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    Sesto Fanes Cristallo - Dobbiaco Cortina
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    Sesto Fanes Cristallo - Dobbiaco Cortina
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domenica 17 febbraio 2013

Da Dobbiaco a Cortina con gli sci da fondo

In un passato non troppo lontano, Dobbiaco e Cortina erano collegati da una ferrovia a scartamento ridotto la cui tratta venne dismessa nel 1961, anche in seguito alla diffusione dell'automobile. La sede della massicciata, come accaduto altrove, è stata "recuperata" ad altri usi e ora viene utilizzata in estate come pista ciclabile e nel periodo invernale come pista da fondo, sede, tra l'altro, di una classica e importante gara.
01-Il lago di Dobbiaco con il Serla sullo sfondo01-Il lago di Dobbiaco con il Serla sullo sfondo
02-Il cimitero di guerra02-Il cimitero di guerra
03-La pista di fondo dopo una abbondante nevicata03-La pista di fondo dopo una abbondante nevicata
E' con le lunghe tavole da sci nordico che lo abbiamo percorso. Dal centro di fondo di Dobbiaco hanno inizio questi 30 chilometri che, senza grossi strappi, attraversano spettacolari panorami dolomitici pur mantenendosi a poca distanza dalla trafficata strada. Certo, un poco di allenamento ci vuole, ma interpretando la disciplina sportiva senza troppo agonismo come piace a noi, si può andare alla velocità più consona al proprio essere e soprattutto si può imparare qualcosa di nuovo guardandosi attorno.
04-Il monte Piana e le Tre Cime dalla pista di fondo04-Il monte Piana e le Tre Cime dalla pista di fondo
05-Le Tre  Cime di Lavaredo dalla pista di fondo05-Le Tre Cime di Lavaredo dalla pista di fondo
06-Il lago di Landro e il monte Piana06-Il lago di Landro e il monte Piana
Tenendosi sulla destra orografica del torrente Rienza, all'interno del bosco, saliamo moderatamente fino all'Hotel Al Lago, dal quale iniziamo a costeggiare le sponde del lago di Dobbiaco. Tra gli alberi riusciamo a vederne le acque, spesso velate da formazioni di ghiaccio. Lasciamo perdere per oggi la deviazione a destra che ci porterebbe attorno al lago e proseguiamo diritti per arrivare al Cimitero della Prima Guerra mondiale, posto circa a metà strada tra Dobbiaco e il lago di Landro. Una breve visita è d'obbligo ma poi riprendiamo subito per spostarci alcune volte da un lato e dall'altro della carreggiata della statale. All'Hotel tre Cime possiamo già dire di essere in dirittura di arrivo per il lago di Landro. In un tratto del falsopiano si distingue bene, alla nostra sinistra, la defilata sagoma delle Cime di Lavaredo, riportata in una miniatura presso un punto di sosta. Dopo il lago di Landro la nostra pista compie una decisa ansa presso Carbonin, per risalire infine al passo di Cima Banche, (m 1530), punto culminante della nostra traversata. Un saluto al valligiano per esibire il ticket, una sosta al piccolo bar della sella e poi giù verso Cortina in una lunga sciata che si svolge su un piacevole tracciato, per lo più in discesa.
Passiamo accanto a due dei vecchi caselli che presidiavano la linea ferroviaria. Quello conservato meglio si trova poco dopo la località Ospitale. Le pareti esterne tinteggiate di un azzurro ormai sbiadito, la terrazza con le ringhiere, il tetto ancora ben conservato da cui pendono frange di stalattiti di ghiaccio ci portano con la fantasia ai tempi in cui era abitato. Era dura la vita del casellante nella tratta Cortina Dobbiaco. La zona è infatti distante da paesi e negli inverni di un tempo era frequente restare isolati. La famiglia del casellante era impegnata "in toto" nell’attività di gestione e al casellante spettava il compito di rendere percorribile la propria tratta.
07-Ricami ghiacciati sul lago di Landro07-Ricami ghiacciati sul lago di Landro
08-Il gruppo del monte Cristallo dal lago di Landro08-Il gruppo del monte Cristallo dal lago di Landro
09-Sulle sponde del lago di Landro09-Sulle sponde del lago di Landro
Dopo un primo ponticello (ponte di R’Ancona) segue il passaggio in una prima galleria, poi ci attende l'attraversamento del ponte sul torrente Felizon che ha scavato una profondissima forra. La pista è protetta da una rete a fitte maglie che lasciano intravedere a stento il precipizio sottostante. Il ponte è una ex costruzione militare austriaca. L'attuale fu posto in opera nel 1919 dal nostro Genio Militare. Talvolta, negli inverni con abbondanti precipitazioni, la pista qui viene chiusa per pericolo di slavine. Oltrepassata una seconda galleria dotata di illuminazione, si piega decisamente verso sud attraversando una vasta zona a mughi, molto aperta e panoramica sulla valle del Boite e sui monti di Cortina.
10-La pista in val di Landro10-La pista in val di Landro
11-Il monte Rudo dal lago di Landro11-Il monte Rudo dal lago di Landro
12-La Croda Rossa vista da Cimabanche12-La Croda Rossa vista da Cimabanche
L’ultimo casello porta la vecchia scritta Fiammes. Siamo evidentemente sopra il centro fondo di Fiames in quanto sentiamo distintamente l’altoparlante che parla di una Audi Polo World Cup, ma la vista è preclusa dall'abetaia: dovrebbe essere una competizione di auto, ma non sarà proprio così...
13-Crocifisso di Cimabanche13-Crocifisso di Cimabanche
14-I caratteristici colori che danno il nome alla Croda Rossa d'Ampezzo14-I caratteristici colori che danno il nome alla Croda Rossa d'Ampezzo
15-La pista di fondo presso Ospitale15-La pista di fondo presso Ospitale
Con alcune svolte in discesa più ripida caliamo a Fiames dove, con le gambe ormai piuttosto provate, constatiamo che si tratta di una gara di polo a cavallo sulla neve del Centro Fondo. Doveva essere disputata sulle acque del lago di Misurina (!) ma questo non era sufficientemente gelato… si è optato allora per la piana di Fiames, dotata di sana terra sotto la coltre bianca.
16-Il vecchio casello ferroviario16-Il vecchio casello ferroviario
17-All'imbocco di un galleria17-All'imbocco di un galleria
18-Il Col Rosà dalla pista che scende a Fiames18-Il Col Rosà dalla pista che scende a Fiames
19-il vecchio casello di Fiames19-il vecchio casello di Fiames
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