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    Monte Postoucicco e Cuel di Lanis dal Plan di Tapou
    Prealpi Giulie
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    Monte Postoucicco e Cuel di Lanis dal Plan di Tapou
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I percorsi di SentieriNaturaV35

Monte Postoucicco e Cuel di Lanis dal Plan di Tapou

Avvicinamento

Dal Ristorante alle Sorgenti, situato nella alta Val Torre poco dopo la galleria, prendere la rotabile che porta all'abitato di Musi. Al bivio poco dopo il ponte prendere a sinistra per Plan di Tapou e risalire per circa tre km fino ad incontrare il cartello del segnavia CAI n.729 (m 832, possibilità di parcheggio in corrispondenza dell'ampia curva).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
026
Dislivello
1000
Lunghezza Km
8,5
Altitudine min
830
Altitudine max
1629
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 06/05/2016 04/05/2016 Purtroppo c'è ancora il segnale di divieto(strada chiusa a 500 M) ma in assenza di transenne sulla strada,la percorriamo ,lasciando l'auto a SX all'inizio della stradina (divieto),e con essa fino a confluire con il sent.729. sentiero segnatissimo (anche troppo)fino al bivio dopo le casere Noacco Tamaruz, per Forc. Dolina il sent. è ancora ben innevato ,e optiamo a destra per il 736 confidando nel maggiore "soleggiamento";molta neve nella vallata ...pesante e compatta,ma facilmente calpestabile.Il percorso si fà poi impegnativo alla ricerca dei radi e sbiaditi segnavia,e della traccia per la salita alla panoramica forcelletta,esposto traguardo a pochi metri dalla cima,"sopra"ci fà compagnia la piccola croce di legno ,circondati da una meravigliosa visuale.Rientriamo per lo stesso percorso rinunciando a malincuore per sicurezza al completamento dell'anello....ci ritorneremo...promesso !!!! Mandi
  • 11/11/2015 Nonostante il divieto e l'avviso di relativa chiusura, trovo la strada percorribile fino all'imbocco del sentiero. Son solo un paio le buche da affrontare con lentezza. Le rovine son circondate da una selva di stuzzicadenti che ha ripopolato la radura con prepotenza. I fusti son talmente esili ed alti da sembrare di poter essere divelti con la semplice pressione di un dito. Paion quasi una tenda di canniccio a testa al contrario! Il suolo è ricoperto da foglie d'acero e frassino. Il troi è manutenuto a regola d'arte, addirittura troppo raso. La forcella ha la dimensione d'una “cassamatta”, manca solo una porticina. Poi, finalmente, è cresta. Solitaria e selvatica, mi fischia dalle pendici meridionali. Solita, camoscievole fuga. Il Matajur è un isolotto galleggiante tra i densi vapori del mattino. La prima cima si raggiunge tanto facilmente quanto risulta arduo lo staccarsi da essa. Il Triglav è una candida scintilla che acceca. Alla successiva risalita seguo delle tracce sul versante meridionale. Camosci e piogge han reso estremamente eroso e friabile quel brandello di cengia. Capisco subito che son sul lato sbagliato. Ma mi va bene così. L'esposizione è notevole ed alla successiva piega del monte capisco che è ora di risalire. La parete precipita verso Cesariis mentre sopra di me è tutto un succedersi di pietre che ti rimangono in mano e ciuffoni tanto aurei quanto poco solidi. Questa volta però l'impulsività è premiata oltre ogni aspettativa. Nuove e morbide orecchiette d'orso, si fan largo tra le foglie rinsecchite e licheni sgargianti. Mi fermo poco in vetta, l'ometto è assente, posto erroneamente sulla successiva cimotta, più bassa. Dal Laschiplas al Cuel di Lanis la musica cambia. La traccia è celata con prepotenza dai mughi. Non ci sono passaggi migliori. Solo uno. Inghiottito