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  • Piccolo specchio d'acqua presso il rifugio Giogo Lungo
    Alpi dei Tauri - Rifugio Giogo Lungo
  • Il lago Rosso
    Alpi dei Tauri - Rifugio Giogo Lungo
  • Il rio di Valle Rossa
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  • La valle rossa
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  • La Chiesa di Santo Sipirito a Casere
    Alpi dei Tauri - Rifugio Giogo Lungo
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martedì 19 luglio 2011

Anello del Rifugio Giogo Lungo

Vi descrivo un'altra escursione in Valle. Si percorre tutta la Valle Aurina fino a Casere: se si arriva prima delle 9.00 è possibile proseguire ancora un tratto e parcheggiare l'auto presso la chiesetta di S.Spirito (m 1620).
01-La Chiesetta di Santo Spirito01-La Chiesetta di Santo Spirito
Imboccata la pista con segnavia n. 12 la si segue in salita fino a una malga: siamo qui all'imbocco della Valle del Vento (WindTal). L'ampia valle viene risalita dolcemente da una ottima mulattiera attraversando ampie zone di pascolo di bovini solcate da ruscellamenti. Si raggiunge e si attraversa un primo grande ripiano, vero paradiso per le mucche. Dopo un altro tratto, la risalita è interrotta piacevolmente da un secondo grande pianoro.
02-Prati e ruscellamenti lungo la Valle del Vento02-Prati e ruscellamenti lungo la Valle del Vento
A metà luglio la fioritura è eccezionale: in particolare, numerosi cespi di sassifraga gialla ricoprono le sponde dei rivoli d'acqua. Una cascata d'acqua visibile da lontano viene poi raggiunta e sfiorata dal sentiero.
03-Quasi alla sommità della Valle del Vento03-Quasi alla sommità della Valle del Vento
Con alcuni ampi tornanti dalla pendenza un po' più accentuata ma comunque non faticosa si risale infine verso il Giogo Lungo le cui alte bandiere si scorgono fin da sotto.
La sella è sovrastata dal Rifugio Giogo Lungo (m 2603) che costituisce il culmine dell'escursione, edificato in vista frontale del ghiacciaio del Pizzo Rosso (RotSpitz).
04-Il Rifugio Giogo Lungo sovrasta la Sella04-Il Rifugio Giogo Lungo sovrasta la Sella
La piccola costruzione costituisce il punto ideale per una sosta anche breve nel locale riscaldato da una stufa. Il ritorno avviene percorrendo la Valle Rossa (RotTal) (segnavia n. 11). Dopo un breve tratto di discesa il sentiero affianca un esteso lago alpino, il Rotsee (2506 m) alimentato dalle acque del ghiacciaio soprastante del Pizzo Rosso. Consiglio di abbandonare il sentiero per scendere facilmente sulle sue rive dove si possono ammirare splendide fioriture poste ancor più in risalto dallo sfondo candido delle nevi perenni.
05-Sulle rive del Rotsee05-Sulle rive del Rotsee
Più sotto, la valle compie un'ansa, doppiata la quale ci è possibile ammirare la parte inferiore della Valle Rossa: anche questa Valle è molto ampia e non è ripida; si perde quota in modo molto tranquillo tra pascoli verdissimi e piccoli corsi d'acqua.
06-La Valle Rossa06-La Valle Rossa
Superati i ruderi di una vecchia malga si percorre anche l'ultimo enorme pascolo orizzontale al cui fondo si trova la Malga Rossa (RotAlm), nei cui locali si vendono formaggi (ovviamente di malga). Il corso d'acqua data la pendenza quasi nulla ha scavato numerosi meandri nella cotica erbosa che originano piccoli curiosi canyon di terra. Dalla Malga Rossa in poi la Valle precipita bruscamente verso il paese di Casere di cui intravediamo le case sottostanti che distano ancora 600 mt di dislivello. Il corso d'acqua, nei pressi della Malga, presenta il fondo rossastro: è il caratteristico colore delle rocce che ci accompagnerà in discesa.
07-Corso d'acqua a monte della Malga Rossa07-Corso d'acqua a monte della Malga Rossa
08-La Malga Rossa08-La Malga Rossa
Il nostro percorso coincide infatti con l'interessantissimo sentiero dei minatori, un itinerario didattico che correda la visita alle Miniere di Predoi e al Museo minerario (http://www.bergbaumuseum.it/it/prettau/information/index.asp). Il colore rosso è dovuto alla presenza di rame, che in antichità si estraeva dalle Miniere. Si scende incrociando ingressi di gallerie minerarie e ruderi di costruzioni che servivano per il soggiorno degli operai e la lavorazione del minerale (sono presenti in loco diversi cartelli didattici).
