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    Parco d'Abruzzo - Anello della Meta da Campitelli
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sabato 19 ottobre 2013

Anello della Meta da Campitelli

Un facile gioco di parole per indicare dove siamo andati oggi: alla Meta, dove altrimenti? L’anello che porta a questa vetta attraversa tre regioni e si rivela molto interessante per la varietà degli ambienti che si incontrano e per i continui cambi di vedute.
01-La piana di Campitelli01-La piana di Campitelli
02-La faggeta sopra il Piano delle Forme02-La faggeta sopra il Piano delle Forme
03-Il rifugio del CAI di Isernia03-Il rifugio del CAI di Isernia
04-Nella faggeta carsica della valle Pagana04-Nella faggeta carsica della valle Pagana
Da Alfedena abbiamo seguito la lunga rotabile asfaltata, invero un poco sconnessa, che sale alla località Campitelli (m 1420) dove si può parcheggiare presso l’edificio al termine della strada. La salita alla Meta può essere fatta attraverso due valli che vi convergono: noi le abbiamo percorse entrambe ottenendo un anello in senso orario. Dal parcheggio siamo tornati indietro per un centinaio di metri lungo la strada fino a trovare una labile pista inerbita che entra nel piano. Più avanti questa si palesa meglio portandosi allo spettacolare bosco soprastante dove si rinvengono i segnavia CAI.
05-Campi solcati all'interno della faggeta 05-Campi solcati all'interno della faggeta
06-Il paesaggio della alta valle Pagana06-Il paesaggio della alta valle Pagana
07-L'ambiente lungo la salita al passo dei Monaci07-L'ambiente lungo la salita al passo dei Monaci
08-Camosci appenninici presso il passo dei Monaci08-Camosci appenninici presso il passo dei Monaci
Oltrepassata questa piccola dorsale ci si affaccia sul Piano delle Forme, ma senza necessità di scendervi si inizia a traversare in quota sul fianco della conca. In questo modo inevitabilmente ci si innesta sul sentiero che sale dal fondovalle e che ora seguiremo fino al Passo dei Monaci. In pochi minuti raggiungiamo il piccolo rifugio Le Forme del CAI di Isernia (m 1410), presso la presa dell’acquedotto. Da qui inizia la risalita nel solco della Valle Pagana, caratterizzata da una bella faggeta rocciosa e, talora, caotica.
09-La conca dei Biscurri con i ruderi  della BlockHaus09-La conca dei Biscurri con i ruderi della BlockHaus
10-Le caratteristiche ondulazioni delle Mainarde10-Le caratteristiche ondulazioni delle Mainarde
11-Il crinale del monte Miele, confine tra Molise ed Abruzzo11-Il crinale del monte Miele, confine tra Molise ed Abruzzo
12-Il cratere sul crinale della Metuccia12-Il cratere sul crinale della Metuccia
Come accade solitamente da queste parti, l'uscita dal bosco avviene in modo improvviso ritrovandosi alla base delle pendici prative del monte Miele. Dopo un breve tratto orizzontale, il sentiero sale ad un ripiano disseminato di resti di recinzione: siamo ormai in vista aperta sulla parte alta della valle che culmina con il Passo dei Monaci. Sembra ancora lontano ma ci vorrà meno di un'ora per raggiungerlo. La salita avviene su una landa erbosa che progressivamente si arricchisce di pietre ed affioramenti rocciosi. Più in alto ci si destreggia attraversando un paio di labirinti pietrosi alternati a piccoli fazzoletti verdi fino a guadagnare l'ampia insellatura (m 1967). Il Passo dei Monaci è un importante crocevia di direzioni oltre che valico storico tra il Molise e il Lazio. Ci sono anche i camosci ma oggi sembra vogliano tenersi a distanza di sicurezza e così li possiamo osservare solo da lontano.
13-Dossi erbosi sul versante laziale della Meta13-Dossi erbosi sul versante laziale della Meta
14-In vetta alla Meta14-In vetta alla Meta
15-Lungo il crinale della Meta15-Lungo il crinale della Meta
16-La rocciosa cuspide sommitale della Meta16-La rocciosa cuspide sommitale della Meta
Oggi è sabato e incontriamo già qui diversi escursionisti: un gruppo sale verso il monte a Mare (oggi è zona di facili giochi di parole!). Noi svoltiamo invece a destra verso la (nostra) Meta, puntando ad un piccolo ripiano dove si ritrova una buona traccia. Con una diagonale dalla pendenza sostenuta, tra zolle erbose e roccette, arriviamo fin poco sotto la vetta che si raggiunge facilmente destreggiandosi tra le pietre. Dalla frequentata cima della Meta (m 2242) la vista è calamitata dalle caratteristiche ondulazioni delle Mainarde, una sorta di altopiano formato da dossi frantumati. Il tempo si è rimesso al bello e, prima di scendere, ci dilunghiamo sui facili balconi erbosi che si protendono verso nord per goderci ancora qualche minuto di un fantastico panorama che arriva fino al Tirreno con l'Isola di Ischia.
17-Panorama dalla Meta17-Panorama dalla Meta
18-In discesa verso passo dei Monaci18-In discesa verso passo dei Monaci
19-Discesa sui prati della Meta19-Discesa sui prati della Meta
20-La Meta dal passo dei Monaci20-La Meta dal passo dei Monaci
Per concludere l’anello, dal Passo dei Monaci scendiamo qualche metro nella conca dalla quale siamo saliti, ma alla biforcazione, lasciamo il sentiero che ci ha portati fino qui (M1) per imboccare il segnavia L1. Questo traversa il ghiaione per poi rimontare alla selletta che separa il monte Miele dalla Meta stessa (m 1960). Il sentiero si sposta ora sul versante sinistro del crinale calando moderatamente nella conca dei Biscurri, il grande altopiano pietroso compreso tra la Meta e il monte Tartaro. Più in basso si sfiorano i ruderi della Blockhaus (m 1775) della quale restano i muri perimetrali. Si tratta dei resti di un fortino borbonico eretto in altri tempi durante la lotta al banditismo. Oltre i resti di uno stazzo rientriamo, come sempre all’improvviso, nel bosco di faggio che ci accompagnerà lungamente fino a Campitelli. Scendendo di quota il sentiero si allarga e si fa meno pendente fino a trasformarsi in una pista che aggira una costa poco prima di raggiungere il punto di partenza.
21-Pendici del monte Miele dalla conca dei Biscurri21-Pendici del monte Miele dalla conca dei Biscurri
22-I resti della BlockHaus22-I resti della BlockHaus
23-La faggeta presso Campitelli23-La faggeta presso Campitelli
24-Verso i prati di Campitelli24-Verso i prati di Campitelli
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