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    Alpi Carniche - Monte Chiadin Ovest
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sabato 28 settembre 2013

Monte Chiadin ovest dai Piani del Cristo

Il monte Chiadin, situato a nord ovest di Forni Avoltri, presenta due cime, collegate tra loro da una impervia cresta. Il segno di confine tra regioni ci ha messo lo zampino e quindi la salita e la cima orientale si trovano in territorio friulano mentre l'escursione al Cadin ovest (leggermente più alto) si svolge in territorio veneto. Poco male, naturalmente, lassù i confini amministrativi non si vedono. L'avvicinamento avviene lungo la nota strada che da Cima Sappada sale alle Sorgenti del Piave. La percorriamo fino al rifugio Piani del Cristo presso il quale troviamo un'area adibita a parcheggio (m 1410). Una pista si inoltra subito a destra nel bosco (segnavia CAI 139) alzandosi ripidamente nel bosco del Casaro, a lato di un torrentello. Dopo un tratto più erto, dal fondo cementato, la pista esce su terreno più aperto nei pressi della baita Keser dove troviamo il crocevia principale. Siamo proprio sulla linea di confine tra Veneto e Friuli e, infatti, il nostro segnavia 139 inizia da qui la sua discesa verso Piani di Luzza. Noi invece imbocchiamo a sinistra il segnavia 174 (cartello con indicazioni monte Chiadin) che, pochi metri sopra la baita, si divide ancora: una sbarra impedisce di andare a sinistra, (cartello per Keser Couvl-Monte Casaro) mentre una freccia indica di prendere a destra sul tracciato CAI.
01-La baita in località Keser alla fine della pista01-La baita in località Keser alla fine della pista
02-Schiarita nel bosco del Casaro02-Schiarita nel bosco del Casaro
03-Colori autunnali nelle praterie sopra la baita Keser03-Colori autunnali nelle praterie sopra la baita Keser
Abbandonata l'originaria mulattiera affrontiamo un breve tratto un poco più ripido proseguendo poi su praterie dove la pendenza si attenua. I colori sono quelli caldi di fine settembre e autunnale è anche la foschia che ci circonda. Al rientro in una macchia boscata ritroviamo la mulattiera e con essa una doppia vasca in cemento. Il percorso ora prosegue in diagonale fino ad un ripiano dove il tracciato si è perso tra le alte erbe ed anche alla successiva costa la mulattiera risulta un poco rovinata. I tornanti che seguono sono invece ben conservati con le svolte ancora parzialmente sorrette da muretti di sostegno. I mughi che hanno punteggiato fin qui il pascolo sassoso, con la quota si diradano fino a scomparire. Ci si avvicina così ad una zona più articolata con il sentiero che oltrepassa un caratteristico passaggio formato da uno sperone roccioso.
04-Alle pendici del monte Chiadin ovest04-Alle pendici del monte Chiadin ovest
05-Il sentiero si snoda tra pinnacoli rocciosi05-Il sentiero si snoda tra pinnacoli rocciosi
06-Resti di manufatti bellici sotto il monte Chiadin Ovest06-Resti di manufatti bellici sotto il monte Chiadin Ovest
Nella parte più alta del percorso la mulattiera sta lentamente scomparendo, inglobata nel pendio erboso, ma non ci sono problemi a raggiungere il ripiano sottostante la vetta dove sono evidenti i resti di ricoveri ora completamente smantellati dal tempo. Ancora qualche serpentina e in pochi minuti si arriva alla erbosa vetta occidentale del monte Chiadin (m 2269), contrassegnata da una piccola croce.
07-Nebbie autunnali in cresta al Chiadin ovest07-Nebbie autunnali in cresta al Chiadin ovest
08-Sulla breve cresta del Chiadin ovest08-Sulla breve cresta del Chiadin ovest
09-La prosecuzione della cresta verso il Chiadin est09-La prosecuzione della cresta verso il Chiadin est
10-La cresta del Chiadin ovest10-La cresta del Chiadin ovest
Facendo attenzione al dirupato versante nord, ci si può spingere sulla cresta che si allunga verso ovest in cerca di qualche visuale diversa. Oggi però non è giornata e il panorama, chiuso dalle nebbie in movimento, si apre solo a tratti e per pochi istanti. Solo quando stiamo per scendere, un timido sole prova a fare capolino tra le nubi illuminando le macchie rosse degli arbusti in abito autunnale.
