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    La Palma - Pico de la Nieve
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sabato 12 gennaio 2013
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Pico de la Nieve

Un nome suggestivo per un isola subtropicale, non c'è che dire! Nell'inverno del 2012-2013 non è caduta, ma gli abitanti dicono (e alcune fotografie lo testimoniano) che talvolta anche la cresta del Taburiente si ricopre di neve. La salita al Pico della Nieve, avvicinabile anch'esso dalla strada degli osservatori, costituisce una breve escursione ad una cima che ci permette di osservare la caldera da una angolazione diversa rispetto al Roque de Los Muchachos.
01-Struttura a specchi presso gli osservatori al Roque de Los Muchachos01-Struttura a specchi presso gli osservatori al Roque de Los Muchachos
02-Sul sentiero per il Pico de la Nieve02-Sul sentiero per il Pico de la Nieve
Mentre raggiungiamo il versante est del'isola ci fermiamo in un negozietto di alimentari per acquistare qualcosa da mangiare durante l'escursione. Il negoziante non parla inglese; per fortuna qualche parola di spagnolo la si capisce. Acquisto un paio di squisiti dolcetti della vicina isola di El Hierro che poi capiamo essere di ricotta di pecora. Sull'isola, parecchi negozi di alimentari, dai più piccoli ai più grossi, fanno parte della catena "Spar" con il logo simile al nostro Despar. Si vende anche pasta di semola, ma a parte gli spaghetti, la pasta corta ha dimensioni lillipuziane: pennette, sedani, pipe sono grandi la metà di quelle che siamo soliti mangiare. Le banane, chiamate platanos, vengono vendute a caschetti che spesso, come qui da noi, sono ancora verdi. Le banane canarie sono più tozze e piccole; da mature, quando la buccia ha un aspetto macchiato e nero, sono squisite. Proseguendo, attraversiamo a mezza quota fioriti appezzamenti di mandorli rosa intorno alle fattorie, entriamo successivamente nell'orizzonte dei pini e siamo nella strada alta degli osservatori. La percorriamo fino all'imbocco della pista Pico de la Nieve, indicata da cartello. Possiamo lasciare l'auto nel piccolo parcheggio e iniziare da qui l’escursione oppure, volendo, è possibile proseguire in auto per un paio di km su pista sterrata. Questa con un largo tornante arriva ad un piccolo ripiano superiore dove è possibile lasciare l’auto e dove si ritrova il sentiero proveniente dal parcheggio inferiore.
03-A pochi metri dalla cima del Pico de la Nieve, le nubi rimontano da est03-A pochi metri dalla cima del Pico de la Nieve, le nubi rimontano da est
04-Poco sotto la vetta del Pico de la Nieve04-Poco sotto la vetta del Pico de la Nieve
Proseguiamo lungo il segnavia bianco giallo, che traversa a sinistra mantenendosi poco sopra la pista ed andando a raggiungere una costa meno pendente. Dopo poco si incontra il bivio principale dell’escursione: qui c’è la possibilità infatti di compiere una piccola asola per andare a visitare la zona dei petroglifi. Per ora ci teniamo a destra col sentiero che piano piano abbandona definitivamente l’orizzonte della pineta per uscire su terreno arido e sassoso. Con qualche svolta sul fianco del Pico ci si innalza portandosi poi verso sinistra fino a raggiungere il filo di cresta dove si apre la visuale sulla caldera del Taburiente. Da qui la vediamo da un'ottica diversa rispetto al Roque de Los Muchachos in quanto più a ovest. Incontriamo anche il segnavia principale bianco rosso che percorre tutto il crinale della caldera, lo seguiamo a destra per pochi minuti fino alla breve deviazione che conduce alla piatta cima del Pico de la Nieve (2239 m). Al posto della neve, un cippo, una croce, parecchi ometti e una coppia di escursionisti. Un grosso e confidente corvo si materializza subito quando sente il rumore degli involucri dei nostri snacks, e mangia le briciole a pochissima distanza da noi.
