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domenica 24 luglio 2011

Monte Rudo: sui contrafforti occidentali

Interessante escursione a sfondo storico quella che abbiamo compiuto in una giornata decisamente insolita per il brusco calo delle temperature. Le montagne oggi in zona sono imbiancate dai 2100-2200 m di quota.
01-Vista dall'interno dell'osservatorio01-Vista dall'interno dell'osservatorio
La partenza è dalla Val di Landro. Prima di arrivare al Lago di Landro (per chi arriva da Dobbiaco) prendere una breve sterrata a sinistra che porta a visitare il vecchio Forte di Landro (circa m 1400).
Imboccata la pista inerbita con la sbarra di divieto di transito, fare attenzione dopo poco a prendere a destra passando in breve sopra la parte più alta del Forte stesso per poi proseguire lungo un buon sentiero tra i mughi.
L'itinerario non dispone di segnavia ma è sempre molto ben tracciato. I mughi, protagonisti della maggior parte della salita, sono stati oggetto anche recente di manutenzione e di conseguenza non ostacolano mai il passaggio.
02-Lungo i tornanti della mulattiera di guerra02-Lungo i tornanti della mulattiera di guerra
Dopo i primi tornanti, molto lunghi, si prosegue la salita con svolte più brevi: in tutto saranno 71. L'itinerario si sviluppa su una mulattiera di guerra creata dagli Austriaci ed ancora rinforzata in più punti dagli originari muretti di sostegno. Nella prima parte, a quota più bassa, i mughi sono talmente ingombranti da ombreggiare il sentiero, mentre più in alto anche loro rientrano a dimensioni più "congrue". Anche il rumore del traffico di fondovalle va via via diminuendo.
03-Il Lago di Landro03-Il Lago di Landro
Dalle schiarite si ammira il verde Lago di Landro e il vicino e noto Monte Piana. Rispetto a quest'ultimo, l'itinerario proposto, pur essendo nelle frequentate Dolomiti di Sesto, è molto meno conosciuto, e consente un'escursione solitaria. Arrivati a circa 1950 m notiamo le prime postazioni militari austriache: si tratta di alcuni edifici per gran parte rovinati.
04-I resti della casermetta04-I resti della casermetta
Si cominciano anche a vedere le pareti rocciose soprastanti a cui ci stiamo avvicinando, articolate in alcune guglie e campanili. La nostra meta odierna, la quota 2175, viene raggiunta uscendo quasi improvvisamente dai mughi.
05-Resti di postazione di teleferica alla quota 217505-Resti di postazione di teleferica alla quota 2175
La quota ospita i resti di una casermetta con accanto una stazione di teleferica e un osservatorio composto da due ali coperte (con feritoie verso il Monte Piana) congiunte in un vertice a cuspide, ben conservato.
Da qui una traccia sale alle postazioni del Teston di Monte Rudo, sulla continuazione dell'originario percorso di guerra.
06-L'esterno dell'osservatorio; si noti lo spessore della struttura06-L'esterno dell'osservatorio; si noti lo spessore della struttura
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