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domenica 11 settembre 2011

Monte Paitino dai Lagoni

Da Valditacca, frazione di Monchio delle Corti (PR), ci si dirige verso la località Lagoni. La strada è per la quasi totalità sterrata e supera il piccolo valico del Passo della Colla per poi portarsi ai Lagoni. Si parcheggia l'auto presso lo spiazzo predisposto al parcheggio adiacente al primo dei due grandi laghi che danno il nome alla località e si comincia la salita sul sentiero alla destra del primo lago (segnavia 711-715) che lo contorna sul lato ovest. Il bosco che si sviluppa nei pressi del lago è una faggeta colonnare che presenta alcuni esemplari vetusti. La salita avviene su una mulattiera molto larga e completamente lastricata con pietra. Più in alto la faggeta lascia il posto anche a qualche radura. In particolare, in un punto è possibile deviare qualche metro a sinistra della mulattiera per raggiungere la sommità di una grande placca rocciosa liscia affacciata su entrambi i due "Lagoni" da cui prende il nome la località. Si riprende a camminare per abbassarsi qualche metro a sfiorare l'orlo di una grande radura subito dopo la quale si è ad un grande bivio dove ci teniamo a destra per il sentiero 715.
01-Il suggestivo lago Scuro01-Il suggestivo lago Scuro
Da qui in pochi minuti si sale al Lago Scuro, dominato dalle pareti del vicino Monte Scala e completamente circondato dal bosco. Al mattino si arriva in favore di luce, con le acque del lago che rispecchiano la cima del Monte Scala e tutto il bosco intorno offrendo così uno spettacolo oltremodo suggestivo. Si prosegue ancora lungo il segnavia Cai rimontando ancora con qualche svolta la faggeta via via più rada.
02-Il monte Scala domina il lago Scuro02-Il monte Scala domina il lago Scuro
Il bosco si interrompe solamente in corrispondenza delle praterie sottostanti il Passo di Fugicchia. Il sentiero le risale e con una svolta arriva al Passo. Accanto ai puntuali cartelli indicatori di questo crocevia è stato eretto un piccolo ricovero con pietre a secco. Noi ci teniamo a sinistra e in pochi minuti - sempre su praterie - saliamo in diagonale alla piana del piccolo Lago Bicchiere (m 1725).
03-Il lago Bicchiere03-Il lago Bicchiere
Da qui il segnavia principale prosegue ancora sulla sinistra verso il Monte Paitino; noi abbiamo scelto invece di raggiungere il crinale poco più a ovest. Abbiamo preso quindi un marcato sentiero sulla destra del lago che raggiunge la linea di cresta e il segnavia 00 poco prima della vetta del monte Matto al quale si giunge con una breve ripida rimonta del cupolotto sommitale (m 1837, croce in cima).
04-Vista sulla linea del crinale04-Vista sulla linea del crinale
Dal monte Matto è possibile ammirare i laghi Bicchiere e il Lago Scuro, il passo di Fugicchia con il Monte Scala. Dal monte Matto si scende con pendenza inferiore rispetto alla salita, per prati, restando a ridosso del ciglio della dorsale che scende scoscesa con rocce verticali dalla parte toscana.
05-Il crinale percorso da un unico lungo sentiero05-Il crinale percorso da un unico lungo sentiero
Si aggira una prima elevazione erbosa sulla sinistra proseguendo ancora a perdere quota fino ad imboccare il punto in cui arriva il sentiero diretto dal lago Bicchiere. Si perde ancora quota andando a traversare sul versante parmense su sentiero più articolato, sotto una serie di torrioni parte erbosi parte rocciosi. E' questo uno dei pochi punti in cui ci troviamo sottocosta sul versante parmense. Si lascia il sentiero che scende e si prosegue invece sul segnavia 00 che rimonta ancora qualche metro decisamente per poi traversare su una cengia aerea ed esposta ma larga fino ad un intaglio su una dorsale perpendicolare alla cresta, la dorsale della Rocca Pumacciolo. Da questo piccolo intaglio parte infatti anche il sentiero verso la Rocca e il Passo della Colla. Noi ci teniamo invece a destra e andiamo a risalire la cresta settentrionale del monte Paitino.
06-Nebbie dal versante toscano06-Nebbie dal versante toscano
Dal nostro versante il pendio è erboso, dal lato toscano invece il monte Paitino risulta sorretto da bastionate rocciose verticali. Si arriva in breve al cippo della cima, erbosa e poco definita (m 1814). Da qui il sentiero 00 prosegue verso il monte Sillara. L'escursione di oggi invece prevede il rientro. Si ritorna quindi al bivio di cui si è detto e si scende ripidamente al grande ripiano sottostante andando poi ad infilarsi in una valletta rocciosa circondata da pareti rocciose. Ben presto, dopo aver perso quota, ci si affaccia sulla conca delle Capanne di Lago Scuro, quasi in verticale sotto di noi: siamo alla sommità di un pendio molto ripido alla base del quale ci sono le Capanne di Lago Scuro.
07-Palestra di roccia07-Palestra di roccia
Il sentiero è piuttosto malagevole e costringe ad una discesa ripida tra grossi massi anche scivolosi se umidi. Dopo essere passati accanto ad una grande lastra rocciosa usata come palestra di roccia, il sentiero lentamente si orienta verso sinistra e va ad aggirare la conca, scendendo poi alle Capanne di Lago Scuro (fontana).
08-Le Capanne di Lago Scuro08-Le Capanne di Lago Scuro
Pochi metri oltre si è ad un bivio come sempre segnalato, tenendosi a sinistra in pochissimi minuti si arriva a congiungersi con l'itinerario percorso in mattinata e poi da lì al punto di partenza.
Commenti
  • 22/06/2016 Secondo giorno di scorribande appenniniche, parto coccolata e ben rimpinzata dalle proprietarie del Micro albergo in cui alloggio, anche Charlie, il grosso micio bianco e grigio mi si strofina ai piedi. Ancora quei 9 km di strada infinita, oggi ai Lagoni (che qui chiamano i Gemelli) silenzio, solo un addetto che controlla la casetta posta lungo la riva del lago. L'ampia mulattiera lastricata sale velocemente nel bosco traversando qualche rigagnolo, mi sorpassano tre escursionisti, direi in lá con gli anni, pantaloncini e gamba lesta, chiacchierano di tendiniti, al lago Scuro li vedo già sulla ripida sella del monte Scala e posso sentire le loro voci. Al passo di Fugicchia arriva il vento, il marino lo chiamano qui, sarà anche marino ma soffia forte, spazzola l'erba alta, un bell'effetto...poco mi fermo al passo e scendo veloce al lago Bicchiere per poi salire ripidamente al monte Matto lungo il sentiero meno esposto. Ancora vento forte alla traballante croce; cauta discesa lungo il solco che zigzaga fra le rocce ed il verde intenso dell'erba. Simpatica la salita alla cupola del Paitino, tutto intorno è verdissimo. Con visibilità ottimale il panorama dev'essere grandioso. Scartata l'ipotesi di discesa alle capanne di lago scuro per il sentiero facile, vado per il canalino fastidioso passando accanto alla falesia Canyon. Mezz'oretta ed è di nuovo Lagoni; gran vocio di bimbi e fischi dei loro accompagnatori, album per disegnare a terra con colori ed acquerelli, soggetto il lago ed il suo bosco, un altro fischio ed il megafono li zittisce: pronti per la foto?
  • 14/11/2012 Zone meravigliose... quando posso cerco sempre di viverle al pieno... www.ilcamminare.it
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