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    Cengia Martini e Galleria del Lagazuoi da passo Falzarego
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lunedì 7 settembre 2009

Cengia Martini e Galleria del Lagazuoi da passo Falzarego

La zona di passo Falzarego fu, durante la Grande Guerra, terra di confine tra i due schieramenti che qui si fronteggiavano a poca distanza. Gli italiani si attestavano sulle 5 torri e sull'Averau mentre gli austriaci occupavano la cima del Piccolo Lagazuoi e il Sas da Stria. In seguito ad una ardita azione del maggiore Ettore Martini, i nostri riuscirono a conquistare e ad attestarsi, nell'ottobre del 1915, su una cengia che corre sulla parete meridionale del Piccolo Lagazuoi. Una posizione privilegiata che consentiva di controllare tutti i movimenti del passo. Gli austriaci le provarono tutte per scalzare i nemici dalla cengia che nel frattempo era diventata una fortezza con tanto di cucine e posto di medicazione. Falliti tutti i tentativi si passò alle mine: quattro furono quelle lanciate verso la cengia dagli austriaci. I nostri invece, nel tentativo di conquistare il Piccolo Lagazuoi, costruirono una lunga galleria nella montagna per portare ingenti quantità di esplosivo sotto l'anticima del monte che venne fatta letteralmente saltare in aria nel giugno del 1917.
01-Il sentiero che conduce all'imbocco della galleria del Lagazuoi01-Il sentiero che conduce all'imbocco della galleria del Lagazuoi
02-Ingresso in galleria 02-Ingresso in galleria
03-Il primo tratto della cengia Martini 03-Il primo tratto della cengia Martini
Sia la galleria che la cengia che oggi porta il nome del maggiore Martini sono visitabili salendo dal passo Falzarego o scendendo dal rifugio Lagazuoi dopo essere saliti con la funivia. Il percorso presenta diversi punti attrezzati con passamani ma è semplice e molto frequentato. Indispensabili invece si rivelano il caschetto e la torcia. Dal passo Falzarego (m 2105) imbocchiamo il frequentato segnavia 402 abbandonandolo più in alto per tenersi a sinistra verso la galleria. Conviene visitare inizialmente la cengia che con percorso spettacolare, tra resti di postazioni e passaggi in galleria, ci porterà fino alla ricostruita baracca ufficiali.
04-Riparo lungo la cengia Martini04-Riparo lungo la cengia Martini
05-Lungo la cengia Martini05-Lungo la cengia Martini
06-Pareti aggettanti lungo la cengia Martini06-Pareti aggettanti lungo la cengia Martini
07-Resti di postazioni lungo la cengia Martini 07-Resti di postazioni lungo la cengia Martini
Dopo essere ritornati sui propri passi possiamo imboccare la galleria. Al buio, facendosi guidare dal cavo passamano, si sale lungamente questo cunicolo elicoidale, spesso scivoloso e con poche finestre. Se soffrite di claustrofobia, se l'aria chiusa vi fa venir il mal di testa, se amate spaziare con lo sguardo sul panorama, questo itinerario non fa per voi. Ma è una esperienza che va provata. Di tanto in tanto incontriamo persone che scendono e bisogna ricavare lo spazio per il transito tra le umide rocce su cui ci si muove.
08-Finestroni artificiali aperti sul passo Falzarego 08-Finestroni artificiali aperti sul passo Falzarego
09-Baraccamenti ricostruiti lungo la cengia Martini 09-Baraccamenti ricostruiti lungo la cengia Martini
10-I ripari della cengia Martini10-I ripari della cengia Martini
11-Ricostruzione di postazione con mitragliatrice pesso l'uscita della galleria de Lagazuoi11-Ricostruzione di postazione con mitragliatrice pesso l'uscita della galleria de Lagazuoi
12-All'uscita dalla galleria del Lagazuoi12-All'uscita dalla galleria del Lagazuoi
Usciamo (finalmente per me) a riveder le stelle in una bella giornata di sole poco sotto il rifugio Lagazuoi nel punto dove ci dovrebbe essere il cratere lasciato dall'esplosione della mina sotto quella che era l'antecima. Decidiamo di evitare la cima del Lagazuoi, sempre così affollata, che comunque conosciamo già. Optiamo invece per scendere lungo il comodo sentiero di accesso al rifugio.
13-Forcella Lagazuoi e Tofane13-Forcella Lagazuoi e Tofane
14-Il sentiero verso il rifugio Lagazuoi14-Il sentiero verso il rifugio Lagazuoi
15-Postazioni presso il rifugio Lagazuoi15-Postazioni presso il rifugio Lagazuoi
16-Forcella Lagazuoi16-Forcella Lagazuoi
Cartelli espicativi illustrano la storia dei resti di postazioni che si incontrano fino alla sottostante forcella Lagazuoi (m 2573). Al crocevia di sentieri in forcella, proseguiamo sul 401 per arrivare a forcella Travenanzes (m 2507). Decidiamo di fare una piccola deviazione per passeggiare sulla cima vicina, la Zima de Fouzargo, piatta ed estesa (m 2563). Una semplice croce di legno avvolta da filo spinato testimonia la passata attività bellica.
17-Caratteristici affioramenti rossastri sulla Zima de Fouzargo17-Caratteristici affioramenti rossastri sulla Zima de Fouzargo
18-Croce di vetta alla Zima de Fouzargo18-Croce di vetta alla Zima de Fouzargo
19-La Tofana di Rozes19-La Tofana di Rozes
20-Lastoi de Formin e Pelmo sullo sfondo20-Lastoi de Formin e Pelmo sullo sfondo
Quello che colpisce sono gli affioramenti colorati di terra rossastra che conferiscono un aspetto particolare al paesaggio intorno, di chiara dolomia. Cercando bene, è ancora possibile trovare resti in ferro, o pezzi di suole del secolo scorso. Rientrati a Forcella Travenanzes scendiamo lungo il 402 al passo Falzarego.
21-Le Cinque Torri21-Le Cinque Torri
22-In discesa verso il passo Falzarego22-In discesa verso il passo Falzarego

