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    Sassolungo e Sella - Altopiano delle Mesules
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giovedì 10 settembre 2009

Altopiano delle Mesules da passo Gardena

Le cime del gruppo del Sella sono avvicinabili da tanti lati, con sentieri o alzandosi drasticamente di quota in funivia. Quella di oggi è una ascesa che parte dal lato nord del Sella, versante passo Gardena. Dal passo a m. 2121 un sentiero sale verso le bastionate del Sella per poi piegare a sinistra avvicinandosi all'imbocco della angusta Val Setus.
01-Passo Gardena e i Cir01-Passo Gardena e i Cir
02-All'imbocco della Val Setus02-All'imbocco della Val Setus
03-L'angusto canalone della Val Setus03-L'angusto canalone della Val Setus
04-Ghiaie nella parte alta della Val Setus04-Ghiaie nella parte alta della Val Setus
Più che una valle si tratta di un canalone detritico e incassato tra alte pareti dove l'ombra, specie in autunno, permane a lungo, e con essa anche i piccoli nevai residui. La pendenza è decisa, mitigata in parte dai tornanti che rendono meno faticosa la rimonta delle ghiaie. Scordiamoci, per ora, il panorama: saremo ben ricompensati dopo. Verso l'alto la valle si restringe ancora e il sentiero si accosta ad una fascia di roccette appoggiate ed articolate che si superano con l'aiuto di qualche cavo. Vista l'affluenza e la frequentazione del sentiero, per evitare "ingorghi" sono stati predisposti addirittura due percorsi, uno per chi sale e l'altro per chi scende. A settembre fortunatamente tali problemi non si pongono e possiamo raggiungere agevolmente lo sbocco del vallone. Siamo ormai prossimi al Rifugio Cavazza (m 2535) con il bel lago alpino Pisciadù. Oltrepassato il rifugio, contorniamo lo specchio d'acqua sul suo lato sinistro, proseguendo lungo il segnavia 666 che passa sotto le pareti della Cima Pisciadù.
05-Il Lech de Pisciadù05-Il Lech de Pisciadù
06-Il Lech de Pisciadù e il Sass da Lech06-Il Lech de Pisciadù e il Sass da Lech
07-La Cima Pisciadù07-La Cima Pisciadù
08-La rampa inclinata che da' accesso alla Cima Pisciadù 08-La rampa inclinata che da' accesso alla Cima Pisciadù
Superato un breve tratto attrezzato si giunge al punto dove si stacca a sinistra la traccia che conduce in vetta al Pisciadù. Oggi però siamo diretti all'altopiano delle Mesules e ignoriamo il bivio per proseguire in salita sul sentiero principale. In breve si giunge sull'orlo del grande tavolato, poco distanti dalla vetta del Sas de Mesdì che dal nostro lato mostra un pendio appena accennato, mentre dal versante est sprofonda nella Val Mesdì. Al successivo bivio giriamo a destra sul 649, diretti alla Sella del Pisciadù. Praticamente in quota, girovagando in questo ambiente lunare, arriviamo alla Sella. E' ancora presto e decidiamo di proseguire verso l'orlo occidentale del Sella, incontrando dapprima la forcella dai Ciamorces e, poco dopo, il Piz Rotic (m 2973).
09-L'ambiente lunare dell'altopiano delle Mesules09-L'ambiente lunare dell'altopiano delle Mesules
10-Piccolo specchio d'acqua sull'altopiano delle Mesules10-Piccolo specchio d'acqua sull'altopiano delle Mesules
11-La Val Ciadin11-La Val Ciadin
12-Le Odle dal Piz Rotic12-Le Odle dal Piz Rotic
Sulla panoramica cima, la prima di una lunga sequenza che termina col Piz Selva, ci concediamo una sosta, in verità breve in quanto il tempo è in movimento. Anni fa mi è capitato di essere sul Sella con il tempo in marcato peggioramento. Il temporale mi ha raggiunto nei pressi del rifugio Cavazza con pioggia e grandine che hanno fatto abbassare parecchio la temperatura. Ammassati sotto la tettoia del rifugio assieme a decine e decine di escursionisti abbiamo aspettato che spiovesse per scendere in val Setus, dove si sono create ben presto "code" nei punti più delicati. Solo alla sera ho appreso che in giornata il fulmine aveva fatto una vittima.
13-Pinnacoli sul bordo del Piz Rotic13-Pinnacoli sul bordo del Piz Rotic
14-La caratteristica piramide del Piz Boè14-La caratteristica piramide del Piz Boè
Memori di ciò, con una certa fretta ci riportiamo alla sella del Pisciadù dove ci sarebbe la possibilità di scendere direttamente nel vallone verso il rifugio. La discesa sulle ghiaie sottostanti non è però delle più semplici: ci attende infatti un punto attrezzato piuttosto verticale ed aereo. Non è il caso di tornare indietro e con attenzione superiamo anche questa difficoltà. Raggiunto terreno più agevole si cala sulle ghiaie fino al rifugio Cavazza senza ulteriori sorprese. Non piove è così anche la val Setus appare un po' meno tetra mentre franiamo verso fondovalle.
15-Le Odle viste dal Piz Rotic15-Le Odle viste dal Piz Rotic
16-ll gruppo del Sasso della Croce16-ll gruppo del Sasso della Croce
17-In discesa nel Valun del Pisciadù17-In discesa nel Valun del Pisciadù
18-Il Lech de Pisciadù18-Il Lech de Pisciadù
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