05-La cima del Pico de la Nieve; sullo sfondo il Teide05-La cima del Pico de la Nieve; sullo sfondo il Teide
06-Il corvo sull'ometto della cima del Pico de la Nieve06-Il corvo sull'ometto della cima del Pico de la Nieve
Rispetto al Roque, la visuale si apre meglio verso il sud dell'isola, le sue due coste bagnate dall'oceano e la cresta spartiacque che corre in direzione nord sud, con l'immancabile effetto delle nubi che si accumulano sul versante est. Vediamo bene anche la sagoma del vulcano Teide sull'isola di Tenerife e naturalmente essendo sul bordo della caldera, osserviamo anche la grande conca ricca di formazioni rocciose e lo svolgersi del Barranco de Las Angustias che dalla caldera scende verso il mare. Ritornati sui propri passi, fino all’incrocio poco sotto la cima, abbiamo proseguito lungo il crinale sul segnavia principale, calando ad una insellatura di terra rossastra che separa due barrancos. Poco prima di questa si stacca a sinistra il sentiero che utilizzeremo per tornare indietro. Da questa insellatura si rimonta brevemente la crestina rocciosa che porta al ripiano che ospita il sito La Erita. Si tratta di un punto di incontro dei Guanchi, la primitiva popolazione delle Canarie. I Guanchi vengono definiti africani dalla pelle bianca. Pare che le tribù vennero conquistate facilmente dagli spagnoli in quanto abbastanza pacifiche. Una tribù che abitava nel Taburiente invece diede loro filo da torcere, ma alla fine sappiamo come andarono le cose, e cioè male per i nativi. Questo sito comprende alte muraglie di pietra sulle cui superfici lisce sono stati incisi segni, più frequentemente spiraliformi come quelli che abbiamo visto lungo la via al Pico Bejenado. Alte inferriate proteggono il sito archeologico dai vandali che in qualche punto hanno già cominciato ad apporre anche le loro incisioni.
07-I petroglifi de La Erita - Pico de la Nieve07-I petroglifi de La Erita - Pico de la Nieve
08-Il sito archeologico de La Erita - Pico de la Nieve08-Il sito archeologico de La Erita - Pico de la Nieve
Pochi metri sopra il sito La Erita si trova la cima del Pico de la Sabina, ingombra da grossi macigni.
09-Il Pico de la Nieve09-Il Pico de la Nieve
10-Il Pico de la Nieve10-Il Pico de la Nieve
Il segnavia principale proseguirebbe lungo il crinale della Cumbre Nueva verso sud. Noi torniamo indietro fino alla selletta da dove prendiamo a destra il segnavia bianco giallo che contorna alcune anse del versante ritornando nella pineta. Spiccano qui alcuni maestosi esemplari di pino canario alcuni dei quali bruciati da incendio. Il pino canario è famoso per essere molto resistente al calore degli incendi. Dal tronco scheletrito e annerito dal fuoco spuntano i verdi getti della nuova pianta.
11-Il mare di nubi si addensa sulla parte orientale dell'isola - Pico de la Nieve11-Il mare di nubi si addensa sulla parte orientale dell'isola - Pico de la Nieve
12-Il Pico Bejenado nella luce del tramonto - Pico de la Nieve12-Il Pico Bejenado nella luce del tramonto - Pico de la Nieve
E' ormai tardo pomeriggio e siamo in una luce bellissima, sospesi sopra le nuvole che si trovano molto più in basso sul versante est. La coltre di nubi cerca di valicare la cresta della Cumbre per scaricarsi a ovest, ma quasi sempre si ferma sul crinale. Quasi in quota ritorniamo al bivio principale presso il parcheggio. Quando siamo fermi per cambiarci e sistemare il nostro materiale in auto, ecco che ricompare dal nulla l'amico corvo della vetta. E' fortunato, ho ancora del pane secco che porto per queste occasioni... Per quanto riguarda invece il nostro momento conviviale serale, abbiamo in programma qualcosa di speciale, illuminato non da candele ma da polvere di stelle. Seguite a leggere.
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