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    Sardegna orientale - Cengia Giradili
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lunedì 29 settembre 2014
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Cengia Giradili da Pedra Longa

Oggi percorreremo un sentiero costiero nel Supramonte di Baunei: qui la costa sarda, dopo il vasto arco disegnato dal Golfo di Orosei, continua verso la turistica Santa Maria Navarrese con scenari stupendi, a cavallo tra rocce e mare. Da Dorgali l’avvicinamento avviene lungo la strada orientale sarda: la percorriamo fino a Baunei per poi calare sulla costa in località Pedra Longa.
01-La Punta Giradili vista all'inizio del percorso01-La Punta Giradili vista all'inizio del percorso
02-Scorcio sulla costa sotto il sentiero02-Scorcio sulla costa sotto il sentiero
03-Le bastionate rocciose di Punta Argennas03-Le bastionate rocciose di Punta Argennas
04-Il sentiero nella macchia di lentisco04-Il sentiero nella macchia di lentisco
Il parcheggio si trova presso uno degli ultimi tornanti prima di questo grande scoglio verticale in corrispondenza di una grande pianta di carrubo. Il nostro itinerario invece inizia sulla sinistra, presso un piccolo edificio ed è segnalato da qualche bollo blu: il tratto che percorreremo oggi coincide, infatti, con la prima tappa del famoso Selvaggio Blu, un itinerario che si sviluppa in 7 giorni, a picco sulle falesie che si trovano tra Santa Maria Navarrese e Cala Gonone. Pensato negli anni 80, presenta tratti con difficoltà alpinistiche e richiede una logistica pianificata nei dettagli. Appena dietro la curva si inizia a vedere il profilo di Punta Giradili sotto la quale passeremo più avanti. Alla nostra destra invece ci accompagna la bella vista di un mare colore smeraldo.
05-Ai piedi della Punta Giradili05-Ai piedi della Punta Giradili
06-L'insenatura della Pedra Longa06-L'insenatura della Pedra Longa
07-Il grande carrubo prima del bivio in salita07-Il grande carrubo prima del bivio in salita
08-Colpo d'occhio sulla linea di costa08-Colpo d'occhio sulla linea di costa
Dopo un carrubo che si protende sul sentiero, attraversiamo un cancelletto, proseguendo poi in discesa nella macchia di lentisco che occupa la gran parte di questo lembo costiero. Lasciata a destra una deviazione che scende alla linea di costa, ci fermiamo ad osservare le verticali pareti di Punta Argennas. Si prosegue con modesti saliscendi fino ad un grande carrubo il cui apparato radicale ingloba alcuni massi. La sua chioma offre una gradevole ombra agli escursionisti e ad un magro gatto bianco che si aggira nei pressi. Poco dopo occorre fare attenzione a individuare, sulla sinistra, il punto in cui abbandonare il traverso per iniziare la risalita verso le pendici della Punta Giradili che ora ci sovrasta. La presenza di qualche segno blu ci conferma che siamo nella giusta direzione. Rami tagliati e terra smossa indicano che il sentiero è stato probabilmente ridisegnato rispetto alla traccia originaria che saliva in modo molto più diretto. Piccole svolte ci consentono così di salire in modo gradevole e costante nella macchia assolata.
09-La salita verso la cengia Giradili09-La salita verso la cengia Giradili
10-Alla base della Punta Giradili10-Alla base della Punta Giradili
11-Sulla Cengia Giradili11-Sulla Cengia Giradili
12-Il tratto più spettacolare della Cengia Giradili12-Il tratto più spettacolare della Cengia Giradili
Progressivamente, sostando nelle rare zone d’ombra, ci si accosta alla base della Punta Giradili mentre il terreno si fa più articolato e roccioso. Addossandosi alle pareti si imbocca una larga rampa che faticosamente ci porta ad aggirare la base della punta. Con pendenza minore ci si accosta ad una nicchia nella parete e, poco dopo, si oltrepassa un caratteristico passaggio tra due macigni addossati. In breve la cengia Giradili arriva al suo passaggio più stretto, in corrispondenza di un aereo sperone posto a picco sulla valle. Qui il sentiero, sorretto da una massicciata, attraversa un cancelletto e si riporta su terreno meno esposto mentre più in alto appare il Cuile Duspiggius, la nostra meta odierna.
13-Cavità rocciose lungo il sentiero13-Cavità rocciose lungo il sentiero
14-Rocce carsificate presso il cuile Duspiggius14-Rocce carsificate presso il cuile Duspiggius
15-La Cengia Giradili da Duspiggius15-La Cengia Giradili da Duspiggius
16-La Pedra Longa16-La Pedra Longa
Il percorso prosegue ora come ampia mulattiera nella rada boscaglia che si sviluppa alla base di una fascia rocciosa. In progressiva salita si arriva alla base della valletta che sale agli ovili di cui si vedono sopra i primi recinti. A comode svolte si arriva al cancello della recinzione e quindi alla pista che serve l’ovile (m 631). La parte bassa si trova addossata alla parete mentre un secondo complesso, poco più in alto, sembra in migliori condizioni. Attorno a noi un paesaggio arido, dominato dagli affioramenti calcarei sui quali cresce, non si sa come, la boscaglia di ginepri e lecci. Allontanandoci qualche metro dalla pista e passando sopra un tormentato campo solcato, si può arrivare ad un piccolo belvedere affacciato sulla valle sottostante.
Per la discesa utilizziamo lo stesso itinerario cercando nuovi punti di vista sul paesaggio, sul mare e sulla Pedra Longa. Al pomeriggio lungo il tratto in quota quasi a livello del mare, incontriamo comitive di escursionisti accaldati che salgono con la guida per percorrere il Selvaggio Blu. Arrivederci a Cala Gonone tra qualche giorno!
17-Capre arroccate in parete17-Capre arroccate in parete
18-Pareti colorate alla base della Punta Giradili18-Pareti colorate alla base della Punta Giradili
19-Scogliere presso la Pedra Longa19-Scogliere presso la Pedra Longa
20-Tratto protetto presso la Pedra Longa20-Tratto protetto presso la Pedra Longa
Commenti
  • 14/11/2014 La costa tra Arbatax e Cala Gonone in Sardegna, valli interne comprese, è uno dei luoghi più belli che abbia mai visitato, infatti ci sono ritornato più volte; grazie per le bellissime foto ed i report che mi hanno fatto rivivere quei momenti.
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