e ben digerito da madre Natura. Per la terza volta in cima non riesco ancora a saziarmi, a calmare il gironzolar degli occhi. Dal Triglav all'Antelao. Tutto lì, in infiniti ricami che via via si fan contorni, accenni, ombre. Che ti fan intuire quanto è vasto il mondo, quanto non basterebbero le vite di tutti per sfiorarne solo uno spicchio. Il Gran Monte pare la scia di una talpa che non s'è decisa dove uscire. La muraglia del Plauris e dei Musi, con quelle pendici sanguigne, è l'immancabile protagonista. Poi viene ora di farsi cullare da queste meraviglie e mi stendo a lungo. Gli occhi chiusi, Finché un sospiro di vento me li fa aprire. Qualche metro sopra di me un grifone torna verso il suo laghetto dopo il pattugliamento giornaliero. Più tardi quel suono si fa soffio. Riapro gli occhi, questa volta sono dei bipedi a veleggiar nell'aere. Uno tenta il dialogo avvicinandosi "Ce panorama!", immerso nel silenzio mi pare d'esser salito sul palco del teatro dell'assurdo. Poi la discesa lenta, nuotando tra le alte erbe d'una vallecola paralizzata dalla brina.(27.10.2015)
  • 31/10/2014 Percorso il 27/09/2014. La strada è interdetta ai veicoli 500 metri dopo il bivio per Musi (piccolo spiazzo per parcheggiare). Non rimane che risalire a piedi lungo la dissestata rotabile asfaltata, fino ad un bivio, dove si prende a sx una rotabile ancora più stretta (divieto di transito permanente). Dove questa si esaurisce (divenuta nel frattempo una trattorabile inerbita) s’incontra il SV CAI che proviene da dx e che va preso proseguendo a sx (fare attenzione a non proseguire dritti, ma svoltare decisamente a sx: c’è l’indicazione 729 su un sasso. Raggiunte le C.re Noacco-Tamaruc si prosegue fino al bivio 729 (F.lla Dolina) -763 (Cuel di Lanis) dove si prosegue a dx. Il sentiero è alquanto trascurato e spesso si cammina nell’erba alta. Raggiunta un’ampia valletta si prosegue seguendo la profonda traccia seminascosta dall’erba alta. Radi segnavia guidano fino ai piedi del Cuel di Lanis, dove inizia una ripida ascesa. Tralasciare le varie tracce che portano a dx, fuori dal percorso CAI; nel dubbio puntare ad un macereto che s’intravvede in alto sulla sx. Non rimane che un ultimo tratto in cresta prima di raggiungere la cima (piccola croce, libro di vetta). Buone camminate a tutti. Bepi – Cividale.
  • 08/05/2014 questa mattina volevo effettuare l'escursione, ma niente da fare, non si può risalire la strada sino all'attacco del sentiero, infatti risulta chiusa e non si può percorrere. in corrispondenza dal bivio per Musi, dove si dovrebbe svoltare a sinistra, vi è un cartello con divieto di accesso causa strada interrotta.
  • 25/07/2012 Percorso il giorno 22/07/2012 percorso molto bello ben segnato fino alla cima Postoucicco ... dopo la cima Laschiplas seguendo la cresta attenzione a non seguire un'evidente traccia che porta a sinistra su impervi pendii erbosi ,ma cercare un'ometto poco visibile che indica la percorrenza a DESTRA del sentiero ,traccia non molto visibile ,che porta a scendere in mezzo ai mughi e poi risalire in cresta attraverso i mughi ...al'interno dei mughi si nota il sentiero ed anche segnato in rosso oramai sbiadito ...
  • 17/05/2012 Rifatto oggi, questa volta partendo da Plan di Tapou, ma visto il solito problema del poco tempo a disposizione (di giovedì mattina lavoro) ho dovuto limitarmi ad arrivare solo sul Postoucicco, Almeno questa volta sono arrivato in cima (l'altra volta mi ero limitato all'antecima). La giornata è stata bellissima e il panorama grandioso, anche la temperatura era ideale con una leggera brezza a tratti. Trovata solo un po' di neve molle da un po' sopra casera Noacco a forcella Dolina. Mauro.
