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    Alpi Retiche - Laghi di Saldura
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giovedì 24 luglio 2008

Anello dei Laghi di Saldura

La Val di Mazia è una valle laterale della Val Venosta, e si innesta su di essa in direzione nord est. Nel tratto di strada tra Malles e Sluderno troviamo la deviazione che risale tutta la valle. Proseguiamo in auto oltre il borgo di Mazia e fino alla sua testata in corrispondenza del maso Glies (m 1824, divieto di transito).
01-Lungo la valle del Rio Saldura01-Lungo la valle del Rio Saldura
02-Il lungo solco del Rio Saldura02-Il lungo solco del Rio Saldura
03-Grande esemplare di cembro03-Grande esemplare di cembro
04-La valletta alpina che discende dal pianoro dei laghi di Saldura04-La valletta alpina che discende dal pianoro dei laghi di Saldura
05-Il sentiero si snoda tra grossi pietroni prima dell'altopiano dei laghi di Saldura05-Il sentiero si snoda tra grossi pietroni prima dell'altopiano dei laghi di Saldura
Oggi abbiamo l'onore di percorrere il segnavia 1 che costeggia sulla sinistra orografica il Saldurbach, il rio Saldura. Per un buon tratto proseguiamo senza alzarci di molto, e tenendoci poco discosti dal bordo del rio. A quota 2022 incontriamo la Innere Matscher Alm (malga di Mazia), raggiunta anche dalla pista di servizio. Qui lasciamo il segnavia 1 che ci servirà per chiudere l'anello e prendiamo a destra il 4. Con pendenza più marcata si sale ora lungo il solco di una stretta valletta percorsa da un rio.
06-La conca dei laghi di Saldura06-La conca dei laghi di Saldura
07-Sulle sponde di uno dei laghi di Saldura07-Sulle sponde di uno dei laghi di Saldura
08-Limo sulle sponde dei laghi di Saldura08-Limo sulle sponde dei laghi di Saldura
09-I laghi di Saldura09-I laghi di Saldura
10-Conca glaciale con i laghi di Saldura10-Conca glaciale con i laghi di Saldura
Grandi cembri isolati ci accompagnano nella salita della valletta che termina su un ripiano dove invertiamo la direzione verso sinistra. L'ambiente alpino di alta quota ci mostra le fioriture di luglio che punteggiano prati verdissimi intersecati da un rio. Tra affioramenti sbrecciati puntiamo verso l'insellatura superiore, l'ingresso al ripiano dei laghi. Giunti sulla vasta conca glaciale (ci troviamo infatti attorno ai 2450 metri) si percorrono i morbidi avvallamenti che ospitano diversi specchi d'acqua: i laghi di Saldura. Siamo in una zona modellata dall'azione dei ghiacciai nell'ultima grande glaciazione di 12.000 anni fa. Il paesaggio ci mostra morene, terrazzamenti e conche che si sono riempite poi degli splendidi laghetti, ognuno con una gamma di colori diversa.
11-La Punta di Saldura con i laghi alla base11-La Punta di Saldura con i laghi alla base
12-Due piccoli specchi d'acqua12-Due piccoli specchi d'acqua
13-I ranuncoli glaciali, tipici abitatori degli ambienti di alta quopta13-I ranuncoli glaciali, tipici abitatori degli ambienti di alta quopta
14-Il lago a quota 292214-Il lago a quota 2922
15-Genziane15-Genziane
L'escursione prosegue oltre i laghi oltrepassando di poco la fatidica soglia dei 3000 m, al bordo del ripiano glaciale. E' il punto ideale per una sosta: nonostante la quota il sole scalda parecchio, mi ritrovo la cioccolata fusa nel contenitore. Qui ritroviamo anche il segnavia 1 che, da una sopecie di insellatura con ometti, cala decisamente rasentando la parete rocciosa. In diagonale, disegnando un arco verso sinistra, puntiamo nella direzione del visibile rifugio Oberettes, che spicca più in basso su un dosso coperto da prateria alpina.
16-Genziane presso i laghi Saldura16-Genziane presso i laghi Saldura
17-Ometti a quota 3000 prima della discesa17-Ometti a quota 3000 prima della discesa
18-In discesa sulle pendici della Punta d'Oberettes18-In discesa sulle pendici della Punta d'Oberettes
19-Il pendio roccioso verso il rifugio Oberettes19-Il pendio roccioso verso il rifugio Oberettes
20-Il rifugio Oberettes20-Il rifugio Oberettes
Dal rifugio Oberettes (m 2670), servito da una teleferica, scendiamo lungamente per innestarci infine sulla pista di fondovalle che ci riporta al punto di partenza.
Tabacco 043 044
Commenti
  • 03/09/2017 Nella lista delle cose da fare assolutamente, questa escursione occupa il primo posto; ricca, ricchissima colazione alle 7 mentre Herr Richard Thoeni si intrattiene volentieri con noi a parlare. Giornata già calda di buon mattino, cielo blu senza un'ombra di nuvola, qualche auto al parcheggio, seguiamo il percorso come da relazione con numerose soste fotografiche, divagazioni, raccolta sassi, sali scendi su qualche cupolotto laterale, rocce dai colori incredibili, così ne avevamo viste lo scorso anno in Val Ridanna, flora pressoché assente. Giunti al momento di scendere a veloci serpentine verso il rifugio Oberettes, lasciamo gli zaini accanto ai grandi ometti e saliamo liberamente la pietraia soprastante fino alla cresta intorno ai 3100 m. Discesa zigzagante con qualche attenzione lungo qualche breve tratto di stretta cengia esposta ma attrezzata, visibile in basso il rifugio Oberettes, affollato. Sosta reintegro liquidi e poi discesa sotto un cielo che continua ad avere lo stesso colore dei laghetti glaciali incontrati, alla stazione di arrivo delle teleferica di servizio arriviamo in contemporanea al carrello che scende con immondizie e vuoti, nel bosco è dedicato un cartello ad un piccolo tronco devastato ma sopravvissuto a più valanghe, ed alla fine si esce sui verdissimi prati presso la chiesetta presso il maso Glies
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