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venerdì 11 aprile 2014

Lago di Giacopiane e Anello delle Lame da Bertigaro

Oggi ci trasferiamo nuovamente nell'interno dell'Appennino Ligure per visitare il lago di Giacopiane e le zone circostanti, poste al limitare del Parco dell'Aveto. Al lago di Giacopiane si può salire anche in auto, ma preferiamo arrivarci a piedi parcheggiando all'ultimo tornante dopo Bertigaro, in località Villa Iensi (indicazioni per il monte Aiona, segnavia rombo rosso). Ci si alza con qualche svolta nel bosco ad alto fusto, seguendo alle prime diramazioni, le indicazioni per i laghi di Giacopiane. Salendo di quota si esce progressivamente su pendici più spoglie, ora anche in favore di luce. Ad una sorta di ripiano il sentiero piega a destra e con una lunga diagonale si avvicina alle sponde del lago artificiale passando in ultimo per una macchia di pino. Alcuni cavalli pascolano tranquillamente mentre noi arriviamo sulle sponde del grande invaso artificiale. I laghi di Giacopiane (ce ne sono due, un secondo, più piccolo, si trova a quota inferiore) vennero realizzati negli anni 20 del secolo scorso come bacini idroelettrici, ma ora sono stati trasformati in riserva di pesca.
01-Il lago di Giacopiane01-Il lago di Giacopiane
02-Sulle sponde del lago di Giacopiane02-Sulle sponde del lago di Giacopiane
03-Prime fioriture sulle sponde del lago di Giacopiane03-Prime fioriture sulle sponde del lago di Giacopiane
04-La torretta sul coronamento della diga04-La torretta sul coronamento della diga
Seguendo la sterrata verso destra in direzione della diga (segnavia A7) ne attraversiamo il coronamento, interrotto a metà da una particolare costruzione. L'idea è quella di intraprendere l'anello delle Moglie (dal latino molleus=molle, umido), un percorso che porta a visitare piccole zone umide, residuo delle ultime glaciazioni. La scritta A7 ci porta all'interno di un bellissimo e rado bosco di conifere, solcato da ruscelletti, all'uscita del quale ci si innesta su una larga pista inerbita. Ad un primo bivio segnato su grossi massi (Aiona, rombo rosso) si lascia la pista per piegare a sinistra, accorciando alcune svolte. Più in alto abbandoniamo per ora la strada sterrata per tenerci sulla destra, lungo il margine superiore di una recinzione. La si segue fino ad una costa dove la pendenza diminuisce mentre il sentiero inizia ad entrare nel bosco di faggio. Le viole che ci hanno accompagnato fin qui vengono sostituite ora da crochi e denti di cane.
05-Le praterie sopra il lago di Giacopiane05-Le praterie sopra il lago di Giacopiane
06-Il lago di Giacopiane dall'anello delle Moglie06-Il lago di Giacopiane dall'anello delle Moglie
07-Fioriture di viola07-Fioriture di viola
08-Schiarite con eriche nella faggeta ancora in abito invernale08-Schiarite con eriche nella faggeta ancora in abito invernale
Con qualche modesto saliscendi si prosegue in una bellissima faggeta solcata da rii e prati acquitrinosi che danno il nome al percorso. Allontanandosi ulteriormente dalla zona dei laghi, il sentiero asseconda una serie di coste ed infine raggiunge il tracciato di una pista. Siamo al primo vertice del nostro anello, nel punto in cui si abbandona il sentiero col rombo per il monte Aiona e ci si tiene sulla pista seguendo a sinistra le scritte A7. La pista risale leggermente contornando una costa, poi scende fino a biforcarsi. Imboccato il ramo di destra, ha inizio una lunghissima diagonale che, in leggera salita, ci porta ad attraversare estesi boschi di faggio. Dopo il grande cartello del Consorzio Alta Valle Sturla, il percorso comincia a divallare raggiungendo il crinale boscato del passo delle Lame, dove troviamo una cappelletta e due casette del Parco (m 1306). La località costituisce un importante crocevia di direzioni poiché da qui passa anche l’Alta Via dei Monti Liguri. A questo punto dobbiamo iniziare a chiudere l'anello seguendo le indicazioni per i laghi di Giacopiane. Passando accanto alla cappelletta iniziamo così a scendere su un tracciato non sempre evidente. Facendo attenzione al calpestio e a qualche sbiadita indicazione, entriamo nella pineta attraversando alcune bellissime radure solcate da torrentelli che hanno inciso canyon in miniatura. Un breve traverso su terreno più aperto conduce ad un dosso panoramico posto alla sommità del costone lungo il quale scenderemo. Camminando tra eriche, ginepri, dossi e macchie di bosco, si perde piacevolmente quota raggiungendo un piccolo casotto in corrispondenza della piazzola di una pista malandata. Seguendone ora il tracciato, si aggira una elevazione ed infine si confluisce nella pista sterrata che contorna il lago.
09-Prati umidi alle pendici del Monte degli Abeti09-Prati umidi alle pendici del Monte degli Abeti
10-Eriche presso la recinzione10-Eriche presso la recinzione
11-Erba trinità11-Erba trinità
12-Eriche lungo il sentiero di rientro12-Eriche lungo il sentiero di rientro
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