  • 14/01/2012 Vista la bellissima giornata e dopo aver "volato basso" nelle ultime escursione mi sono deciso oggi di tentare qualcosa di più sostanzioso e ho preso come obiettivo il Postoucicco, risalento il versante sud da Cesariis di sopra. Ho impiegato 2 ore e venti minuti per arrivare alla Forcella Dolina. Quasi tutto il percorso era in battuta di sole e con calma di vento, le condizioni ideali per camminare con passo spedito. La musica è cambiata però dopo aver cambiato versante, nel tratto che porta da forcella Dolina alla cima del Postoucicco. C'era neve, in qualche punto anche abbastanza dura, e tirava vento. Con un po' di fatica ho impiegato buoni 40 minuti per arrivare fino all'antecima (è quelle con una piccola croce di metallo, giusto?). A quel punto ho rinunciato a proseguire fino alla cima perché ero ormai un po' stanco e più che soddisfatto dallo stupendo panaroma che si vedeva anche dall'antecima. La visita alle cime del Postoucicco, del Laschiplas e del Cuel di Lanis sono solo rinviate a una stagione più propizia. Mauro.
  • 12/10/2011 m.postoucicco.Ho percorso l'itinerario solo fino alla cima del postoucicco e quindi riferisco solo per questo tratto. Sentiero ottimamente segnalato (complimenti a chi di dovere) che, con normale passo montano, mi ha portato in cima in h.2,1/2. Nessun pericolo o difficoltà. Solo la parte finale, da forcella dolina alla cima, va affrontata con attenzione visti alcuni punti esposti. Sconsiglio con neve, ghiaccio o abbondante fangosità. Per il resto,..UNO SPETTACOLO ! Ho visto tutti i monti, dal mare e fino a Piancavallo ed inoltre, Antelao, Pelmo e 3 cime di Lavaredo (ora 2 e mezzo).Salire per credere.Buona vita a tutti
  • 20/09/2011 Il meteo promette bene, si può fare, Mentre in auto risalgo la stradina che porta a Plan di Tapou vedo che gli alberi si piegano sotto il vento, ramaglie e sassi sulla strada, pazienza. Attacco il 729, salgo veloce nel bosco, rumore d'acqua: è il rio Vodizza che scende. Il vento sferza gli alberi, cade qualche ramo, il sottobosco ondeggia, quel suono forte che va e viene mi accompagna fino a casera Noacco. Adesso cammino a tratti allo scoperto, il sole illumina dietro me la catena dei Musi, fatico a risalire, il sentiero adesso è un sentierino, aggiro uno sperone di roccia, attenta all'esposizione. Dall'intaglio di forcella Dolina mi soffermo a guardare Pradielis là sotto, il vento aumenta, adesso sembra il suono delle onde che rabbiosamente si infrangono sugli scogli. Che faccio? Continuo? Continuo; salgo i ripidi gradoni erbosi, a tratti fatico a mantenermi eretta, qualche roccia e mugo aiutano; ecco la piccola croce dell'antecima. Continuo fino al Postoucicco, una firma, uno sguardo intorno, sole e aria tersa permettono di vedere lontano, là un puntino rosso: il Brollo. Continuo, a tratti fatico a camminare a causa delle raffiche sempre ben presenti e dei mughi che hanno totalmente invaso la traccia. Scendo verso il lastrone, al coccige torna improvvisamente memoria di un'antica scivolata proprio qui; il sentiero scompare, ricerca fra i mughi, rieccolo; lo seguo, la risalita è davvero avventurosa, servirebbe un machete...e arrivo sulla cima del Laschiplas (l'ometto è scomparso) in compenso parecchie stelle alpine. La prosecuzione è lenta perchè devo cercare i passaggi migliori e più sicuri vista l'esposizione, a volte devo inventarmeli; affronto i tratti esposti con calma perchè il vento non molla; finalmente individuo i paletti dell'A.V. CAI di Gemona: un miraggio! La risalita al Cuel di Lanis mi sembra una passeggiata rispetto a quanto percorso finora, ecco la cima, il libro di vetta. Mi guardo intorno, mille orizzonti, in lontananza il Canin sembra imbiancato, ai miei piedi la pianura friulana, mai visto il mare così vicino, chiudo gli occhi , allungo le mani e.... lo tocco...Ogni fatica è dimenticata.Uno spettacolo! Scendo dall'A.V. CAI di Gemona, sentiero ripido, nel vallone sottostante il sentiero corre fra ortiche e piante di lamponi alte quanto e più di me, ben presto arrivo al bivio con il 729 (cartello scomparso ma a terra numerazione sentiero 764), da lì riprendo il percorso dell'andata.Anche questa meta da non dimenticare.Loredana
  • 05/09/2011 il 4/9/11 avvistati 3 camosci nei pressi della vetta del postoucicco.
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