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    Anello del Monte Cucco da Arta
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR20

Anello del Monte Cucco da Arta

Avvicinamento

Percorrendo da Tolmezzo la Strada Statale n.52bis, giunti all'altezza di Arta Terme si entra a destra percorrendo via Carducci e quindi via Marconi. Con quest'ultima si esce da Piano d'Arta poi, dopo il ponte sul rio Randice, si devia a destra (indicazioni per il sentiero del Lander). Oltrepassati il maneggio e la maina Madonute si prosegue ancora lungo una stretta rotabile fino ad incontrare l'inizio del sentiero (m 680, piccolo parcheggio, cartelli, segnavia CAI n.408).

Descrizione

Seguendo le indicazioni per il Sentiero naturalistico del Lander si imbocca una mulattiera che sale decisa nel bosco per poi proseguire con una serie di svolte a pendenza più moderata. Oltrepassata una radura con stavolo, si raggiunge terreno più aperto per rientrare nuovamente nel bosco presso alcuni grandi faggi. Pochi metri dopo la ampia mulattiera piega a destra verso il bivacco e i campanili del Lander mentre noi proseguiamo diritti, ancora lungo il segnavia CAI n.408 che dopo poco interseca la nuova pista che sale al bivacco Lander. Ci si innalza in moderata salita in un bosco interrotto di tanto in tanto da qualche piccola radura da dove possiamo notare, pochi metri più sotto, il tracciato della pista che sale da Rivo. L’aggiramento del monte di Rivo prosegue su un comodo sentiero fino all’incontro con una caotica boscaglia dove la traccia si impenna per uscire poi sulla radura della malga Cucco (m 1445, ruderi). In questi ambienti vive il silvano, un piccolo esperide dal volo saltellante e dalla colorazione bruna. Giunti presso l’edificio principale è necessario fare attenzione all’orientamento poichè il segnavia si sdoppia (vecchi cartelli su un tronco). Lasciata a sinistra la prosecuzione del segnavia CAI n.408 in discesa verso Englaro ci si tiene a destra lungo il segnavia n.408a. Da qui si sale nel bosco fino a guadagnare la linea di uno stretto crinale affacciato sui dirupati versanti meridionali del monte di Rivo (vedi variante). Ci si destreggia lungo la cresta poi si perde leggermente quota per proseguire in un bosco di conifere caratterizzato dalla presenza di cavità e rocce affioranti. Lentamente ci si accosta al grande ghiaione che discende dalla cresta del monte Cucco e finalmente lo si affronta cercando sui massi i segnavia CAI.E' questo l'ambiente tipico di alcune piante abitatrici delle rupi calcaree tra cui la sassifraga incrostata. Dopo breve salita il sentiero si sdoppia nuovamente: a sinistra prosegue il nostro itinerario mentre a destra sale una variante più impegnativa (passaggi di I e II-). Si traversa quindi tra grosse pietre ricche di fossili per poi assecondare una parete rocciosa. Da qui ha inizio la parte più faticosa dell'escursione con il sentiero che ci porta a rimontare un erto pendio di mughi e larici uscendo alla base di una estesa pietraia. La salita prosegue, sempre decisa, un poco più a sinistra, sulla direttrice di un rivolo ghiaioso che si esaurisce solo alla base del colletto sommitale dove giunge da destra anche la variante alpinistica. Ancora pochi metri di salita e ci ritroviamo sulla cima del monte Cucco (m 1804, croce di ferro e libro di vetta), panorama limitato solo dal vicino monte Tersadia).
Il percorso prosegue nell'opposto versante dove un buon sentiero traversa tra i mughi per poi iniziare a scendere tra conche erbose e piccoli avvallamenti estesamente fioriti. A quota 1683 si incontra il segnavia CAI n.409 che arriva da casera Valmedan e che si imbocca a destra con una marcata ansa. Dapprima in quota e poi in moderata discesa si riattraversano le pendici del monte Cucco su un buon sentiero che poco più avanti si trasforma in una traccia malagevole. Doppiata una prima costa si perde quota velocemente in diagonale lungo un pendio erboso disseminato di piccoli abeti, mughi e ginestre guadagnando un ulteriore crinale boscato (m 1540, faggio contorto). Il sentiero prosegue con una ripida discesa dapprima a strette svolte e poi su ghiaie alla base di uno sperone roccioso. Il successivo traverso si esaurisce improvvisamente presso una costola vertiginosamente affacciata sul ciglio di un profondo dirupo. Con cautela si scende lungo il filo del crinale tra erbe, detriti e qualche macchia boscata aggirando sulla destra alcune asperità. Più in basso l'esposizione diminuisce ma la ripidezza del terreno si esaurisce solo in corrispondenza di una insellatura dove hanno termine le difficoltà. Seguendo le segnalazioni si piega decisamente a destra perdendo quota in una valletta boscosa. In breve ci si raccorda con una pista cementata che si segue a destra e che ci ricondurrà, dopo un lungo tratto nella valle del rio Randice, esattamente al punto di partenza.

