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    Corsica - Col Perdu
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sabato 4 luglio 2015
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Col Perdu da Asco Alto

Per l’ultima escursione in Corsica siamo di nuovo a Haut Asco (m 1422) con l’intenzione di salire al Col Perdu (Bocca Tumasginesca in corso), alto valico roccioso, affacciato sul Cirque de la Solitude. Ci si arriva dal rifugio al termine della strada attraverso il solito GR20, ma di questo parleremo più avanti. L’escursione ha inizio lungo la pista da sci, ma per fortuna il tratto in comune dura poco e presto si piega a sinistra nel rado bosco. Dopo un tratto quasi in falsopiano si ignora la traccia che scende verso il greto di un torrente e si inizia a salire con maggiore decisione tra grosse pietre e maestosi esemplari di pino laricio. Il bosco con la quota si dirada fino a dissolversi presso un grande ripiano a poca distanza da una vecchia linea di skilift.
01-Pini larici sulle prime balze del sentiero01-Pini larici sulle prime balze del sentiero
02-Alla base del vallone02-Alla base del vallone
03-Le rocce rosate del vallone03-Le rocce rosate del vallone
04-Ometti segnavia ci accompagnano lungo la risalita della valle04-Ometti segnavia ci accompagnano lungo la risalita della valle
Da qui possiamo finalmente avere una ampia visuale sul grande vallone che stiamo risalendo, disseminato di pietrisco rossastro e bassi arbusti. Il sentiero prosegue ora con pendenza molto gradevole tra fazzoletti erbosi e ginepri in mezzo ai quali cresce numerosa la digitale purpurea. Tralasciata una deviazione indicata da ometti, ci si tiene sul percorso principale che ora taglia a sinistra in diagonale tra gli ontani per raggiungere l’orlo di una grande pietraia che discende direttamente dalla cresta soprastante. Poco dopo passiamo accanto ad un nevaio: si è conservato grazie alla quota e alla posizione riparata e ne approfittiamo per rinfrescare noi e le bevande. Su terreno decisamente più roccioso e articolato si arriva ad una insellatura nei pressi del punto dove sorgeva il rifugio d’Altore (m 2020).
05-La prima fascia rocciosa 05-La prima fascia rocciosa
06-Punta Missoghiu06-Punta Missoghiu
Il sentiero prosegue lungo una rampa oltre la quale si arriva alla conca del lago d’Altore. Gli specchi d’acqua sarebbero due, ma il primo che incontriamo è quasi asciutto. Bellissimo, invece, il secondo, di un colore azzurro intenso e inserito in una cornice di pietre rossastre e pareti stillicidiose. Da questo ultimo ripiano ha inizio la parte più impegnativa dell’escursione poiché ora si tratta di superare la bastionata rocciosa che sorregge il circo soprastante. Seguendo i segnavia bianco-rossi si supera un canalino articolato e un successivo passaggio su placche e si guadagna il pendio finale costituito da massi di vari colori. Si sale così tra macigni e placche, con fatica ma senza difficoltà, fino al severo intaglio di bocca Tumasginesca o Col Perdu (m 2183) dove, nonostante la quota, non mancano le lucertole di Bedriaga.
07-I riflessi rossasti del lago d'Altore07-I riflessi rossasti del lago d'Altore
08-Passaggio su rocce sotto il Col Perdu08-Passaggio su rocce sotto il Col Perdu
09-Nevaio residuo sotto il Col Perdu09-Nevaio residuo sotto il Col Perdu
10-Il Cirque de la Solitude visto dal Col Perdu10-Il Cirque de la Solitude visto dal Col Perdu
Alla forcella troviamo anche l’avviso di chiusura che segnala come il sentiero GR20 si interrompa qui: poche settimane prima della nostra visita si è verificato un gravissimo incidente con esiti mortali nel Cirque de la Solitude. Osservando la gola è facile capire che la discesa nel suo fondo, benché attrezzata, non possa essere esente da pericoli oggettivi come le slavine o la caduta di pietre. Un muflone solitario si muove velocemente verso un piccolo nevaio più in basso: non c’è neanche il tempo di inquadrarlo che già si confonde con le rocce circostanti.
11-I colori delle rocce presso il Col Perdu11-I colori delle rocce presso il Col Perdu
12-Il lago d'Altore12-Il lago d'Altore
13-Il caratteristico portamento del pino laricio13-Il caratteristico portamento del pino laricio
Una volta tornati ad Haut Asco, mentre ci abbeveriamo alla fonte un ciclista australiano si avvicina chiedendo informazioni sulla strada che prosegue verso Calvi. Calvi ? Segue un momento di perplessità, forse non ci siamo capiti bene, ma la valle di Haut Asco è una valle chiusa e la strada termina qui. Mi mostra la schermata di Google Maps che effettivamente segnala come via ciclabile un percorso che non esiste. Non so come spiegarglielo ma dovrà farsi all’indietro tutta la valle e poi prendere al strada costiera. Vatti a fidare del web !
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