La Carta è la TABACCO 07
Commenti
  • 14/08/2016 Fatto ieri l'escursione ad anello da mezza giornata. Salita dal passo Falzarego, con deviazione per visitare l'interessante cengia Martini e poi l'interminabile e claustrofobica galleria che porta sotto l'antecima. Consumazione della colazione sull'affollatissima cima e poi lenta discesa lungo l'interessante sentiero dei Kaiserjäger con ritorno al passo Falzarego. Da evitare nei giorni vicino a ferragosto, auto parcheggiate nei posti più incredibili vicino ai passi del Falzarego e di Valparola. Mauro.
  • 01/10/2014 Con la mia socia di escursioni decidiamo di regalarci nuovamente qualche giorno con gli scarponi ai piedi da mattino presto a sera. Il giorno dell’arrivo optiamo per questo bel giro, non particolarmente lungo ma umanamente ricco. Per evitarci la fatica di salire la galleria partiamo dal passo Falzarego e su sentiero arriviamo al Forte 3 Sassi a Valparola e seguendo le indicazioni del sentiero Kaiserjager, che lungo tratti attrezzati, un ponte tibetano ricostruito permette di visitare caverne in cui è stata ricostruita la cucina e il dormitorio dei soldati. Con percorso tortuoso e faticoso arriviamo alla piatta cima del Piccolo Lagazuoi, vento freddo e numerosi escursionisti pronti per la foto, panorama grandioso grazie al cielo limpido come non mai. Sosta obbligatoria al rifugio e poi discesa lungo la galleria di guerra, bella lunga, ma si scende senza difficoltà, solo un po’ di attenzione alla zona più bassa, scivolosa. All’uscita proseguiamo lungo la cengia Martini, percorso spettacolare, cengia affollatissima, anche una chiassosa scolaresca austriaca con la loro insegnante ed è necessaria prudenza per superare i tratti più esili. Rientro al passo di falzarego lungo i sassosi zig zag del sentiero 402
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