Variante alla vetta del Monte di Rivo (E)

Una volta giunti alla cresta che unisce il monte Cucco al monte di Rivo è possibile salire anche su quest'ultimo seguendo la traccia che si stacca sulla destra. Abbandonato il segnavia CAI, si sale presso il filo del crinale deviando poi a destra laddove la cresta si fa più ripida. Seguendo tracce di passaggio e qualche sbiadito bollo rosso si aggira quasi tutto il versante settentrionale del monte, immerso ancora nel bosco. Con pendenza sostenuta si punta poi verso la vetta che si raggiunge agevolmente dopo avere toccato nuovamente il filo della cresta. Il punto più elevato è ingombrato da macchie di faggio ma ci sono diverse radure panoramiche aperte che lasciano spaziare la vista nelle varie direzioni. Uno spallone detritico, poco più basso, si discosta dalla vetta sporgendosi vertiginosamente sui dirupi sottostanti. E' facilmente raggiungibile percorrendo con cautela la crestina, ma occorre fare attenzione a non portarsi troppo sul ciglio una volta raggiunta l'estremità sulla quale si trova anche una specie di treppiede metallico.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
09
Dislivello
1100
Lunghezza Km
12,1
Altitudine min
680
Altitudine max
1804
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 20/11/2015 18/11/2015-Dopo aver toccato la cima del Tersadia dal versante di casera Valmedan alta, ridiscesi alla stessa, percorriamo la pista per casera Cucco di sopra e raggiungiamo in breve la vetta del monte Cucco. Dopo il tratto in ombra tra piccoli avallamenti coperti da mughi e bassi arbusti, si fuoriesce improvvisamente a pochi metri dalla cima inondata dal sole. Nubi basse attorno a noi: in pianura oggi è tempo pessimo...
  • 03/11/2015 Percorso ieri 2 novembre il sentiero del monte Cucco ma in senso antiorario, seguendo il sent. 409, partendo dalla loc. Alzeri. Non saprei se consigliarlo, salita ripida e perciò faticosa. Niente da segnalare su tutto il percorso. Non sapevo che c'era un percorso alpinistico che risale l'antecima 1770 da sotto i ghiaioni, arrivando da c.ra Cucco di sotto. Bello il sottobosco. mandi
  • 02/06/2015 Percorso l'anello oggi, 2 giugno: sentiero in buone condizioni lungo tutto il percorso. Effettivamente c'è una parte di discesa dopo la cima del monte dove i bolli sono un po' sbiaditi, ma con un po' di attenzione non ho avuto grossi problemi a seguire il sentiero.
  • 09/04/2015 Oggi 9 aprile ho cercato di percorrere l'anello, ma ho desistito causa ghiaccio e neve dura. Già prima della malga cucco, sul sentiero c'è ghiaccio, consiglio vivamente ramponi per chi vorrà intraprendere questo giro nei prossimi giorni. Ripiegato sul Monte di Rivò, non male. Alla prossima.
  • 11/10/2014 La pioggia fino a Gemona invita a rimanere a casa, a rinunciare ai quattro passi in quota, il tempo di un caffè, un breve consulto e si parte mentre il cielo si apre almeno in parte. Scelta azzeccata perché poi fino all’attacco del ghiaione di salita il sole ci ha fatto più o meno compagnia; bellissimo bosco con i primi colori dell’autunno, piccoli larici diamantati di rugiada, profumo di funghi, merita anche la breve deviazione per visitare il bivacco Lander, un gioiellino posto in una piccola deliziosa conca, e il fascino del bosco disordinato?........bello e silenzioso…Alla base del ghiaione si guarda in su, segnavia ben visibili ma non ricordavo tanto faticosa la salita per zolle e roccette fino alla cima e lì troviamo ammassata tutta la nebbia della pianura. Scomoda e oggi antipatica la discesa, erba alta e bagnata che richiede attenzione ad ogni passo in particolare lungo il sottile crinale, la silenziosa e umida valletta sembra quasi illuminata dal verdissimo muschio e dalle felci incredibilmente verdi; la pista cementata serve per lo stretching finale
