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    Puez Odle - Traversata del Sassongher
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martedì 8 settembre 2009
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Traversata del Sassongher da Colfosco a La Villa

Oggi decidiamo di sfruttare i servizi di linea per compiere una ulteriore traversata. Ormai ci siamo abituati bene e le cerchiamo tutte pur di arrivare a casa a piedi e così, da La Villa, saliamo sull'autobus diretto a Passo Gardena. Senza però arrivarci, scendiamo a Colfosco portandoci a destra verso le case alte del paese. Oltrepassati gli ultimi masi, per evitare la noiosa pista, imbocchiamo il comodo sentiero che sale a svolte verso il Col Pradat. Al rifugio (m 2038) mi servono un bicchiere di te freddo di dimensioni esagerate del quale comunque faccio tesoro come i cammelli.
01-Il Sella visto dal versante di Colfosco01-Il Sella visto dal versante di Colfosco
02-Cengia lungo il sentiero per forcella Sassongher02-Cengia lungo il sentiero per forcella Sassongher
03-Sul sentiero per forcella Sassongher03-Sul sentiero per forcella Sassongher
04-Il Sass Ciampac e il gruppo del Sella04-Il Sass Ciampac e il gruppo del Sella
Da qui scendiamo per pochi metri lungo la pista innestandoci poi sulla scorciatoia che ci collegherà direttamente ai sentieri n. 4 e 7. Dopo avere contornato quasi in falsopiano le pendici del Sassongher, tra mughi e lingue detritiche, ci ricongiungiamo con il sentiero n.4 nei pressi di una cappella (m 2056). Pochi metri dopo si stacca a destra il segnavia n.7 che ci porterà a forcella Sassongher. La salita si svolge ora su spettacolari cenge rocciose e successivamente su un inclinato pendio detritico. Si giunge così all'intaglio a quota 2435, affacciato sulla Val de Juel.
05-Para dai Giai e la Val de Juel05-Para dai Giai e la Val de Juel
06-Panorama dalla vetta del Sassongher06-Panorama dalla vetta del Sassongher
07-Le Odle dalla cima del Sassongher07-Le Odle dalla cima del Sassongher
08-Il Rifugio Gardenaccia08-Il Rifugio Gardenaccia
Ai fini della traversata odierna, l'ascesa alla cima è facoltativa, ma è da parecchi anni che non ci rechiamo sulla montagna simbolo di Corvara e decidiamo di salirci. Si tratta di superare un tratto di roccette articolate che è stato attrezzato con cavo. Poi tramite un aereo sentierino si perviene alla cima, in compagnia dei numerosi gracchi che la frequentano (m 2665).
09-Le Odle da forcella Sassongher09-Le Odle da forcella Sassongher
10-Panorama da forcella Sassongher10-Panorama da forcella Sassongher
11-In discesa dal Sassongher11-In discesa dal Sassongher
12-La Val de Juel12-La Val de Juel
Ridiscesi alla forcella, caliamo nell'opposto versante facendo attenzione, poco dopo, ad imboccare il segnavia n.5, che traversa con percorso panoramico la base delle pareti che scendono dalla Gardenaccia. Anche la roccia alla fine si esaurisce e su pendio prativo arriviamo al rifugio Gardenaccia (m 2050). Il rientro a la Villa è ormai ben noto.
13-In traverso sotto le bastionate della Gardenaccia13-In traverso sotto le bastionate della Gardenaccia
14-Parete aggettante lungo sul sentiero per il Rifugio Gardenaccia14-Parete aggettante lungo sul sentiero per il Rifugio Gardenaccia
Commenti
  • 20/08/2016 Salito ieri sul Sassongher e sul Sass Ciampac in una giornata così così, con il cielo che alternava aperture e chiusure. Panorama a sprazzi dalla cima del Sassongher, per fortuna poco affollata. Sceso dal Sassongher, mi sono diretto, seguendo la fiumana umana, alla forcella Ciampei, e da lì ho fatto l'anello in senso orario dell'altipiano de Crespeina, passando anche per la non impressionante cima del Sass Ciampac (2672m), arrivando fino alla forcella de Crespeina e poi tornando alla forcella Ciampei per l'altavia n.2. L'altipiano è un ambiente davvero particolare, non affollato e impreziosito dal Lech de Crespeina e dalla vista a est sulla Gherdenacia con il Col de la Soné che emerge come un atollo sabbioso. Inevitabile folla agostana al rientro al parcheggio presso la funivia del Col Pradat. Mauro.
  • 30/08/2014 23 agosto, nebbia bagnata dalle 9 mentre saliamo pensando a cosa ci aspetta..Null’altro che una coppia di giovani escursionisti, zainetto, ombrellino lei, scarpe da corsa, li “lasciamo” passare e intanto si mette a piovere sul serio ma si va senza problemi fino alla stretta e sabbiosa forcella Sassongher. Zaini si o zaini no? Si decide di salire senza fardelli, andare con scarsissima visibilità mi fa decidere di rimanere a far la guardia agli zaini e a raffreddarmi (anche perché solo un paio di giorni prima un escursionista è precipitato dal tratto attrezzato più su). Intanto già scendono i due veloci ragazzi, nessun problema mi dicono, solo che sulla cima sta iniziando a nevicare. I miei compagni scendono bagnatissimi ma contenti, rammaricati dell’assenza di panorama e via per la lunga discesa verso La Villa. Gran via vai di salamandre alpine, ci fermiamo un attimo al riparo in un anfratto e poi di nuovo veloci verso il rifugio Gardenacia, caldo e affollato, la signora si è oramai abituata a vederci grondanti di pioggia. Thè e una fetta di torta dovrebbero rimettere in ordine gli umori e intanto ci si muove per arrivare a La Villa.
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