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    Liguria Orientale - Monterosso Levanto
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sabato 12 aprile 2014

Da Monterosso a Levanto

Dopo la sortita ai Laghi di Giacopiane oggi ritorniamo sul mare per visitare il promontorio di Punta Mesco, il tratto di costa che separa Monterosso da Levanto. Si tratta di una passeggiata variegata, tra borghi caratteristici, arbusti mediterranei e pezzi di storia, in ambienti ora affollati, ora solitari. Per l'andata utilizzeremo una tratta della ferrovia che mette in comunicazione i paesi della costa.
01-Euforbie fiorite01-Euforbie fiorite
Ci portiamo dunque alla stazione di Levanto per salire sul primo treno diretto a Monterosso (sono abbastanza frequenti). Dai finestrini non si vede nulla poiché, immediatamente dopo la partenza, veniamo inghiottiti dalla galleria che termina solo alla nostra destinazione. All'uscita dalla piccola stazione di Monterosso ci troviamo già sul lungomare affollato. Il nostro sentiero inizia verso destra ma prima vogliamo andare a visitare il tratto di costa che porta verso il centro storico. Ripresa la giusta direzione arriviamo alle ultime case del paese: qui la costa è sorvegliata da una grande statua in cemento che ci sorprende per le dimensioni e per il fatto che sembra uscire dagli scogli. Si tratta del Gigante, una rappresentazione di Nettuno, rovinata dai bombardamenti della seconda Guerra.
02-Lungo la passeggiata sul lungomare di Monterosso02-Lungo la passeggiata sul lungomare di Monterosso
03-La costa di Monterosso03-La costa di Monterosso
Nei pressi troviamo anche l'inizio del nostro itinerario (cartelli per Levanto): una ripida scalinata che porta ad incrociare una strada asfaltata. Oltrepassato l'ingresso di un hotel, finalmente il percorso si trasforma in sentiero. Su questo saliamo con pendenza sostenuta nella macchia meditarranea accumulando in breve quasi tutto il dislivello in salita. Più in alto il panorama si apre su tutta la costa delle Cinque Terre mentre il sentiero inizia a traversare per raggiungere in pochi minuti il bivio con la chiesa di Sant'Antonio del Mesco. Con una breve deviazione ci rechiamo ai ruderi, meritevoli senz'altro di una visita anche per la favorevole posizione sul promontorio di Punta Mesco. Furono i monaci agostiniani a fondare l'eremo, pare nel XIII secolo, in funzione di avvistamento. Al tempo in cui non c'erano veloci mezzi di comunicazione, nell'imminenza di scorrerie saracene, si avvisavano gli abitanti delle zone costiere accendendo fuochi in luoghi visibili. Da ultimo, nel secolo scorso, la Marina Militare fece costruire qui un Semaforo (faro segnaletico): anche questa costruzione è oggi abbandonata, ma è uno splendido belvedere sul litorale.
04-Sant'Antonio del Mesco04-Sant'Antonio del Mesco
05-Il Semaforo di Punta Mesco05-Il Semaforo di Punta Mesco
06-Sant'Antonio del Mesco06-Sant'Antonio del Mesco
Ripreso il sentiero principale si piega a sinistra rimontando in breve al punto più alto della nostra traversata (m 320 circa), panoramico ma spoglio. Lasciamo a destra il sentiero che sale in cresta alle Selle per imboccare invece la direzione per Levanto dando inizio alla lunga diagonale che ci riporterà in paese. Il sentiero divalla ora leggermente a mezza costa attraversando una vegetazione piuttosto brulla e arida, caratterizzata da alti arbusti e pini scheletriti. Il sentiero successivamente passa accanto ad una prima abitazione rovinata (Case Lovara) e poco dopo ad una seconda (Casa della Meridiana). Da qui entriamo in una fascia di vegetazione che rende il percorso piacevolmente ombreggiato. Con qualche leggero saliscendi si arriva ad uno sperone a picco sulle scogliere e, poco dopo, altri due piccoli punti di belvedere, vertiginosamente affacciati sul mare. Salgono arrancando sul sentiero due giovani con il fardello della mountain bike in spalla, chissà se riusciranno a stare per qualche tratto in sella.
07-Case Lovara presso Punta Mesco 07-Case Lovara presso Punta Mesco
08-Le limpide acque del mar Ligure08-Le limpide acque del mar Ligure
09-Case Spianata sul sentiero per Levanto09-Case Spianata sul sentiero per Levanto
Il sentiero rientra ora in una vegetazione ad alto fusto iniziando a scendere a svolte fino ad un primo nucleo di case. In falsopiano ci teniamo proprio sotto la strada di servizio, camminando sul margine dei terrazzamenti che si trovano attorno alle case. Con percorso piacevole e vario arriviamo in vista della costa di Levanto traversando i coltivi mescolati alle euforbie e alle ginestre. Si giunge così all’hotel Giada del Mesco dove ci si ricollega alla strada asfaltata. La si segue a sinistra per abbandonarla quasi subito in favore del segnavia che scende lungo uno stretto viottolo gradinato. Oltrepassate alcune abitazioni diroccate, si esce su un bel pendio a mezza costa, magnificamente affacciato su Levanto e il suo antico castello. Sfioriamo un B&B che ha impreziosito il muretto di cinta con mosaici di mostri e serpenti poi un'ultima scalinata tra le case ci deposita sul lungomare di Levanto.
10-Vecchia costruzione abbandonata sopra Levanto10-Vecchia costruzione abbandonata sopra Levanto
11-La baia di Levanto11-La baia di Levanto
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