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    La Palma - Volcan Teneguia e volcan San Antonio
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domenica 13 gennaio 2013
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Volcan Teneguia e volcan San Antonio

Dopo l’imbarco sull’aereo che da Venezia ci avrebbe portati a Madrid, il ghiaccio ci ha bloccati sulla pista per 2 ore. A queste si sono sommate le due ore e mezza di volo: un tempo enorme per un bambino di poco più di un anno. Seduto nello stretto loculo dei sedili dietro di me, sorretto dalla pazienza dei genitori, ha passato il tempo a lamentarsi (giustamente) e a scalciare.
01-La cresta del volcan san Antonio - Vulcano San Antonio e Teneguia01-La cresta del volcan san Antonio - Vulcano San Antonio e Teneguia
La giornata si è rivelata poi lunghissima tra un’attesa e i successivi voli con il piccolo Martìn sempre in prima linea a correre nei corridoi degli aereoporti. Solo alle 21, giunti a La Palma, lo abbiamo visto ciondolare assonnato con occhi assenti ma non ancora domo.
02-Pino canario sulla roccia vulcanica - Vulcano San Antonio e Teneguia02-Pino canario sulla roccia vulcanica - Vulcano San Antonio e Teneguia
Oggi desideriamo visitare i vulcani più recenti, nella punta sud dell’isola. La Palma è nata per l’azione dei vulcani e anche la recente eruzione negli anni 70 ha leggermente aumentato la sua superficie.
03-Il cratere del volcan San Antonio - Vulcano San Antonio e Teneguia03-Il cratere del volcan San Antonio - Vulcano San Antonio e Teneguia
Fuerteventura è l’isola più antica delle Canarie, si parla addirittura di 20 milioni di anni fa. La Palma e El Hierro, invece, sono le isole più giovani dell'arcipelago. Qui a La Palma la catena montuosa Cumbre Vieja si allunga dal rifugio del Pilar fino alla punta di Fuencaliente (Los Canarios) ed è costituita da una successione di 120 coni vulcanici. La Ruta de los Vulcanes è un itinerario escursionistico che la attraversa tutta. L’abbiamo percorsa per un tratto dal rifugio del Pilar alla Deseada qualche giorno fa; oggi visiteremo gli altri vulcani della zona. Le eruzioni in questo settore ebbero luogo nel 1949 e più recentemente nel 1971.
04-I pini canari colonizzano l'interno del cratere - Vulcano San Antonio e Teneguia04-I pini canari colonizzano l'interno del cratere - Vulcano San Antonio e Teneguia
05-La colata di lava lambisce il mare - Vulcano San Antonio e Teneguia05-La colata di lava lambisce il mare - Vulcano San Antonio e Teneguia
Da Fuencaliente si raggiunge il Centro visite (m 630) del Volcan San Antonio. All’interno siamo accolti da una gentile operatrice. E' possibile osservare cartelli illustrativi sulla storia vulcanica delle Canarie e vedere proiettato un interessante filmato in italiano. Una coppia di italiani (sono gli unici che abbiamo incontrato in tutta la permanenza a La Palma) viene attratta dall'audio nella nostra lingua e corre a salutarci. Abitano a Monaco di Baviera e si sono sistemati per un mese all'isola per superare il periodo freddo che in Germania si fa ben sentire. Usciti dall'edificio del Centro visite su largo sentiero quasi in quota, ci si dirige verso il vicinissimo Volcan san Antonio (m 663). Tira forte vento. I numerosi turisti che vediamo sono vestiti da mare e sono visibilmente infreddoliti. Passiamo accanto al cratere e raggiungiamo in breve il punto più alto. La vista spazia sulla punta sud dell’isola, la parte più giovane, interessata dell’eruzione del Teneguia nell'ottobre del 1971. Verso l'estremità sono visibili le saline e il vecchio faro, miracolosamente scampati alla lava.
06-La mulattiera polverosa attraverso i llanos negros - Vulcano San Antonio e Teneguia06-La mulattiera polverosa attraverso i llanos negros - Vulcano San Antonio e Teneguia
07-Fioriture di gennaio - Vulcano San Antonio e Teneguia07-Fioriture di gennaio - Vulcano San Antonio e Teneguia
Torniamo sui nostri passi e usciamo dal portone d’ingresso del Centro visite (l’entrata al sito è a pagamento). Prima dell’ingresso sulla destra si stacca una mulattiera contornata da muretti a secco, che scende tra appezzamenti coltivati, su terreno polveroso. Si divalla in direzione della costa ovest. La sorpresa è che qui a fianco stanno pascolando alcuni cammelli introdotti per i turisti che ci guardano con aria indifferente.
