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    Elba - La Tavola da Marciana
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sabato 4 maggio 2013

La Tavola da Marciana

L'anello con il quale iniziamo la nostra visita all'isola d'Elba ha inizio dal paese di Marciana (la cittadina medievale, non Marciana Marina che si trova invece sulla costa). Seguendo le indicazioni per il Santuario alla Madonna del Monte, troviamo da parcheggiare accanto alla fortezza Pisana. La fortificazione è stata eretta dai Pisani nel XII secolo a difesa dalle incursioni saracene. Ora è luogo per incontri culturali.
01-Ancona votiva sul percorso per il Santuario della Madonna del Monte01-Ancona votiva sul percorso per il Santuario della Madonna del Monte
02-Nella pineta lungo il sentiero per il Santuario della Madonna del Monte02-Nella pineta lungo il sentiero per il Santuario della Madonna del Monte
03-Il panoramico crinale presso il Santuario della Madonna del Monte03-Il panoramico crinale presso il Santuario della Madonna del Monte
Una larga mulattiera lastricata sale con il segnavia n.3, costeggiando una recinzione e oltrepassando alcuni grandi castagni. Si arriva ad una prima piazzola attrezzata come punto di sosta, disposta in un piccolo ripiano ad un crocevia di direzioni. Noi proseguiamo sul sentiero principale, lasciando a sinistra il segnavia 6. Il percorso fino al Santuario è scandito dalla presenza delle piccole cappelle votive della via Crucis, decorate con opere di artisti contemporanei diversi. L'ampio tracciato sul quale ci muoviamo è ancora immerso nella vegetazione arborea e si diffondono nell’aria calda aromi di piante e fiori.
04-Un castagno sorveglia il Santuario dela Madonna del Monte04-Un castagno sorveglia il Santuario dela Madonna del Monte
05-Particolare di tronco di castagno presso il Santuario della Madonna del Monte05-Particolare di tronco di castagno presso il Santuario della Madonna del Monte
06-Particolare della fonte presso il Santuario della Madonna del Monte06-Particolare della fonte presso il Santuario della Madonna del Monte
A tratti, sul crinale di destra, possiamo scorgere una roccia dalle sembianze di un’aquila. Dopo la XIII stazione si giunge all’eremo col Santuario alla Madonna, sorvegliato da quattro castagni vecchissimi e dal tronco contorto. Una targa ricorda che nel 1814 il luogo fu abitato per alcuni mesi a Napoleone. C’è pure una fonte d’acqua. Si continua su sentiero fino ad una costa dalla quale si può deviare a destra per visitare alcuni dei Mostri di Pietra: forme modellate sul granito dall'azione di vento, acqua e salsedine. Mantenendosi sul segnavia n.3 si prosegue l’aggiramento del monte Giove, all’interno della bellissima macchia mediterranea che sprigiona un intenso profumo di elicriso. Qui all'isola d'Elba dicono che venga usato per la produzione di curry; a noi il suo profumo ricorda soprattutto quello della liquirizia. Tra le splendide fioriture di maggio arriviamo così al ripiano di Serraventosa contraddistinto da una macchia di pini e punto attrezzato di sosta.
07-Un Mostro di Pietra poco dopo il Santuario della Madonna del Monte07-Un Mostro di Pietra poco dopo il Santuario della Madonna del Monte
08-Vista su Sant'Andrea08-Vista su Sant'Andrea
09-Lungo il sentiero n. 3 nel versante occidentale09-Lungo il sentiero n. 3 nel versante occidentale
Dal crocevia di direzioni ci si mantiene sempre sul segnavia n.3 che ora attraversa un tunnel di arbusti, soprattutto eriche: un percorso veramente piacevole e spesso ombreggiato. In breve il sentiero prende a scendere moderatamente andando ad intersecare le sorgenti del Bollero (m 560), un piccolo rio che scorre tra i castagni. Dopo aver intersecato altri rii in falsopiano, il sentiero riprende quota in diagonale percorrendo un versante ricoperto da una boscaglia di arbusti fitti e contorti.
10-Lungo la mulattiera lastricata che percorre il versante occidentale10-Lungo la mulattiera lastricata che percorre il versante occidentale
11-Una roccia modellata dal tempo (a sinistra)11-Una roccia modellata dal tempo (a sinistra)
12-Escursionisti nel tratto di sentiero sopra Chiessi12-Escursionisti nel tratto di sentiero sopra Chiessi
13-Fioriture di lavanda13-Fioriture di lavanda
Al successivo costone, denominato il Troppolo (m 748), lasciamo a destra il sentiero che prosegue verso la località Semaforo per tenere la direzione verso Pomonte. Oltrepassato lo spigolo, si comincia a vedere il versante sud dell’isola mentre in lontananza si delineano i profili di Pianosa e, più a sinistra, Montecristo. Su queste pendici assolate la temperatura è salita rispetto a prima ed anche l'unica comitiva che incontriamo sale accaldata tra i cisti e le lavande. Attraversata anche una pietraia, in bella vista sul mare, si arriva al bivio dal quale si inizia a chiudere il nostro anello (m 576).
14-Il sentiero si alza tra le eriche verso La Tavola14-Il sentiero si alza tra le eriche verso La Tavola
15-In salita verso La Tavola15-In salita verso La Tavola
16-Urlo pietrificato16-Urlo pietrificato
17-Sosta in località La Tavola17-Sosta in località La Tavola
Lasciato definitivamente il segnavia n.3 imbocchiamo a sinistra il n.10 che in un'oretta circa ci condurrà sul punto più alto della giornata. Dopo tanto piacevole traverso, il cambio di pendenza è un poco brusco ma sarà l’unico tratto ripido dell’intera escursione. Più in alto la pendenza si addolcisce e con una lunga diagonale verso destra, il sentiero arriva ad una insellatura poco distante dal monte La Tavola (m 936 m). Qui incontriamo anche il sentiero 00 del crinale che si allontana a destra verso la cima del monte Capanne, sormontata dai suoi antennoni. Sull'altro versante ricompare invece il paese di Marciana che non sembra molto distante. Divertente la salita alla quota vicina del monte Di Cote, grosso cumulo di macigni che si raggiunge superando qualche facile gradino roccioso.
18-Massi di granito in bilico18-Massi di granito in bilico
19-Viola in fiore presso La Tavola19-Viola in fiore presso La Tavola
20-Erica in fiore con il monte Giove sullo sfondo20-Erica in fiore con il monte Giove sullo sfondo
Dalla forcella si scende a larghe svolte nel pendio sottostante, invaso dalle eriche. Il sentiero poi attraversa una grande pietraia per portarsi ad una insellatura poco sotto una piccola quota costituita da grossi pietroni in equilibrio apparentemente precario. Tenendosi ora sul fianco destro si incontra ancora qualche piccolo saliscendi poi, tralasciata la deviazione per il monte Giove (n. 28), si assecondando ancora lungamente le pieghe del monte per rientrare infine nella pineta. Ad un bivio poco sopra Marciana, ci siamo tenuti a destra sulla pista sterrata che arriva direttamente alla fortezza Pisana.
21-In discesa verso Marciana21-In discesa verso Marciana
22-Massi in bilico sulle pendici sud del monte Giove22-Massi in bilico sulle pendici sud del monte Giove
23-Marciana dal sentiero di discesa da La Tavola 23-Marciana dal sentiero di discesa da La Tavola
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