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    Umbria Centrale - Monte Subasio
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giovedì 16 aprile 2015

Anello del Monte Subasio da Assisi

Il Subasio è il monte di Assisi: una ampia dorsale erbosa, piatta e allungata, sulla quale affiora la pietra rosata che è servita per costruire la famosa cittadina. Il monte è compreso al'interno di un parco e si presenta dotato di un esteso reticolo di sentieri. Ne abbiamo toccate più volte le pendici durante i nostri viaggi in Umbria e da tempo aspettavamo l'occasione per un incontro con questo monte, profondamente legato alle vicende Francescane. Per l'escursione odierna conviene seguire le indicazioni stradali per il monte Subasio percorrendo la dissestata rotabile che sale in quota fino al parcheggio degli Stazzi (m 1045). Sulla destra si nota subito la pista con la sbarra: sarà da quella parte che torneremo. Per ora invece proseguiamo diritti affiancando la pineta fino al primo tornante dove abbandoniamo la pista principale per continuare sulla sterrata interdetta al traffico (sbarra).
01-Vistose fioriture di primule sui prati del Subasio01-Vistose fioriture di primule sui prati del Subasio
Sui bordi della pista si notano le fioriture dell'elleboro verde affiancate però da un altro elleboro dai fiori dal portamento diverso: si tratta dell'elleboro fetido, qui assai comune. Attenzione dopo poco ad individuare sulla destra, su un paletto della recinzione, i segni del sentiero CAI n.61. Oltrepassato il varco si segue il filo spinato passando sopra il ciglio di una piccola cava. Su terreno libero,cercando i radi segni, si sale lungo il prato punteggiato dai ginepri e dalle primule. Alcuni ometti ci guidano verso un piccolo inghiottitoio e poi nella direzione di un albero isolato presso il quale si trova anche un abbeveratoio.
02-Albero isolato sui prati sommitali del Subasio02-Albero isolato sui prati sommitali del Subasio
03-Abbeveratoio sui prati del Subasio03-Abbeveratoio sui prati del Subasio
Lentamente ci si riaccosta alla pista principale che nel frattempo ha seguito un percorso diverso e, senza toccarla, ci si dilunga sulle bellissime praterie sommitali. Ancora una breve salita e gli ometti ci portano sulla cima del monte Subasio (m 1290, loc. Fossa cieca) dove troviamo un cippo e alcuni cartelli con i nomi delle cime vicine. In lontananza si vedono anche i Sibillini, ancora ben imbiancati.
Non abbiamo impiegato molto per arrivare fino qui e, a causa anche del vento deciso, decidiamo di proseguire subito scendendo verso la ampia insellatura sottostante dove pascolano alcuni cavalli.
04-Il classico paesaggio del monte Subasio04-Il classico paesaggio del monte Subasio
05-Cippo in cima al monte Subasio05-Cippo in cima al monte Subasio
06-Cavallo al pascolo sullo sfondo dei Sibillini06-Cavallo al pascolo sullo sfondo dei Sibillini
Lasciate a sinistra le antenne, scendiamo per reimmetterci sulla pista sterrata che ora coincide con il nostro percorso. La si segue fino ad una insellatura con varco nella recinzione. Al bivio è stata posta la scultura Frate Vento che da lontano ricorda un drappo in movimento. Ricca di scanalature, pare che al vento del Subasio emetta sibili e suoni.
07-Frate Vento07-Frate Vento
Qui si lascia nuovamente la strada per seguire a sinistra le indicazioni per il Mortaro Grande. In pochi minuti ci si arriva: si tratta di una grande dolina (m 1186) dal fondo erboso, delimitata sul lato opposto da una macchia di faggi. A poca distanza sulla sinistra si apre anche una seconda dolina, il Mortaiolo, meno profonda ma più ripida.
08-La dolina del Mortaro Grande08-La dolina del Mortaro Grande
09-Elleboro sul monte Subasio09-Elleboro sul monte Subasio
10-Le morbide ondulazioni del Subasio10-Le morbide ondulazioni del Subasio
Si contorna il bordo della grande conca proseguendo poi in quota fino ad una insellatura con abbeveratoio dove troviamo un ulteriore bivio. Attenzione ora a tenersi sul sentiero di destra (segnavia CAI n.50) che in breve interseca un'ultima volta la pista per iniziare poi la discesa verso la Fonte Bregno. Dopo una perdita di quota più marcata il sentiero si orienta a sinistra e con una lunga diagonale cala sulla pista in prossimità del rifugio Mortaro (m 1028, ottimo punto per la sosta) e della Fonte Bregno dove scopriamo una seconda scultura (Sora Acqua). Qui finalmente la marcia si inverte e inizia il rientro verso Assisi.
11-Il rifugio Mortaro11-Il rifugio Mortaro
Dei due sentieri che si incontrano appena oltre il rifugio, tralasciamo quello che scende (CAI 54) e proseguiamo a destra in quota sul CAI n. 60. Questo taglia il versante occidentale del Subasio al limitare tra il bosco e il pascolo con qualche saliscendi dalla pendenza sempre molto attenuata. Con una salita un poco più decisa si arriva alla Croce di Sasso Piano, punto panoramico privilegiato, dove si apre anche una bellissima visuale su Assisi e la sua piana.
12-Assisi vista dalla Croce di Sasso Piano12-Assisi vista dalla Croce di Sasso Piano
13-La Croce di Sasso Piano, balcone su Assisi13-La Croce di Sasso Piano, balcone su Assisi
Tralasciate tutte le deviazioni per l'Eremo delle Carceri, si prosegue in quota lungo un tratto particolarmente gradevole e rilassante. Ci troviamo infatti in una delle tante ondulazioni sulle pendici del Subasio. Ancora cavalli al pascolo, abbeveratoi e le bellissime fioriture primaverili del bosco e si arriva infine all'ultima tappa del nostro anello: il rifugio Vallonica (m 1059), in parte adibito a stalla.
14-Il rifugio di Vallonica14-Il rifugio di Vallonica
15-I pascoli del Subasio15-I pascoli del Subasio
La pista che serve il rifugio è quella che abbiamo visto alla partenza e in pochi minuti, dopo avere attraversato una panoramica costa, ci riporta al parcheggio. Prima di partire ci soffermiamo sulla terza scultura di Fiorenzo Bacci, Frate Focu, che alla partenza ci era colpevolmente sfuggita: non mancate di cercare le figure nascoste tra le pieghe della lavorazione.
16-Primavera ad Assisi16-Primavera ad Assisi
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