondo colorato di arancio dal quale emergono rocce e cespi di ginestre.
06-L'enorme cratere del Pico Viejo06-L'enorme cratere del Pico Viejo
07-Il vasto plateau rosso presso il cratere del Pico Viejo07-Il vasto plateau rosso presso il cratere del Pico Viejo
08-L'interno del cratere del Pico Viejo08-L'interno del cratere del Pico Viejo
09-L'interno del cratere del Pico Viejo09-L'interno del cratere del Pico Viejo
Prima di scendere però non possiamo mancare la visita al bordo del cratere. Una traccia polverosa ci porta a destra in pochi minuti sul punto più alto del vulcano Pico Viejo. È una vista impressionante: 800 metri di diametro e tante sfumature di colore. Ripreso il sentiero principale si arriva al bivio che scende a sinistra verso Los Roques (segnavia 23). Da qui per un bel tratto ci destreggiamo tra roccette, campi di pomice e grandi ginestre cercando di seguire i radi segnavia. Attenzione a piegare a sinistra presso un grande uovo vulcanico oltre il quale si supera una ulteriore colata pietrificata.
10-Ginestre sul sentiero che scende a Los Roques10-Ginestre sul sentiero che scende a Los Roques
11-Tubi di lava in prossimità della caldera del Teide11-Tubi di lava in prossimità della caldera del Teide
La strada sembra ancora lontanissima, ma pian piano arriviamo alla zona dei tubi di lava e quindi all'innesto con il sentiero che aggira le Roques de Garcia. Il Roque Chinchado, icona di Tenerife, fa da soggetto agli ultimi scatti prima di arrivare al grande parcheggio del Parador Nacional dove abbiamo sistemato la seconda auto.
12-Il Teide fa da sfondo a Los Roques de Garcia12-Il Teide fa da sfondo a Los Roques de Garcia
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