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    Liguria Orientale - Groppo Rosso
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mercoledì 9 aprile 2014

Anello del Groppo Rosso da Santo Stefano d'Aveto

Dalla nostra sistemazione all'Hotel Lavagnese stamattina ci portiamo nuovamente verso il Parco dell'Aveto nell'appennino Ligure. La giornata è splendida con il primo verde primaverile che illumina gli alberi dell’entroterra. La destinazione odierna è la salita al Groppo Rosso assieme a una visita al centro più importante del Parco: Santo Stefano d'Aveto. Anche i Carabinieri con cui scambiamo quattro chiacchere, ad una sosta presso il paese, ci confermano la bellezza dell'itinerario.
01-Il Groppo Rosso dall'inizio del sentiero01-Il Groppo Rosso dall'inizio del sentiero
02-Boscaglia a pini e ginepri sulle pendici del Groppo Rosso02-Boscaglia a pini e ginepri sulle pendici del Groppo Rosso
03-Macigno all'ingresso della val Tribolata03-Macigno all'ingresso della val Tribolata
Passando per il piccolo centro non si può fare a meno di notare un antico maniero: il castello Malaspina-Doria, antico luogo di controllo sui traffici verso l'Emilia. I cartelli per gli impianti di risalita ci guidano verso Roncolongo (m 1104) dove lasciamo l’auto. Il sentiero si trova sul bordo sinistro della strada e non è altro che la prosecuzione del percorso che nasce dal piazzale del castello. Nell’Appennino Ligure e sulla costa sono in voga segnavia “geometrici”, formati da una o più figure colorate: in questo caso ci guiderà un triangolo giallo. Passati accanto ad una abitazione, si arriva in pochi minuti al bivio principale dove lasciamo a destra il sentiero dal quale scenderemo, per tenerci sul ramo di sinistra.
04-Il caratteristico paesaggio della val Tribolata04-Il caratteristico paesaggio della val Tribolata
05-Traverso tra pini verso il Groppo Rosso05-Traverso tra pini verso il Groppo Rosso
06-Lungo il sentiero per il Groppo Rosso06-Lungo il sentiero per il Groppo Rosso
Guadato il piccolo rio, il sentiero sale gradevolmente tagliando pendici coperte da rada boscaglia mista a ginestre. In un paesaggio dominato ora da ginepri, si costeggia la recinzione giungendo in breve ad una fonte ed al vicino ricovero (m 1275, Piani di Gatera). Da qui si piega bruscamente a destra per proseguire lungo una mulattiera sassosa che si inerpica un po' più ripida, verso il fianco del Groppo Rosso. Il sentiero rientra poi nel bosco incontrando un altro importante bivio al quale ci dovremo tenere a destra, in direzione della cima. Un cartello CAI, però, ci segnala a pochi minuti il passo del Bocco e la Valle Tribolata: tentati da questo suggestivo nome, seguiamo allora il segnavia 103a sulle pendici del monte Roncalla. In breve si esce dalla faggeta ritrovandosi su terreno più aperto, all’ingresso della Valle Tribolata: un paesaggio accidentato e disseminato di blocchi scuri e di pinnacoli. Appagati dalla divagazione, torniamo sui nostri passi per riprendere il sentiero che ora esce su terreno più aperto tra pini e ginestre.
07-Ultimi faggi prima della vetta del Groppo Rosso07-Ultimi faggi prima della vetta del Groppo Rosso
08-In cima al Groppo Rosso08-In cima al Groppo Rosso
09-Il corridoio erboso che conduce in vetta al monte Roncalla09-Il corridoio erboso che conduce in vetta al monte Roncalla
Dopo un traverso ed un tornante, si guadagna una sorta di spalla per rientrare successivamente nella faggeta. Con percorso comodo, il largo tracciato taglia in diagonale il fianco del monte portandosi alla caratteristica strettoia pochi metri sotto la vetta. Il Groppo Rosso presenta da questo lato un morbido pendio prativo mentre il versante opposto precipita bruscamente sopra Santo Stefano. In realtà il Groppo Rosso altro non è che un avancorpo del monte Roncalla, la vetta che si trova un centinaio di metri più in alto. Non sapendo che più avanti avremmo trovato il sentiero ufficiale, affrontiamo il pendio alla friulana (direttamente) salendo tra faggi contorti e poi lungo un caratteristico prato inclinato. Il largo corridoio erboso termina sulla panoramicissima vetta del monte Roncalla, segnalata da un cartello (m 1658). Sul lato opposto il pendio scende ripido verso la Valle Tribolata (c’è una via attrezzata) mentre a destra il crinale si allunga verso la vicina Ciapa Liscia.
10-Panorama dal monte Roncalla10-Panorama dal monte Roncalla
11-Il vicino Ciapa Liscia dal monte Roncalla11-Il vicino Ciapa Liscia dal monte Roncalla
12-La Valle Tribolata dalla cima del Roncalla12-La Valle Tribolata dalla cima del Roncalla
Dopo la sosta, trovati i segnavia CAI, scendiamo innestandoci nuovamente sul sentiero principale che in pochi minuti, a sinistra, porta al rifugio Astass (m 1599). Il ricovero in muratura ha una ampia sala con tavolo panche, un soppalco dove è possibile dormire e una stufa. Da qui si potrebbe allungare un poco verso il Passo Roncalla e il Prato della Cipolla, ma c’è ancora molta neve e allora ripieghiamo sul sentiero che scende più direttamente sulla destra (direzione per Rocca d’Aveto). Questo scende dapprima nella faggeta e poi su terreno più aperto verso un rio oltre il quale si assecondano altre coste boscate. Dopo una schiarita con visuale sul monte Maggiorasca, ci si innesta sul sentiero che scende dal Prato della Cipolla che diventa poi mulattiera e quindi pista cementata. Raggiunto un ampio piazzale non rimane che seguire le indicazioni per Santo Stefano d’Aveto.
13-L'appennino Ligure dalla vetta del monte Roncalla13-L'appennino Ligure dalla vetta del monte Roncalla
14-Draba gialla sulla cresta del Roncalla14-Draba gialla sulla cresta del Roncalla
Lungo la strada del rientro, da Rezzoaglio si può salire in auto fino al laghetto delle Lame (m 1048). E' uno dei pochi laghi glaciali della Liguria e prende origine dalle pendici del monte Aiona.
16-Il rifugio Astass16-Il rifugio Astass
17-Calta palustre nei dintorni di Roncolongo17-Calta palustre nei dintorni di Roncolongo
18-L'imponente maniero Malaspina-Doria a Santo Stefano d'Aveto18-L'imponente maniero Malaspina-Doria a Santo Stefano d'Aveto
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