08-Cammelli di la Palma - Vulcano San Antonio e Teneguia08-Cammelli di la Palma - Vulcano San Antonio e Teneguia
Scendendo lungo questa mulattiera si attraversano i llanos negros, campi originati dalla cenere vulcanica dell’eruzione del vulcano San Antonio nel 1677. Questa è la zona più estesa di frutteti a La Palma. Quando arrivarono i primi europei nel tardo XV secolo, furono piantate le prime vigne. Le varietà piantate al tempo includevano alcuni vitigni di malvasia. Due secoli dopo l’eccezionale qualità dei vini fu apprezzata anche alla Corti europee e nelle Americhe. Anche Shakespeare cita il malvasia, il che dimostra quanto popolari erano i vini di La Palma anche in Inghilterra. La mulattiera confluisce infine su una pista di sabbia nera che imbocchiamo verso sud, in vista sul mare e sui vigneti. A differenza di quanto avviene da noi, sono coltivati prostrati, senza l’ausilio di tutori.
09-Verso il Roque Teneguia con i suoi petroglifi - Vulcano San Antonio e Teneguia09-Verso il Roque Teneguia con i suoi petroglifi - Vulcano San Antonio e Teneguia
Dopo un tratto di pista quasi in falsopiano possiamo deviare a destra sulla stradicciola polverosa che scende verso il Roque Teneguia: uno sperone roccioso che offre interessanti spunti fotografici. Alla base di questo costolone di rocce rosate sono presenti alcuni petroglifi, principalmente spirali, lasciati dalle popolazioni primitive. Anche questo sito è protetto da recinzione. Scaldato dal sole, si trova a proprio agio una colonia di lucertole scure e grosse. Solo al fruscio del sacchetto del pane si avvicinano e poi lottano per mangiarsi alcune briciole.
10-Lucertole canarie si scaldano sulle rocce assolate - Vulcano San Antonio e Teneguia10-Lucertole canarie si scaldano sulle rocce assolate - Vulcano San Antonio e Teneguia
11-Rocce rossastre alla base del volcan Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia11-Rocce rossastre alla base del volcan Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia
12-Ancora colori accesi sul vulcano - Vulcano San Antonio e Teneguia12-Ancora colori accesi sul vulcano - Vulcano San Antonio e Teneguia
Ripresa la pista, tramite questa si punta al vicino volcan Teneguia, accorciando un’ansa della strada. Ritornati alla sede del sentiero principale, si risale sulla cresta di roccia vulcanica rossiccia che offre belle vedute sul cratere sottostante. Si sfiora un altro cono vulcanico e si prosegue sulla tormentata cresta verso la ben visibile cima.
13-Sulla cresta del volcan Teneguia; sullo sfondo il San Antonio - Vulcano San Antonio e Teneguia13-Sulla cresta del volcan Teneguia; sullo sfondo il San Antonio - Vulcano San Antonio e Teneguia
14-I coni vulcanici attorno al Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia14-I coni vulcanici attorno al Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia
Un tratto più articolato di rocce vulcaniche ci fa aggirare sulla sinistra uno sperone, ma la roccia offre una buona presa e non ci sono problemi. Continua a tirare fortissimo il vento – per fortuna non freddo - che mi fa barcollare. Ivo non riesce a tenere ferma la telecamera per una ripresa che si possa dire decente. Procediamo verso la vicinissima cima stringendo il laccio del cappello, ma basta un momento di disattenzione e una delle nostre bandane prende il volo. Il cratere sottostante si è però arricchito di un souvenir in più.
15-Sul sentiero di crinale del Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia15-Sul sentiero di crinale del Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia
16-Terreno vulcanico alla base del Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia16-Terreno vulcanico alla base del Teneguia - Vulcano San Antonio e Teneguia
L’ultimo tratto lo si percorre in falsopiano su cresta abbastanza esile e completamente ricoperta da fine ghiaino vulcanico fino a raggiungere il cippo di vetta del volcan Teneguia. Siamo alla vertiginosa quota di ben 438 metri sul mare. Non ci fermiamo che un attimo: c’è troppo vento, mangiamo qualcosa al riparo da una roccia e rientriamo alla base.
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