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    Marmolada - Vallaccia
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giovedì 7 settembre 2006
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Traversata di Punta della Vallaccia

Rispetto a una salita a una cima con discesa dalla stessa parte, la traversata, come sa la maggior parte degli escursionisti, offre maggiori stimoli: più ambienti da attraversare e da vedere, posti nuovi su cui camminare, nuove prospettive, anche nuovi "rischi e imprevisti".
Guardando così la carta Tabacco 06 alla ricerca di un possibile itinerario nel gruppo della Vallaccia, l'occhio cade sul segnavia 616 che dalla cima scende fino al fondovalle nel versante opposto alla classica via di salita. L'idea piace ed eccoci a metterla in pratica con l'aiuto degli amici che sono alloggiati a Soraga come noi. Dopo avere lasciato la prima auto a Soraga Alta, sull'altro lato della valle, ci rechiamo a Pozza di Fassa e risaliamo un tratto della Valle di San Nicolò. Dal divieto di transito un bus navetta ci porta alla malga Monzoni a 1862 m.
01-Baita presso malga Monzoni01-Baita presso malga Monzoni
02-I Monzoni dal sentiero per il rifugio Vallaccia02-I Monzoni dal sentiero per il rifugio Vallaccia
03-Calcari e basalti a contatto sulla cresta dei Monzoni03-Calcari e basalti a contatto sulla cresta dei Monzoni
Risaliamo la frequentata pista che si inoltra nella alta valle dei Monzoni, sempre più aperta e disseminata di baite. La pendenza è piacevole e ben presto le ultime conifere lasciano il posto alle praterie alpine. Alla nostra sinistra lo scuro versante settentrionale dei Monzoni contrasta decisamente con la parete chiara della Vallaccia che sembra chiudere in alto la valle. Il tetto del rifugio Vallaccia fa capolino dietro il pendio erboso e dopo poco ci troviamo sul ripiano che lo ospita (m 2275), alle pendici del Sas Morin.
04-Il rifugio Vallaccia04-Il rifugio Vallaccia
05-Colori autunnali presso il rifugio Vallaccia05-Colori autunnali presso il rifugio Vallaccia
06-Le pareti verticali della Vallaccia06-Le pareti verticali della Vallaccia
07-Praterie in aspetto autunnale sulla cresta dei Monzoni07-Praterie in aspetto autunnale sulla cresta dei Monzoni
Il sentiero passa ora alla base dei ghiaioni che scendono da destra per poi riguadagnare nuovamente terreno erboso. Con una lunga diagonale andiamo ad accostarci alle pareti grigie e rosa della Vallaccia lasciando a destra il segnavia n.615 diretto a forcella Vallaccia. Il sentiero passa accanto ad alcuni denti di roccia e quindi arriva a forcella de la Costela (m 2529, cartelli). Dalla parte opposta inizia la lunga cresta dei Monzoni, percorsa dal sentiero attrezzato Federspiel.
08-Verso forcella de la Costela08-Verso forcella de la Costela
09-Il Sass da le Undesc dalla punta della Vallaccia09-Il Sass da le Undesc dalla punta della Vallaccia
10-Forcella de la Costela10-Forcella de la Costela
11-La costa che scende verso la Pesmeda11-La costa che scende verso la Pesmeda
Dopo la sosta ci incamminiamo verso la cima della Vallaccia che ormai dista solamente un centinaio di metri. La salita non è affatto ripida e si svolge su praterie discontinue: dalla croce di vetta si apre un panorama assai esteso che abbraccia la gran parte dei settori dolomitici attorno alla Val di Fassa.
12-Il Sass de le Undesc12-Il Sass de le Undesc
13-Il Sass Morin13-Il Sass Morin
14-La cresta che si allontana da forcella de la Costela14-La cresta che si allontana da forcella de la Costela
15-Il Sass Aut15-Il Sass Aut
16-In discesa dalla punta della Vallaccia16-In discesa dalla punta della Vallaccia
Cercando i segnavia iniziamo la discesa dalla parte opposta: la cresta è semplice e ben presto ci ritroviamo su terreno più agevole, alla sommità del lungo pendio che termina sulla Pesmeda. Dopo circa mezz'ora incontriamo una piccola avanguardia di ragazzi che ci chiedono informazioni sulla distanza e i tempi per il rifugio Vallaccia. Sono già molto provati e visibilmente non pratici di montagna. Sono saliti da Soraga Alta, hanno alle spalle già un discreto dislivello e così consigliamo loro di non allungare oltre la gita.
17-La punta della Vallaccia dal sentiero di discesa17-La punta della Vallaccia dal sentiero di discesa
Costituiscono solo il primo avancorpo di una nutrita schiera di giovani che incontreremo durante la nostra discesa. Il sentiero taglia qui un ghiaione ripido che probabilmente fa più impressione del dovuto e così diamo una mano ad alcune ragazze in lacrime, attaccate carponi a tutto quanto possa dare loro un senso di stabilità. Peccato, probabilmente avranno un pessimo ricordo di questo luogo.
18-Traverso su ghiaie lungo la discesa18-Traverso su ghiaie lungo la discesa
19-Ghiaioni e praterie discontinue lungo la discesa19-Ghiaioni e praterie discontinue lungo la discesa
20-La Pesmeda e l'omonima baita20-La Pesmeda e l'omonima baita
Alla base di un avancorpo segnato da una croce sta riposando il grosso della schiera: con chitarre e panini hanno ormai detto la parola fine ad una ulteriore salita. Doppiato un costone, scendiamo in una amena valletta erbosa che termina alla pendici della Pesmeda. Qui presso un baita il segnavia piega decisamente a destra e per boschi inizia la lunga discesa verso Soraga Alta.
I membri dell'armata Brancaleone? Sono sopravissuti all'esperienza. Li ho incontrati un paio di giorni dopo al piccolo negozio di alimentari di Soraga: dimentichi delle fatiche facevano incetta di snacks per la festicciola serale di fine vacanza!
Commenti
  • 10/10/2012 Gran bel posto, noi eravamo lì il 9 settembre, partiti però da Vidor, sent.615 e poi al bivacco Zeni la vista della forcella mi ha fatto venire un po' di mal di cuore. Bella la salitina e la sua pendenza, discesi dalla parte opposta e arrivati alla punta della Vallaccia con uno spettacolare panorama (a proposito, vorrà dire brutta valle?)e chiudere l'anello con sent.624 a malga Monzoni e Crocifisso.
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