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    Corsica - Anello dei laghi di Melo e Capitello
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lunedì 22 giugno 2015
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Anello dei laghi di Melo e Capitello dalla Val Restonica

Oggi puntiamo in alto per iniziare a conoscere anche la parte montana della Corsica e i suoi laghi. La Valle Restonica è una delle principali attrattive della zona centrale con le sue gole, l’acqua limpida e i boschi. Si tratta di una valle chiusa che parte proprio da Corte dove siamo alloggiati. La risaliamo di buon mattino fino allo spazioso parcheggio di fondovalle (m 1370, 6 euro). Segnavia gialli indicano l'inizio del sentiero, ma non si fatica ad individuarlo: si tratta di un ampio tracciato che risale la sinistra orografica della valle. Oggi è il primo incontro con un discreto traffico di turisti, abbigliati nei modi più diversi: ci troviamo, infatti, su una delle più frequentate escursioni dell’isola. Nel primo tratto, tra gli ultimi lembi di bosco, facciamo la conoscenza di un albero che ci accompagnerà per tutta la permanenza sull’isola: alcuni maestosi esemplari di pino nero laricio sembrano sorvegliare l’accesso alla valle.
01-Maestoso esemplare di pino laricio in Val Restonica01-Maestoso esemplare di pino laricio in Val Restonica
02-I fianchi rocciosi della Val Restonica02-I fianchi rocciosi della Val Restonica
03-Digitale purpurea in val Restonica03-Digitale purpurea in val Restonica
Ai lati del sentiero fiorisce numerosa la digitale purpurea mentre fanno la loro comparsa anche le prime ginestre. La salita è intercalata da qualche piccolo impluvio ma la pendenza è gradevole e in breve arriviamo al piccolo ripiano della Bergerie di Melo. Il piccolo edificio è gestito e offre prodotti tipici. Poco dopo, presso alcune rocce montonate, il sentiero si biforca con la possibilità salire a destra per scendere poi dall’altra parte, compiendo un piccolo anello. Superato il bivio la pendenza comincia a farsi sentire e, tra un blocco di granito e l’altro, si rimonta aiutandosi anche con grosse catene e due scalette in metallo. Percorso il successivo tratto tra gli ontani, si giunge al grande ripiano del lago di Melo (m 1711), racchiuso da una suggestiva cornice di montagne. Un cartello ci segnala le sorgenti della Restonica, alimentate dalle acque che defluiscono dal lago stesso. Altri bolli gialli indicano il modo migliore per contornarlo sul suo bordo fino ad un piccolo rifugio. Poco sopra l'edificio, il sentiero si discosta dal lago e inizia a rimontare un canalino ripido addossato alle rocce.
04-Passaggio su placche attrezzate con catena04-Passaggio su placche attrezzate con catena
05-Le acque del lago di Melo05-Le acque del lago di Melo
06-Cuscinetti di ginestre sul granito06-Cuscinetti di ginestre sul granito
07-Il lago di Melo07-Il lago di Melo
Attenuata la pendenza, si piega a sinistra su un tratto quasi orizzontale poi la salita riprende (catena) fino a condurci sull’orlo della conca che ospita il lago di Capitello (m 1930), incastonato tra verticali pareti. Si potrebbe già chiudere qui, ma abbiamo in programma il rientro al lago inferiore attraverso un itinerario diverso.
08-Sul ripido sentiero per il lago di Capitello08-Sul ripido sentiero per il lago di Capitello
09-Paesaggio roccioso llungo la salita al lago di Capitello09-Paesaggio roccioso llungo la salita al lago di Capitello
10-Il lago di Capitello10-Il lago di Capitello
11-Pareti verticali racchiudono il Lago di Capitello11-Pareti verticali racchiudono il Lago di Capitello
12-La conca del lago di Capitello12-La conca del lago di Capitello
Proseguiamo allora lungo i bolli gialli, raggiungendo un primo ripiano ingombro di grossi macigni. Il sentiero successivamente ci porta ad imboccare un incassato e ripido canale roccioso che conduce allo stretto intaglio della Bocca di Capitello. Qui transita il famoso GR20, l’impegnativo itinerario in più tappe che attraversa l’isola da Nord a Sud. Le segnalazioni sono ora bianco rosse, simili a quelle del CAI. Le seguiamo a sinistra affrontando la parte più impegnativa del nostro percorso odierno. Si tratta, infatti, di procedere su terreno articolato e roccioso che richiede talvolta l’uso delle mani. In leggera discesa tocchiamo nuovamente il crinale per poi continuare pressoché in quota fino alla insellatura di Bocca a Soglia (m 2052).
13-Lungo il GR20 verso Bocca a Soglia13-Lungo il GR20 verso Bocca a Soglia
14-Fioriture a cuscinetto sulla cresta verso Bocca a Soglia14-Fioriture a cuscinetto sulla cresta verso Bocca a Soglia
15-La cresta rocciosa che chiude la conca di Capitello15-La cresta rocciosa che chiude la conca di Capitello
Qui lasciamo per oggi il GR20, e i suoi percorritori con zaini ben carichi, e iniziamo a sinistra il nostro rientro verso il lago di Melo. Galleggiando tra lembi di prateria e affioramenti granitici attraversiamo una fascia di ontani raggiungendo un ripiano acquitrinoso letteralmente ricoperto dalle pinguicole. Guidati da una serie di ometti, proseguiamo la nostra discesa su placche che alla fine si esauriscono in un piccolo pianoro verde dove finalmente i piedi possono poggiare su qualcosa di soffice. Ritornati, quindi, sulle sponde del lago di Melo si può scendere, come già detto, sulla parte opposta della valle. Attraversata la neonata Restonica ci si appressa alle pareti scendendo poi tra gli ontani su grossi blocchi spesso coperti di fine sabbia. Un escursionista francese che mi aveva appena ceduto il passo, plana accanto a me dopo una scivolata. Niente di grave per fortuna, ma le scarpe basse da tennis non pagano su questo terreno.
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