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lunedì 18 giugno 2012

Monte Vettore: la classica salita dalla forca di Presta

Partiti dalla nostra ottima sede logistica, l'Hotel Ussita, passiamo per Castelsantangelo sul Nera, superiamo Castelluccio e i suoi Piani e ci portiamo presso la forca di Presta. Un grande cartello del Parco ed un evidente ometto ci segnalano che siamo nel luogo giusto. Un occhio alla carta e imbocchiamo l’ampio sentiero che conduce sul monte Vettore.
01-I colori dei piani di Castelluccio01-I colori dei piani di Castelluccio
Ci si alza con qualche svolta su terreno brullo, ingentilito da una grande fioritura di cerastio. Si arriva così ad una spalla verde dalla quale ci si innalza con altre svolte, sempre più alti sui prati di Castelluccio, resi ormai famosi per le straordinarie fioriture estive.
02-Magro pascolo nei pressi del rifugio Zilioli02-Magro pascolo nei pressi del rifugio Zilioli
Poco più a monte inizia una lunga diagonale verso le pendici del monte Vettoretto. Con modesta pendenza andremo a tagliare ripide pendici erbose su sentiero terroso e allargato da una evidente ed intensa frequentazione. Si arriva così ad una ulteriore insellatura erbosa (croce dedicata a Zilioli) oltre la quale si rimonta con maggiore pendenza ritrovandosi pochi metri a fianco della vetta del Vettoretto, indicata da un ometto. Siamo qui in vista del rifugio Zilioli e della diagonale che porta alla piccola costruzione.
03-L'ampio crestone di sella delle Ciaule03-L'ampio crestone di sella delle Ciaule
La fioritura è splendida, riconosciamo l'androsace appennina, il trifoglio rosso, la globularia, la genziana appenninica e le potentille. Anche la viola di Eugenia e la linaria hanno fatto da poco la loro comparsa.
04-Formazioni rocciose presso la cima04-Formazioni rocciose presso la cima
05-Brecciai sommitali del Vettore05-Brecciai sommitali del Vettore
La salita al rifugio si svolge lungo una prateria arida, abbellita dalle fioriture di cerastio, veronica e glasto. Si sale comodamente fino a metà della diagonale poi si affronta una rampa un po’ più ripida, con gradini in legno, che termina poco sotto la costruzione. Non riusciamo però ad entrare: il rifugio Zilioli ha la porta metallica chiusa a chiave.
06-Stratificazioni poco sotto la vetta06-Stratificazioni poco sotto la vetta
Pochi metri dopo si raggiunge anche la larga insellatura di Sella delle Ciaule, tra la Cima del Lago e il monte Vettore. Si segue l’ampio crestone, camminando in mezzo ad un vero e proprio giardino rupestre. L’ambiente si è trasformato in prateria alpina discontinua, mista a ghiaie e roccette su cui fioriscono tappetini di silene acaule, androsace appennina e ranuncolo. Dalla sella si sale diritti lungo una costola detritica mirando alle pendici soprastanti dove si nota la croce della antecima.
07-Pulsatille alpine in cima al Vettore07-Pulsatille alpine in cima al Vettore
08-La viola di Eugenia08-La viola di Eugenia
09-Androsace appenninica09-Androsace appenninica
Le ghiaie lasciano il posto ad un bel prato verde dove fioriscono abbondanti viole, anemoni e bassi ranuncoli. Con qualche svolta l’erba si esaurisce sulle pietraie di rocce frantumate che costituiscono la cima del monte Vettore (2476 m), la quota più alta delle Marche.
10-Ranuncoli10-Ranuncoli
Oggi il clima è ideale ma i numerosi muretti presenti la dicono lunga sulla necessità di ripararsi dai forti venti che spesso soffiano su queste vette. Data la calma di vento, nugoli di coccinelle svolazzano nell'aria posandosi dappertutto.
11-Cerastio tomentoso11-Cerastio tomentoso
Accanto alla croce, completamente contorta, c'è un contenitore con libri di vetta strapieni. Molti lasciano le loro firme sui ciottoli piatti che stanno lì intorno.
Nonostante l'escursione abbia un dislivello non troppo modesto, il Vettore è molto frequentato, vuoi per l'assenza di pericoli, vuoi perchè è la vetta maggiore della regione. Sorprende la tipologia degli escursionisti: gruppi di giovani in canottiera con radio accesa; coppie senza zaino con le scarpe da ginnastica... di altri farò cenno negli altri articoli.
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