11-Colori autunnali presso la vetta del Chiadin ovest11-Colori autunnali presso la vetta del Chiadin ovest
12-La vetta del Chiadin ovest12-La vetta del Chiadin ovest
13-In discesa lungo la mulattiera di guerra13-In discesa lungo la mulattiera di guerra
14-Pareti rocciose si elevano dai prati14-Pareti rocciose si elevano dai prati
Commenti
  • 04/11/2016 Approfitto di quello che pare l'ultimo giorno di tempo buono prima che la pioggia sbiadisca i colori del bosco. Partenza da Piani di Luzza per avere un dislivello “dignitoso” tale da neutralizzare almeno in parte i danni del previsto “pranzo domenicale”. Condivido buona parte del sentiero con un collega di Marco nonché amico di Aska, io dietro e lui avanti avanti, ambedue al bivio con il sentiero 174 sbagliamo proseguendo a sinistra, il cartello indicatore è posto su un albero più avanti, a sentiero iniziato. Si vede subito che pochi scarponi calpestano quete erbe, il sentiero spesso diventa traccia, alle volte poco evidente, anche la vecchia mulattiera va scomparendo, qualche rinforzo sommerso dalle foglie richiede attenzione. Aria fredda fa danzare la nebbia che ci affianca, ci precede, ridiscende e risale....Quella croce particolare, qualche minuto lì e poi, presto, si scende per scaldarsi le mani con quel pallido sole che cerca il suo spazio
  • 11/07/2016 Saliti alla cima ovest dai Piani del Cristo (sulla strada per le Sorgenti del Piave) mrcoledì 6 luglio 2016 e ridiscesi per la stessa via. Giornata ideale, soleggiata ma fresca al mattino. Il percorso si svolge prima per stradina forestale (i tratti più ripidi sono cementati), poi per buon sentiero nel bosco e successivamente sui prati. La traccia è sempre ben evidente, ma le segnalazioni sono molto scarse, specie nella parte bassa: a parte i cartelli posti alla partenza e al bivio con il sentiero che sale da Piani di Luzza, si trova solo qualche raro segno o bollo rosso sbiadito. Attorno a quota 1800 il sentiero esce sui prati e, grazie a serpentine alternate a traversi, raggiunge senza troppa fatica la cima, con originale croce di vetta. Nella parte alta, compare finalmente anche qualche segnavia biancorosso CAI. Escursione facile, con ottimo rapporto soddisfazione/fatica, molto panoramica nella parte alta, con splendida visuale verso la vallata di Sappada e tutto l’arco delle Dolomiti pesarine. Dalla cima il panorama si amplia ulteriormente, spaziando dal Peralba-Avanza a nord, Tricorno a est e Antelao e Sorapiss a ovest, oltre alle già citate montagne sappadine a sud. Il sentiero non è mai troppo ripido o eccessivamente faticoso, ma l’esposizione a sud consiglia di evitare le giornate estive più calde. Nei prati qualche breve tratto è un po’ eroso, tuttavia si passa ovunque senza alcuna difficoltà. Tempi di percorrenza: salita 2.20, discesa 1.40.
  • 02/12/2015 Salito oggi con una giornata stupenda. Grandi panorami e grandi emozioni. 360 gradi di bellezza. Del sent.174 , riportato non solo sulla carta Tabacco, non vi è segnalazione se non una tabella in legno che indica la rotta, come meglio descritta nel testo di SN. Secondo me la quota più veritiera della cima ovest è quel 2287 riportato sulla carta Tabacco. Il mio GPS mi segnava 2293. Percorso privo di difficoltà. Ovviamente sempre da percorrere con la testa sulle spalle !!Buona vita a tutti
  • 07/06/2015 Esc.che da tempo"giaceva" nel cassetto, rinviata più volte per il meteo incerto, dai Piani del Cristo assonnati ci incamminiamo per il mt. Chiadin con il sent. 174 tra ripidi pendii,e sfiorando fiorite rocce ben presto prendiamo quota,in cima poi "sistemiamo la piccola croce , rendendola più visibile....Davanti a noi una visuale stupenda alla vista di meravigliose montagne a verdi vallate...bello non ci sono parole, un percorso da gustare, senza grosse difficoltà . Mandi
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