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    Puez Odle - Cima Ciampani
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domenica 6 settembre 2009
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Cima Ciampani da La Villa

La settimana della nostra permanenza autunnale a la Villa si apre con una giornata splendida. Per iniziare saliremo al rifugio Gardenaccia e quindi alla Cima Ciampanì, punta settentrionale dell'altopiano del Puez. Ci siamo già passati in occasione della traversata del Puez ma oggi proveremo a scendere sulle pendici orientali seguendo un percorso anulare. Partenza e arrivo coincidono con le case alte di La Villa dove soggiorniamo e così possiamo uscire di casa con gli scarponi ai piedi, privilegio che non capita spesso.
01-Lungo la valletta incassata del sentiero 1101-Lungo la valletta incassata del sentiero 11
02-Potentilla nitida sulla Gardenaccia02-Potentilla nitida sulla Gardenaccia
03-Le Odle da Cima Ciampani03-Le Odle da Cima Ciampani
Più che un anello l'escursione disegna una sorta di "otto" con fulcro centrale puntato sul rifugio Gardenaccia che oggi al pomeriggio ospita una banda musicale in costume. La ottima segnaletica locale ci guida velocemente verso il segnavia n.11 che risale il pendio che porta allo zoccolo roccioso soprastante. Si tratta poi di rimontare un canalino incassato che ha il suo sbocco in prossimità del rifugio, a 2050 metri di quota, al centro di un bel pianoro erboso.
04-Il tavolato sommitale04-Il tavolato sommitale
05-Le imponenti pareti del Sasso della Croce05-Le imponenti pareti del Sasso della Croce
06-Profonda spaccatura presso la cima Ciampani06-Profonda spaccatura presso la cima Ciampani
07-Panorama verso il Setsass e le Tofane07-Panorama verso il Setsass e le Tofane
Al crocevia di sentieri presso il rifugio ci teniamo ancora aul segnavia n.11. Tralasciati poi a sinistra il n.5 e il n.15 ci immettiamo nel solco di una valletta rocciosa incassata. Agli inizi di settembre le brevi fioriture estive purtroppo volgono quasi al termine ma alcuni cuscinetti di potentilla e le ultime sassifraghe ancora resistono ai lati del sentiero. Più in alto il panorama si apre e la vista inizia a spaziare sull'altopiano roccioso e quasi lunare della Gardenaccia. Al bivio più sopra ci troviamo praticamente già in cima alla vetta del Ciampanì a 2668 m di quota. La posizione favorevole e l'aria limpidissima ci aprono un panorama eccezionale sulle Odle e, più in generale, su tutto questo settore dolomitico.
08-In discesa dall'altopiano della Gardenaccia08-In discesa dall'altopiano della Gardenaccia
09-Il Col Toronn09-Il Col Toronn
10-Le praterie alpine si sostituiscono alle rocce10-Le praterie alpine si sostituiscono alle rocce
11-La visuale si apre sull'alta Val Badia11-La visuale si apre sull'alta Val Badia
Per la discesa seguiremo le indicazioni del segnavia n.1, passando così per le ondulazioni più orientali del gruppo. Il primo tratto di discesa ci porta nei pressi del Col Toronn (uno dei tanti con questo nome) ancora sul bordo affacciato a precipizio sul vallone di malga Antersas. Seguendo una serie di gradoni tra praterie e conche detritiche si arriva a quota 2250 circa, dove lasciamo il segnavia n.1 per imboccare a destra il sentiero 1a. Su terreno via via più verde ci si orienta decisamente verso sud arrivando in breve di nuovo al rifugio Gardenaccia dal quale giungono echi di musica. Per il rientro a La Villa scegliamo ora il segnavia n.5 che, con percorso simile e speculare al n.11, ci riporta a casa passando per la stazione superiore della seggiovia.
12-In discesa verso il rifugio Gardenaccia12-In discesa verso il rifugio Gardenaccia
13-Le vaste praterie alpine ai piedi del Col Toronn13-Le vaste praterie alpine ai piedi del Col Toronn
14-La Varella e il Piz Conturines14-La Varella e il Piz Conturines
Commenti
  • 27/08/2014 Percorso qualche giorno fa, percorso ad anello con arrivo e partenza da La Villa, inizialmente senza pioggia ma sull'altopiano della Gherdenacia vento freddo e neve fresca sulle cime circostanti. E' un bellissimo percorso per chi ama camminare nel nulla, qualche pecora stupita e null'altro fino al rifugio Puez. Lì folla chiassosa e variegata (facile salita da Colfosco), noi proseguiamo su quel tavolato bianco dalle cui fenditure ogni tanto sbucano cuscinetti di potentilla rosea, su un fazzoletto verde persino due funghi e arriviamo all'ometto con sbilenca "croce" in legno del Ciampanì, per fortuna oggi non piove è possiamo godere di un buon panorama.Per il rifugio Gardenacia manca ancora un'ora e lì non ci facciamo mancare un thè caldo e lo strudel con crema alla vaniglia, il cagnetto nero e bianco adesso ci abbaia, poco più di un'ora ancora per ritrovarci a La Villa; nei pressi del parcheggio provvidenziale fontana per ripulire alla meglio gli scarponi.
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