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    La Palma - Ruta de Los Volcanes
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lunedì 7 gennaio 2013
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Ruta de Los Volcanes

La metà inferiore dell'isola di La Palma è percorsa da nord a sud da una cresta montuosa vulcanica di origine più recente: la Cumbre. Dal rifugio del Pilar alla punta sud dell'isola si contano circa 120 coni vulcani, piccoli e grandi.
01-Bosco nei pressi del rifugio del Pilar01-Bosco nei pressi del rifugio del Pilar
La traversata lungo il sentiero che corre sulla Cumbre è quindi molto frequentata e interessante sia dal punto di vista geologico che paesaggistico. Seguendo le indicazioni poste in varie parti dell’isola si raggiunge il rifugio del Pilar a m 1440 e si parcheggia nella zona ricreativa, un bel pianoro ricoperto da una fitta pineta. Non si tratta questa volta di pino canario, bensì di pino radiato, importato dai boschi californiani negli anni '40 e '50 per l’industria del legno.
02-La cresta del Taburiente dalla Ruta de los Volcanes02-La cresta del Taburiente dalla Ruta de los Volcanes
L'enorme quantità di aghi che ricopre il sottobosco non fa crescere nient'altro e crea un tappetino sabbia chiaro. L’ambiente umido, dovuto ai venti alisei e all'esposizione (qui siamo in ombra), favorisce la crescita di funghi e felci. Si punta verso l’edificio del rifugio dove si trova anche il cartello illustrativo con le indicazioni. Noi proseguiamo sull’itinerario 131 Il Baston, direzione Los Canarios, la punta sud dell'isola: è sufficiente che ci accodiamo alle diverse comitive giunte al rifugio anche con servizio di taxi, molti infatti iniziano da qui la traversata.
03-Il sentiero nella pineta - Ruta de los Volcanes03-Il sentiero nella pineta - Ruta de los Volcanes
04-Pini canari sul terreno lavico - Ruta de los Volcanes04-Pini canari sul terreno lavico - Ruta de los Volcanes
Ci si alza su comoda mulattiera salendo in diagonale verso destra fino al Mirador del Birigoyo. Possiamo ammirare bene da qui la catena che chiude la caldera del Taburiente, il Pico Bejenado e l'abitato di El Paso. Il Birigoyo è il primo vulcano della catena che incontriamo. Noi abbiamo tralasciato a sinistra la via diretta del Birigoyo (indicazioni) per cominciare invece l'aggiramento del monte stesso restando sul versante ovest.
05-Nel primo tratto della cresta - Ruta de los Volcanes05-Nel primo tratto della cresta - Ruta de los Volcanes
Oltrepassiamo una costa oltre la quale la pineta si dirada sensibilmente e le pendici si fanno decisamente più vulcaniche, mostrando la loro copertura di rocce grigie e porose. Girato il costone il sentiero scende leggermente per innestarsi su una pista che giunge da destra e che riprende a salire. Oggi ci sentiamo un po’ più in Italia in quanto il segnavia del 131 è il familiare bianco rosso.
06-Il bordo del cratere dell'Hoyo Negro06-Il bordo del cratere dell'Hoyo Negro
07-Grosso esemplare di pino canario - Ruta de los Volcanes07-Grosso esemplare di pino canario - Ruta de los Volcanes
La pista ha una pendenza comoda e con un lungo rettilineo rientra quasi subito nella pineta. Ci superano alcuni ciclisti e diverse persone che fanno running. Ad un ulteriore bivio si abbandona la pista principale che sale al Birigoyo per tenersi a destra lungo la Ruta de los Volcanes. Inizialmente la mulattiera è contornata da muretti a secco ed evidenziata da file di massi vulcanici messi ai lati.
08-Paesaggio vulcanico lungo la Ruta de los Volcanes08-Paesaggio vulcanico lungo la Ruta de los Volcanes
09-Lungo la Ruta de Los Volcanes09-Lungo la Ruta de Los Volcanes
Ci troviamo ancora in ombra, sul lato ovest della cresta. Qui il sentiero contorna piccole elevazioni, con modesti saliscendi che ci portano a sfiorare alcune schiarite.