09-Sul sentiero dei minatori09-Sul sentiero dei minatori
Una curiosità: i pascoli che si notano percorrendo tutta la Valle Aurina sono originati dal disboscamento attuato nei secoli per fornire il combustibile atto ad alimentare le fucine di lavorazione del minerale. Da ultimo una comodissima pista nel bosco riporta alla chiesetta di Santo Spirito (tutti i frequenti bivi sono segnalati da ottimi cartelli "stile Alto Adige": anche senza cartina non ci si può perdere).
Commenti
  • 18/09/2016 E perchè no anche Cima del Vento? Un nome promettente in una giornata leggermente fumosa ma non fredda né ventosa, con ampie schiarite, il sole crea giochi di luce con le nuvole. Strana questa valle, il sentiero sale ripido per poi arrivare ad un ampio pianoro solcato da rignagoli e qualche cascata, un elicottero passa sopra le nostre teste, consegna viveri al rifugio e porta a valle le immondizie (sapremo poi che il servizio costa 32€ al minuto), in un attimo la grossa libellula torna indietro, quindi rifugio dietro l'angolo pensiamo, ma non è così, ci vorranno anora qualche svolta e poi a destra si intravedono i pennoni con le bandiere e la croce. Al Giogo Lungo ci liberiamo della zavorra e, ridiscese al bivio, proseguiamo a destra lungo il segnavia 12A cercando fra le pietre qualche ometto e qualche bollo giallo/rosso, il colore marron/ruggine delle pietre ed il cielo che si rannuvola certamente non aiutano ma con pazienza troviamo poi una buona traccia quantomeno segnalata. Un bel tratto di cresta, una catena, un paio di staffe sui grossi massi e, come da relazione in nostre mani, in meno di due ore arriviamo alla Bocchetta del Vento di Fuori m.2926 (cippo di confine) dove arriva anche il sentiero dal versante austriaco. Lì ci aggiriamo fra i grossi massi senza riuscire ad individuare almeno un ometto per proseguire mentre arriva la nebbia, sale proprio dalla conca detritica di discesa. Si torna indietro, decisione presa malvolentieri ma saggia su un percorso non noto; poi, poco prima di ripercorrere in senso contrario la cresta, vediamo degli ometti salire in verticale verso la croce. Sapremo poi che quello è un percorso non ufficiale, ma utilizzato da chi conosce la cima perchè tutto sommato più veloce e più “semplice” rispetto alla salita dalla bocchetta; l'attraversamento della pietraia e ghiaccio adesso è più veloce, il rientro al rifugio è accompagnato da qualche fischio d marmotta. Uniche due ospiti, veniamo sistemate in una camera a 8 posti, un lusso, rifugio ristrutturato da pochissimi anni, ma freddino. In serata si aggiunge un escursionista straniero e tre amici del giovane gestore, sono saliti per festeggiare un compleanno, viene accesa la stufa, si cena. L'ora della colazione viene contrattata lungamente, stasera ci sarà festa, un po' di confusione....alla fine ci accordiamo per le 8. Mattiniere noi, usciamo per vedere l'alba, il giorno si preannuncia bello a dispetto delle previsioni, quindi possiamo ritentare la cima tanto oramaila strada la conosciamo...ma alle 9, nonostante abbiamo bussato alle porte delle camere, il gestore non si vede, non si sveglia. Pronte a partire senza colazione lasciandogli un biglietto e una somma di denaro, ecco che arriva da valle il padre motorizzato, in 10' colazione servita fra scuse farfugliate ma oramai si è fatto tardi perchè nel pomeriggio si torna a casa.Rientro a Casere lungo la bella Valle Rossa ed il sentiere delle miniere, deviazione anche alla rumorosa cascata Rot e il sentiero ci deposita proprio davanti all'albergo dove abbiamo lasciato l'auto, Igor ci aspetta per cucinare qualcosa e salutarci.
  • 14/09/2015 Non è più possibile raggiungere in auto la Chiesetta S.Spirito in Val Aurina, si deve per forza lasciare l'auto nel parcheggio a pagamento a Casere mt 1600 ca (circa mezz'ora in più a piedi). Eventualmente si può arrivare con il bus, consigliato, visto che in valle tale servizio è efficiente. Questa notizia l'ho appresa dalla recente vacanza agostana in Val Aurina.
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