  • 13/11/2011 Anche oggi vale la pena di raggiungere una cima, ho solamente buttato l'occhio al monte Cucco salendo sul Tersadia, mi era sembrato selvaggio quel tanto che piace a me. Lungo l'autostrada vedo tremolare ancora le luci dei paesi che incontro, in breve albeggia e si fa giorno; oltrepasso Tolmezzo e poco dopo ecco a destra la chiesa di S.Floriano appollaiata su Imponzo e a sinistra la pieve di Zuglio, davanti a me fa cucù la cima inbiancata del Coglians. Risalgo una Piano d'Arta ancora addormentata, una signora con borsa rosa va verso la fermata della corriera. Il termometro indica -1° e penso a chi a quest'ora sta ancora sotto la trapunta, magari in compagnia, e solo ieri sera mi aveva scritto: attenta topo gigio che domani farà freddo. Grazie, lo so che fa freddo, io sono qua...Parcheggio presso un casolare isolato e mi inoltro subito nel bosco lungo il sentiero 408, un bel sentiero, ricoperto da foglie croccanti sul quale si intersecano radici contorte, lungo il percorso sono posti tabelloni esplicativi riguardanti la flora e la fauna presente nella zona; a quota m.800 fa la sua comparsa un segnavia. Il sole comincia a filtrare tra i rami, giungo allo stavolo di Beput e sento dietro a me rumore di passetti corti sulle foglie e ansimare, mi giro di scatto: sono due cani che mi ignorano e proseguono. Proseguo anch'io e poco dopo 3 spari: spero abbiano fallito...Continuo a camminare, lungo sentiero 408 silenzio, il bosco dorme, qualche traccia di passaggi: involucri abbandonati e frenate di MTB che mi indicano la via da seguire ove gli schianti ostruiscono il sentiero. Non vedo l'ora di uscire da questo bosco freddo e disseminato di sassi e intanto mi ritrovo sullo spiazzo dove ci sono i ruderi di casera monte Cucco, è stato ricavato un osservatorio per la selvaggina. Imbocco a destra il segnavia 408a, si snoda nel bosco, mi ritrovo a scendere una vallecola per poi risalirla per aggirare alcuni alberi caduti da tempo, la traccia adesso costeggia la cresta e mi è possibile dare un primo sguardo ai dirupi sottostanti, ai campanili. Giungo alla base della pietraia, via i bastoncini, uno sguardo in alto per individuare i segnavia e salgo verso sinistra, il ghiaione è ben consolidato, tralascio dopo breve a destra la variante alpinistica. Mi sorpassa un escursionista che va di fretta, tanto di fretta che mi scarica addosso un po' di pietre...mi soffermo ad osservare e a toccare i numerosissimi fossili, un piccolo abetino contorto è nato fra questo niente; fa freddo, sono sul versante nord, in ombra, guardo il Tersadia illuminato dal sole e vorrei essere là. Il sentiero continua ripido fra sassi e mughi, passo dall'ombra al sole, sono quasi arrivata, una svolta a sinistra e intravedo quella strana croce e la sua bella targa; un ultimo strappo e ...buona cima allo scaricasassi. Bel panorama, esteso, al sole si sta bene e mi concedo una breve sosta. Zaino di nuovo in spalla e giù lungo il sentiero 409 tra erbe alte e secche, scivolose; la traccia prosegue ed a un certo puntozigzaga e diventa malagevole, più avanti stretta ed esposta sulla frana sottostante. Il sentiero scende ripidamente su terreno umido, ricoperto di legnetti e foglie, rientra nel bosco fino ad incontrare l'indicazione per Piano d'Arta. Da l' i segnavia diradano ma la direzione è evidente, sbocco sulla pista cementata, svolto a destra e proseguo lungo il solito sentiero spaccaginocchia fino al parcheggio. Bella escursione di una bella giornata di metà novembre, la consiglio.Loredana
  • 07/10/2009 Sentiero CAI: Monte Cucco (Arta Terme). Torrioni Lander - cima monte Cucco. Sentiero scarsamente segnato (tratto finale). cristianagostinis@friuladria.it
  • 18/05/2008 Sentiero CAI: 409. da piano d arta al monte cucco. dalla quota 1676 circa verso ilraccordo con il sent. 408a per casera m cucco di sopra e completamente invaso dai mughi i segni sono completamente scomparsi. babicnadia@alice.it
  • 20/11/2005 a mano a mano che ci si avvicina alla Casera M.Cucco e dopo alle ghiaie sommitali, i segnavia divengono un po' radi ed occorre aguzzare la vista (altrimenti è facile perdere la traccia). Qualche attenzione ai passaggi immediatamente sotto la cresta.
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  • Fioritura primaverile sotto il Monte Cucco di Arta. Tipica f ...
    14/05/2007 Fioritura primaverile sotto il Monte Cucco di Arta. Tipica f ...
  • Mont di Rivo. . . renato.tirelli@libero.it
    25/01/2007 Mont di Rivo. . . renato.tirelli@libero.it
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