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    Parco d'Abruzzo - Monte Marsicano dalla valle del Sangro
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giovedì 17 ottobre 2013

Monte Marsicano dalla valle del Sangro

Il primo giorno nel parco d'Abruzzo, Lazio e Molise ci spinge ad iniziare con il monte che ha preso il nome da questa terra: il Marsicano. Poco bosco oggi, ma tante visuali aperte in una giornata limpida e mite.
Raggiunta Villetta Barrea ci siamo diretti verso Opi lungo la SS Marsicana, seguendo il corso del fiume Sangro, fino ad individuare sulla destra il cartello del Parco che indica l’inizio del sentiero F10. Oltrepassata una recinzione, ha inizio un lungo traverso verso destra all'interno della boscaglia di fondovalle dove notiamo un gruppo di cervi. Sarà il primo di una lunga serie di avvistamenti.
01-Ultime presenze arboree alle pendici del monte Marsicano01-Ultime presenze arboree alle pendici del monte Marsicano
02-Lo stazzo di monte Forcone02-Lo stazzo di monte Forcone
03-Il borgo di Opi dalle pendici del Marsicano03-Il borgo di Opi dalle pendici del Marsicano
04-Il sentiero alle pendici del monte Forcone04-Il sentiero alle pendici del monte Forcone
Il sentiero interrompe la diagonale per iniziare a salire con una lunga serie di strette svolte dalla pendenza moderata. Dalle prime radure osserviamo di quanto ci siamo già alzati sul fondovalle poi il sentiero esce progressivamente su un versante più spoglio, arido ed erboso.
05-Il crinale del monte Forcone05-Il crinale del monte Forcone
06-Veduta sulla conca nord est del Marsicano06-Veduta sulla conca nord est del Marsicano
07-La cresta del Marsicano si dilunga verso nord07-La cresta del Marsicano si dilunga verso nord
08-Il profilo della Majella dal Marsicano08-Il profilo della Majella dal Marsicano
Grandi esemplari di carpino nero ci accompagnano durante la salita fino poco prima del ripiano di Pianezza, disseminato da pietre che danno l'idea di essere antiche recinzioni rovinate. Più in alto, sulle pendici sotto la cresta, Ivo mi fa notare alcuni gruppi di camosci e di cervi. Non male come primo giorno: l'ente Parco si è dato da fare per noi!
09-Vegetazione discontinua nella conca sottostante la vetta del Marsicano09-Vegetazione discontinua nella conca sottostante la vetta del Marsicano
10-Il paese di Opi dal Marsicano10-Il paese di Opi dal Marsicano
11-In cima al monte Marsicano11-In cima al monte Marsicano
Stamane siamo partiti col bel tempo ma a fondovalle il termometro segnava 2,5 gradi. Con la quota e la favorevole esposizione, la temperatura è diventata mite, e oltre alle mie mani, lo testimoniano anche cavallette e farfalle che sono entrate in piena attività. Da Pianezza il sentiero inverte la direzione piegando a sinistra per puntare direttamente verso le pendici del monte Forcone. Oltrepassati gli ultimi esemplari isolati di carpino, ci si ritrova su una landa pietrosa disseminata di alti verbaschi e di calcatreppola ametistina. La pendenza si fa più marcata mentre il sentiero piega progressivamente a sinistra, tagliando il pendio in diagonale verso una evidente costa. E' su questa che si trova lo stazzo di monte Forcone che vediamo solo all’ultimo momento (stazzo ha qui il significato di ricovero per pastori). Dal piccolo edificio in muratura la traccia si fa meno marcata ma basta seguire la linea indicata da alcuni paletti salendo ripidamente a monte dello stazzo. Presso un evidente ometto, il sentiero inizia a tagliare in diagonale, su terreno pietroso, tutto il fianco del monte Forcone. Alla metà di un ottobre mite, tra i bassi ginepri si scorge ancora qualche genzianella sfrangiata e le ultime carline. In alto sulla cresta notiamo le inconfondibili sagome di alcuni cervi maschi con il loro corteggio di femmine al seguito.
12-La vetta del monte Marsicano12-La vetta del monte Marsicano
13-Il lungo crinale settentrionale del monte Marsicano13-Il lungo crinale settentrionale del monte Marsicano
14-La valle del Sangro con Pescasseroli14-La valle del Sangro con Pescasseroli
15-Camoscio appenninico alle pendici del monte Marsicano15-Camoscio appenninico alle pendici del monte Marsicano
Ad un paletto il sentiero traversa portandosi presso un poggio dove la salita riprende decisa. La cima del Marsicano non è quella indicata dalla visibile croce, ma è un poco più alta e spostata sulla destra. I segnavia ci portano infine ad un ripiano poco sotto la vetta che possiamo raggiungere direttamente o seguendo la facile cresta. La cima del Marsicano (m 2245, ometto e piccola croce) offre un panorama eccezionale sulla alta val di Sangro: la visuale è per noi assolutamente nuova, ma riusciamo comunque a identificare il Gran Sasso, la Majella e molte delle cime che andremo a visitare nei prossimi giorni. Ben visibili sono anche Pescasseroli e Opi, piccolo borgo edificato su una stretta costa. Subito dopo avere iniziato la discesa, un camoscio ci da il benvenuto osservandoci dai dirupi settentrionali. E' molto vicino e, per nulla intimorito, si lascia fotografare facilmente.
16-Le pendici erbose poco sotto la vetta del monte Marsicano16-Le pendici erbose poco sotto la vetta del monte Marsicano
17-Il lago di Barrea dallo stazzo di monte Forcone17-Il lago di Barrea dallo stazzo di monte Forcone
18-Barrea sul lago  omonimo18-Barrea sul lago omonimo
19-Il lago di Barrea durante la discesa19-Il lago di Barrea durante la discesa
20-Luminosa faggeta autunnale all'inizio del sentiero20-Luminosa faggeta autunnale all'inizio del sentiero
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