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giovedì 22 gennaio 2015
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Da El Cercado a Valle Gran Rey

Il largo barranco di Valle Gran Rey è percorso sui due fianchi da diversi itinerari che hanno il pregio di poter essere intrapresi anche in discesa dopo avere raggiunto i relativi punti di partenza tramite il bus locale. In questo modo si scende a valle ritrovandosi poi direttamente a Valle Gran Rey dove siamo alloggiati. L'itinerario odierno è il frequentato sentiero che inizia da El Cercado, un piccolo borgo situato a circa 1000 m di quota. Vi si arriva con l'autobus di linea che si può prendere in località Casa de la Seda. I viaggiatori sono in larga maggioranza escursionisti, ma siamo solo noi due a scendere alla fermata di El Cercado. Le indicazioni sono precise e puntuali e dopo qualche metro di asfalto iniziamo la nostra discesa tra le ultime case. Al mattino la zona è ancora in ombra e fa freddino, ma sembra che la giornata prometta bene. Il sentiero si snoda piacevolmente sul fianco destro del barranco de la Matanza tra vecchi terrazzamenti e muretti a secco.
01-La vegetazione nel barranco de la Matanza 01-La vegetazione nel barranco de la Matanza
02-Il verde brillante degli antichi terrazzamenti 02-Il verde brillante degli antichi terrazzamenti
03-Agavi ed euforbie sulla linea di crinale 03-Agavi ed euforbie sulla linea di crinale
04-Macchie di colore sul fianco del barranco04-Macchie di colore sul fianco del barranco
Scendendo ancora ci si accosta alla linea di cresta alla nostra destra, in un punto in cui è facile avvicinarsi uscendo dal sentiero. Lentamente ci si avvicina al fondo del barranco e lo si oltrepassa nel punto in cui da sinistra arriva anche il sentiero da Chipude (possibile alternativa). Una breve deviazione ci porta nuovamente in cresta presso un magnifico belvedere sulla ampia valle Gran Rey e i suoi paesini. Raggiunto il fianco sinistro del barranco, ha inizio un piacevolissimo falsopiano tra asfodeli e agavi che segue l'andamento di una vecchia canalizzazione. Il paesaggio è davvero splendido: qui fanno la loro comparsa i primi mandorli fioriti che spiccano nel verde chiaro della vegetazione. La nostra discesa nel barranco de la Matanza continua con il sentiero che ora corre molto alto sopra il fondo mentre in lontananza si intravede la sagoma della Ermita di Nostra Señora de Guadalupe. Al bivio per Gerian, decidiamo di compiere la breve deviazione per visitare la chiesetta, raggiunta anche da una pista.
05-Il letto del Barranco de la Matanza 05-Il letto del Barranco de la Matanza
06-Rosetta basale di Aeonium06-Rosetta basale di Aeonium
07-L'Ermita Nostra Señora de Guadalupe 07-L'Ermita Nostra Señora de Guadalupe
08-Panorama dal belvedere della Barranco dalla Ermita Nostra Señora de Guadalupe 08-Panorama dal belvedere della Barranco dalla Ermita Nostra Señora de Guadalupe
Tornati sui nostri passi scendiamo a svolte fino a raggiungere nuovamente il fondo del barranco. Quasi in falsopiano ci si riporta nuovamente sul crinale che ci separa da Valle Gran Rey presso la Degollada del Cerrillal (m 658). L'itinerario che ci eravamo prefissati a questo punto inizia la sua discesa finale verso la Ermita de los Reyes e Valle Gran Rey, ma da tempo abbiamo notato una traccia che prosegue in quota. Uno sguardo alla Kompass e decidiamo di intraprendere la deviazione che ci porterà a proseguire verso le ultime elevazioni della cresta. Anche se non ufficiale, il percorso è molto ben marcato e segnato da ometti. Si continua quasi in quota tagliando sulla sinistra le pendici della Montaña del Adivino fino ad affacciarsi sull’insellatura seguente dove il paesaggio si trasforma. L'ambiente qui è decisamente più vulcanico e roccioso e i colori sono più accesi e tendenti al rosso.
09-Verso la Degollada del Cerrillal09-Verso la Degollada del Cerrillal
10-Il letto del barranco de Argaga10-Il letto del barranco de Argaga
11-Verso Las Pilas11-Verso Las Pilas
12-Euforbie sul ciglio di Las Pilas12-Euforbie sul ciglio di Las Pilas
Una serie di svolte segnate da ometti ci porta direttamente alla selletta dove si riprende a salire. Il tratto successivo è particolarmente articolato e fotogenico grazie ad alcune fasce rocciose che intersecano il sentiero ed in breve si arriva sul ciglio del grande ripiano di Las Pilas. Oltrepassasti i resti di due casolari, la traccia conduce al castelletto sommitale di Las Pilas (m 862) dal quale ci si affaccia sulla linea di costa e sul barranco di Argaga. Attraversando liberamente il grande ripiano, segnato da numerose linee di sassi accatastati, puntiamo al suo lato opposto dove si ritrova una ottima traccia che contorna tutta la sommità. Sul bordo rivolto a ovest l'esposizione è parzialmente celata da piante di pino che crescono anche vicino alla Reuss Kreuz, una croce esposta sui vertiginosi appicchi di questo lato.
13-Casolari abbandonati sul grande altopiano di Las Pilas13-Casolari abbandonati sul grande altopiano di Las Pilas
14-La Playa di Valle Gran Rey 14-La Playa di Valle Gran Rey
15-Vista verso Valle Gran Rey da Las Pilas 15-Vista verso Valle Gran Rey da Las Pilas
Tornati alla Degollada del Cerrillal, la larga mulattiera inizia a scendere a svolte dalla pendenza abbastanza decisa. Più in basso con un traverso ci si sposta a destra raggiungendo una zona di scuri pinnacoli vulcanici.
16-Pinnacoli lungo il sentiero per Valle Gran Rey16-Pinnacoli lungo il sentiero per Valle Gran Rey
17-In discesa verso Valle Gran Rey 17-In discesa verso Valle Gran Rey
18-La ampia mulattiera che scende a Valle Gran Rey18-La ampia mulattiera che scende a Valle Gran Rey
Ci attende ancora un tratto articolato che si conclude sulla passeggiata che unisce i borghi di questo lato di Valle Gran Rey. Alla Ermita de Los Reyes (m 150) come noi, numerosi altri escursionisti approfittano delle panche per un momento di sosta all'ombra delle piante che ornano il piazzale. Non resta che scendere nel barranco principale e poi risalire i pochi metri che ci separano dalla fermata del bus.
19-In discesa verso Valle Gran Rey19-In discesa verso Valle Gran Rey
20- L'Ermita de Los Reyes  20- L'Ermita de Los Reyes
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