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    Catinaccio - Roda di Vael
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sabato 2 settembre 2006

Alla cima della Roda di Vael dal rifugio Paolina

E’ oggi il primo giorno (di quest’anno) in val di Fassa, siamo posizionati a Soraga. La giornata è ottima e stabile e pensiamo ad una cima. Dal paese ci dirigiamo verso Vigo di Fassa e da qui al passo di Costalunga. Divalliamo un poco oltre per accedere agli impianti di risalita che ci porteranno al rifugio Paolina, a m 2125.
01-Il primo tratto del sentiero dal rifugio Paolina: ci attende un rapace01-Il primo tratto del sentiero dal rifugio Paolina: ci attende un rapace
02-Il monumento a Theodor Christomannos02-Il monumento a Theodor Christomannos
Imboccato l'evidente sentiero, la direzione è quasi obbligata dal flusso della corrente turistica. Siamo in tanti oggi quassù e tutti diretti verso il rifugio Roda di Vael. La bella giornata ci fa godere appieno del panorama anche sul Latemar con la grande frana alle sue pendici. Quasi in falsopiano, su ottimo sentiero, superiamo dapprima l'aquila di Christomannos. Da lontano ho scambiato davvero il monumento per un grande rapace immobile appollaiato su una roccia. Leggendo in giro, vengo a sapere che Theodor Christomannos, austriaco, fu un grande estimatore della zona, ne capì le potenzialità turistiche e ideò la Grande Strada delle Dolomiti che collega Bolzano con Cortina e Dobbiaco. Si prosegue in ambiente aperto con una bella vista anche sul fondovalle, fino a raggiungere il rifugio Roda di Vael preceduto dalla Baita Pederiva, entrambi a quota 2280 circa.
03-L'ambiente naturale nei pressi del rifugio Roda di Vael03-L'ambiente naturale nei pressi del rifugio Roda di Vael
04-Sul pendio detritico alla via attrezzata04-Sul pendio detritico alla via attrezzata
E’ questo un punto nodale, un vero crocevia di sentieri. Proseguendo in quota si possono fare altri anelli interessanti, passando per il passo del Vaiolon o il passo delle Coronelle.
05-Il passo delle Zigolade dalle pendici est della Roda di Vael05-Il passo delle Zigolade dalle pendici est della Roda di Vael
06-La ripida salita su detrito alla via attrezzata06-La ripida salita su detrito alla via attrezzata
Oggi desideriamo percorrere la via attrezzata che porta alla vetta della Roda di Vael e scegliamo di salirci tagliando fuori la parte iniziale che attraversa la cresta del Masarè. Tralasciata quindi la prosecuzione principale (541), ci teniamo a sinistra e quindi a destra, iniziando a risalire il canalone detritico che conduce in cresta. Appena sotto le pareti iniziano le prime attrezzature: qualche facile spezzone di cavo ed una scaletta in ferro. Più in alto ci innestiamo sul percorso attrezzato ufficiale dal quale provengono diversi salitori di ogni nazionalità. Ci troviamo nei pressi della forcella del Diavolo e da qui si vedono bene gli escursionisti mentre affrontano il tratto chiave della ferrata: un traverso molto esposto.
07-La cresta del Masarè dalle pendici della Roda di Vael07-La cresta del Masarè dalle pendici della Roda di Vael
08-Ultima fatica su verdi alla cima della Roda di Vael08-Ultima fatica su verdi alla cima della Roda di Vael
Assieme a tanti altri usciamo sul pendio sommitale, aperto e panoramico e senza ulteriori difficoltà, arriviamo alla vetta della Roda di Vaèl (2806 m). Una grande croce dall'intelaiatura metallica è stata riempita di sassi che qui non mancano davvero. Bellissimo il panorama su tutto ciò che ci sta intorno.
09-La croce di vetta della Roda di Vael09-La croce di vetta della Roda di Vael
10-La caratteristica sagoma della Marmolada dalla Roda di Vael10-La caratteristica sagoma della Marmolada dalla Roda di Vael
11-Il crestone seghettato a est del passo delle Zigolade11-Il crestone seghettato a est del passo delle Zigolade
12-Caratteristiche stratificazioni rossastre12-Caratteristiche stratificazioni rossastre
Dalla vetta proseguiamo sulla cresta nord, affilata ed attrezzata. E' necessario più di qualche volta sostare per cedere il passo a chi sale, la via è molto frequentata.
13-Il Teston del Vaiolon13-Il Teston del Vaiolon
14-Il passo del Vaiolon dallla cresta nord della Roda14-Il passo del Vaiolon dallla cresta nord della Roda
15-Il Teston del Vaiolon sopra l'omonimo passo15-Il Teston del Vaiolon sopra l'omonimo passo
Su roccette articolate con passaggi divertenti si punta al sottostante passo del Vaiolon (m 2644) ben visibile per gran parte della discesa. L'insellatura, larga e frequentata, è un ottimo punto di sosta e ci si ferma volentieri a mangiare qualcosa mentre si osserva l'andirivieni sulla facile cresta attrezzata.
16-Sulla via attrezzata che percorre la cresta nord della Roda16-Sulla via attrezzata che percorre la cresta nord della Roda
17-Alla base della cresta attrezzata della Roda di Vael17-Alla base della cresta attrezzata della Roda di Vael
18-La Roda di Vael dal passo del Vaiolon18-La Roda di Vael dal passo del Vaiolon
Da bipedi non attaccati alle rocce iniziamo la discesa nel canalone sottostante. Il sentiero scende tra detrito, in qualche punto sistemato da gradinature. Una scaletta metallica aiuta a superare una placca.
19-L'ampia insellatura del passo del Vaiolon19-L'ampia insellatura del passo del Vaiolon
20-La discesa su detrito dal passo del Vaiolon20-La discesa su detrito dal passo del Vaiolon
21-Il canale detritico che scende dal passo del Vaiolon21-Il canale detritico che scende dal passo del Vaiolon
Usciti dal canale ci si immette nel sentiero che percorre la base della Roda di Vael quasi in falsopiano. Lo seguiamo verso sinistra, al cospetto di imponenti pareti. Superati alcuni piccoli impluvi siamo nuovamente in vista del rifugio Paolina.
22-Rocce e macigni sul versante occidentale della Roda di Vael22-Rocce e macigni sul versante occidentale della Roda di Vael
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