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    Alpi Graie - Bivacco Gontier e Piano del Grand Nomenon
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giovedì 17 luglio 2014

Bivacco Gontier e Piano del Grand Nomenon da Sylvenoire

Oggi andremo a conoscere un altro angolo del Parco Nazionale del Gran Paradiso, tra ambienti diversificati, torrenti e vecchi alpeggi al cospetto del ghiacciaio della Grivola. Il punto di partenza è prossimo alla nostra sistemazione a Epinel: infatti discendiamo un breve tratto della valle di Cogne per salire poi al borgo di Sylvenoire dove parcheggiamo al termine della strada (m 1331). Qui si incontrano i cartelli gialli del Parco che indicano le varie direzioni, per il momento univoche. Proseguiamo quindi lungo la pista sterrata che esce dal paese e, con qualche saliscendi, oltrepassa una costa entrando nel vallone del rio Nomenon. Nella radura di Plan Pessey, ancora in ombra, le marmotte si rincorrono: proveremo a fotografarle al rientro.
01-Il monte Bianco dalla valle di Cogne01-Il monte Bianco dalla valle di Cogne
02-Le case di Plan Pessey02-Le case di Plan Pessey
Oltrepassato il ponte si giunge ad una abitazione ristrutturata alla quale arriva anche il sentiero che sale da Vieyes. Pochi metri sopra la casa ritroviamo il sentiero che ora inizia a risalire il vallone, ma bastano pochi minuti per trovare il bivio principale della nostra escursione: una scritta sbiadita su un masso indica a destra il segnavia n.4 per Chantel. Il tracciato è comodo e ben marcato e fino al casotto del Parco troveremo addirittura l'erba tagliata di recente. Per buoni 40 minuti il sentiero sale nel fitto bosco di conifere e, con pendenza sempre costante, si porta decisamente verso ovest. Dove il lariceto si dirada, in alto si inizia ad intravedere la bianca facciata del piccolo edificio di Arpissonnet - Chantel a cui siamo diretti. Con qualche svolta ci avviciniamo al torrente Grand Beligny che scorre tra gli arbusti e lo attraversiamo. Il sentiero riprende poi a salire in modo più deciso in ambiente aperto, portandosi presso un rudere. Infine con un ultimo traverso arriviamo al bel ripiano che ospita il rifugio di Chantel (m 1999), un casotto del Parco, chiuso come anche il casolare accanto (fontana).
03-L'alpeggio di Arpissonet03-L'alpeggio di Arpissonet
Il segnavia n. 4 prosegue il suo cammino verso Becca Piana, ma ora lo abbandoneremo per imboccare, poco prima delle case, il sentiero 5A che ci riporterà al vallone del Nomenon.
Il sentiero si fa ora più ripido e stretto e, tenendosi al limitare del bosco, sale in diagonale entrando nuovamente nel vallone del torrente Grand Beligny, punteggiato da macchie di rododendri assieme a larici e cembri isolati. Con alcuni piccoli saliscendi si doppia la costa che discende dal Col Fenetre, passando tra grosse pietre e grandi radici affioranti. Giunti in vista del ghiacciaio della Grivola ha inizio il lungo traverso che, con modesti saliscendi, ci porta ad assecondare le pieghe del Col Fenetre tra macchie boscate e radure piuttosto inclinate. Oltrepassata anche una zona di grandi macigni, arriviamo all’innesto con il sentiero n.5 che poi utilizzeremo per scendere.
04-Il rifugio Chantel, un casotto del Parco04-Il rifugio Chantel, un casotto del Parco
05-Il sentiero traversa sotto Arpisson05-Il sentiero traversa sotto Arpisson
06-Cembri e pietraie lungo il traverso06-Cembri e pietraie lungo il traverso
07-I ghiacciai della Grivola07-I ghiacciai della Grivola
08-Grandi macigni nel vallone del Grand Nomenon08-Grandi macigni nel vallone del Grand Nomenon
Salendo ora in ambiente aperto, a poca distanza dal torrente principale che scorre alla nostra sinistra, raggiungiamo l’alpeggio del Grand Nomenon che si vede solo all’ultimo momento. La prima casa che si incontra è il bivacco Gontier (m 2323, chiuso), ma ci sono anche altri edifici risistemati e un paio di fontane. Alcuni escursionisti, saliti direttamente, si fermano qui ma sarebbe un peccato mancare la visita al bellissimo ripiano glaciale che si trova poco oltre, alla base della Grivola.
09-L'alpeggio del Grand Nomenon09-L'alpeggio del Grand Nomenon
10-L'alpeggio del Grand Nomenon10-L'alpeggio del Grand Nomenon
11-Il ghiacciaio della Grivola11-Il ghiacciaio della Grivola
Il sentiero infatti prosegue ancora attraversando il torrente su una passerella per poi rimontare il breve salto che ci separa dal pianoro. Si giunge così al limitare di un grande vallone quasi orizzontale, solcato da un tranquillo rio. La visione è splendida: siamo gli unici ed essere arrivati fino ai piedi dei ghiacciai della Grivola. Anche il prato contribuisce a creare un paesaggio particolare, colorato com’è da inusuali fasce azzurre e rosa, dovute rispettivamente alle colonie di myosotis e primule. Si può proseguire fin dove il vallone si sdoppia come anche i segnavia che si separano in 5C e 5D per raggiungere il Col du Trayo e il Col de Belleface. E’ uno di quei luoghi dai quali non si vorrebbe mai andare via, ma arriva anche il tempo di scendere non prima però di aver camminato lungo il corso del torrente che nella parte più bassa si colora di fioriture gialle.
12-Il pianoro glaciale alla base della Grivola12-Il pianoro glaciale alla base della Grivola
13-Fioriture azzurre al Grand Nomenon13-Fioriture azzurre al Grand Nomenon
14-Tappeti di silene alla testata del Grand Nomenon14-Tappeti di silene alla testata del Grand Nomenon
15-I prati del Grand Nomenon15-I prati del Grand Nomenon
16-Primula farinosa 16-Primula farinosa
17-Il torrente Grand Nomenon17-Il torrente Grand Nomenon
18-La cascata che sovrasta l'alpeggio del Grand Nomenon18-La cascata che sovrasta l'alpeggio del Grand Nomenon
19-Fioriture di rododendri al Grand Nomenon19-Fioriture di rododendri al Grand Nomenon
20-Ultima cartolina dal Grand Nomenon20-Ultima cartolina dal Grand Nomenon
Rientrati al Grand Nomenon iniziamo quindi la lunga discesa della valle superando il bivio dell’andata e passando sulla destra orografica tramite un ponte. Sempre su terreno prevalentemente aperto si giunge nei pressi del Petit Nomenon (m 1986), preceduto da grandi distese di rabarbaro alpino misto a geranio. Al successivo ponte si tralascia il segnavia n.27 che prosegue ad oriente e si riattraversa il torrente per continuare nella discesa. Con una lunga serie di svolte nel bosco si perde quota velocemente giungendo al guado del torrente Favret e, poco oltre, al bivio principale. Le sorprese però non sono finite: nella radura di Plan Pessey un camoscio bruca tranquillo, un'ultima occasione per una sosta fotografica e poi in pochi minuti giù a Sylvenoire.
21-Rabarbaro alpino e gerani al Petit Nomenon21-Rabarbaro alpino e gerani al Petit Nomenon
22-Grandi distese di rabarbaro alpino al Petit Nomenon22-Grandi distese di rabarbaro alpino al Petit Nomenon
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