10-Il cratere Duraznero10-Il cratere Duraznero
Giungiamo ad un ponticello che supera un solco dal quale emergono strati rocciosi colorati. Da qui inizia la breve salita che ci porterà sulla cresta. Usciti su terreno più aperto, cominciamo a vedere anche il versante est dell’isola. La Palma non è molto larga e possiamo distinguere i "due mari" negli opposti versanti. In lontananza, appare il caratteristico profilo del Teide a Tenerife. Osserviamo già oggi il comune fenomeno dell'addensarsi della nuvolosità sul versante est dell'isola, trattenuto dalla cresta che fa un po' da spartiacque.
11-Sulla cresta vulcanica lungo la Ruta de los Volcanes11-Sulla cresta vulcanica lungo la Ruta de los Volcanes
12-Verso la cima della Deseada - Ruta de los Volcanes12-Verso la cima della Deseada - Ruta de los Volcanes
Risaliamo il crestone fino al punto di maggiore elevazione dal quale scendiamo brevemente su terreno polveroso fino a lambire il bordo eroso del cratere dell’Hoyo Negro. Merita una visita attenta. La veduta sul cratere nero, molto collassato e dai fianchi friabilissimi è davvero impressionante. Il sentiero si sposta ora a sinistra e in pochi minuti tocca il bivio che conduce in una decina di minuti al Pico Nambroque. Tralasciamo anche questo per proseguire ora sul lato est, nella comoda lettiera di pini, scendendo poi ad un pulpito roccioso. L'insellatura seguente ci mostra in tutta la sua vastità la nera colata lavica della Malforada.
13-Pino isolato sul fondo del cratere - Ruta de los Volcanes13-Pino isolato sul fondo del cratere - Ruta de los Volcanes
14-I colori vulcanici del Duraznero14-I colori vulcanici del Duraznero
Al successivo bivio abbiamo deviato a sinistra lasciando il sentiero principale per compiere un piccolo anello attorno ai due crateri del Duraznero e della Deseada. I piedi si accorgono che c'è qualcosa di strano mentre pestano e spostano sassi schiumosi dal peso inconsistente. Poco più in alto il sentiero si sdoppia e ci dà la possibilità di compiere due piccole asole. Per il momento ci teniamo a destra e andiamo a contornare il primo cratere di rocce giallastre colorate. Continuando poi sull'orlo si giunge alla successiva insellatura, poco prima del cratere della Deseada. Dopo un tratto in comune si prende ancora a destra e si rimonta il crinale raggiungendo un punto geodetico ed il mirador de La Deseada.
15-Colata lavica - Ruta de los Volcanes15-Colata lavica - Ruta de los Volcanes
16-La sommità della Malforada - Ruta de los Volcanes16-La sommità della Malforada - Ruta de los Volcanes
La traversata della Ruta de Los Volcanes continua ancora, fino a raggiungere il Volcan Teneguia e oltre. Noi invece abbandoniamo qui il segnavia principale per scendere a sinistra ad una insellatura. Una coppia di spagnoli fermi al Mirador ci chiama a gran voce per avvisarci che non siamo sul sentiero principale, cerchiamo di spiegarci ringraziandoli. Risaliamo dalla parte opposta del crinale arrivando in pochi minuti all’ometto di pietra che segna la quota principale della Deseada, costituita in pratica dal punto più alto sul bordo del cratere stesso (m 1932). La quota non elevata ammette un vestiario molto ampio che va dalla canottiera di una turista nord europea allo stile Amundsen di un'altra.
17-Sul bordo dell'Hoyo Negro17-Sul bordo dell'Hoyo Negro
18-Anche il colore ocra appare lungo il crinale - Ruta de los Volcanes18-Anche il colore ocra appare lungo il crinale - Ruta de los Volcanes
Il cielo intanto si è coperto e tira un vento fresco, ci fermiamo comunque per uno spuntino. Il rientro inizia contornando i due crateri che anche dall'altro lato offrono interessanti visioni. Su terreno ricco di ciottoli porosi e leggeri, che si smuovono come palline di polistirolo, si cala a strette svoltine in bella visuale sulle spaccature che si sono formate a monte della colata della Malforada. In pochi minuti ci si raccorda col segnavia principale bianco rosso e da qui in poi si segue quanto fatto in precedenza.
19-Il Pico Nambroque19-Il Pico Nambroque
20-Il rifugio del Pilar20-Il rifugio del Pilar
Al nostro ritorno, parecchi visitatori nella pineta del rifugio del Pilar stanno bivaccando accanto ai barbecue. Fuochi accesi e chitarre tengono viva la compagnia.
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