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    Anello del monte Vualt da Dordolla
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Vualt da Dordolla
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I percorsi di SentieriNaturaM21

Anello del monte Vualt da Dordolla

Avvicinamento

Dalla statale n.13, Pontebbana, deviare verso Moggio proseguendo poi lungo la rotabile della val Aupa fino ad incontrare sulla destra la deviazione per per Dordolla (frazione di Moggio Udinese). La stretta rotabile si inerpica con un tornante sul fianco della valle e in breve raggiunge la frazione. Qui, nel piccolo piazzale presso la chiesa, possiamo lasciare l'auto (m 612).

Descrizione

L'escursione ha inizio tra le strette viuzze del borgo, dove i segnavia CAI ci indicano la direzione da seguire. Dopo avere oltrepassato le case più a monte si perviene al bivio principale: a destra prosegue il segnavia CAI n.425 che utilizzeremo al ritorno mentre ora ci teniamo a sinistra sul CAI n.422. Questo traversa sfiorando prati ancora sorvegliati da vecchi stavoli, poi perde leggermente quota per assecondare uno sperone roccioso aggettante. Si procede in moderata salita intersecando un piccolo canale ghiaioso dove la traccia stenta a mantenersi. Successivamente la pendenza si fa più marcata mentre il sentiero si snoda, ancora in direzione nord, all'interno di un bosco di pino silvestre dove l'erica ricopre di vistosi tappeti rosa il sottobosco primaverile. Si attraversa anche un secondo solco detritico che incontreremo più in alto, alla sua testata, accostandoci alla vetta del monte Forchiadice. Dalle poche radure la visuale si apre sull’altro lato della valle ed in particolare su Creta Grauzaria, monte Sernio e monte Flop. La diagonale si dilunga fino a quota 943 dove il sentiero inverte la direzione per iniziare la risalita del boscoso versante nord ovest. Qui un cartello segnala a sinistra la possibilità di scendere per pochi minuti a visitare una galleria militare molto profonda (qualche schianto lungo la deviazione). Ripreso il segnavia, ha inizio una interminabile serie di tornanti nel bosco di faggio che, a quote più elevate, si arricchisce di altre specie quali l' abete bianco, l'abete rosso e l'acero di monte. Le ampie svolte e la pendenza costante ci permettono di guadagnare quota agevolmente poi, intorno ai 1300 metri, il sentiero si accosta ad un vallone risalendone il bordo con una serie di anse più ravvicinate. Si tratta dell’impluvio che abbiamo attraversato in precedenza, sopra il quale ora si transita per mezzo di un aereo tratto scavato nella roccia. Su queste chine impervie si possono osservare le fioriture del rododendro nano, della orecchia d’orso e della pinguicola mentre fanno la loro comparsa i mughi che da qui in poi definiranno il paesaggio, celando in parte l’esposizione del versante sul quale ci troviamo. La mulattiera traversa le pendici del monte Forchiadice poi con una serie di svolte prende quota fino a completare l’aggiramento della vetta e uscire sulle balze meridionali, disseminate di piante scheletrite. Il sentiero passa accanto all'ingresso di una lunga galleria oltre la quale ha inizio il traverso in direzione del monte Vualt. Per allargare la nostra visuale possiamo farci tentare dal cartello che indica a sinistra la possibilità di salire in pochi minuti alla cima ovest del monte Forchiadice (m 1579), ottimo belvedere sulla val Aupa. Riguadagnato il segnavia CAI n.422, dopo poco si lascia a destra la possibilità di scendere direttamente a Dordolla (cartello, sentiero La Lope) e ci si accosta al pendio sommitale. A larghe anse tra i mughi si giunge così al ricovero denominato Cjasut dal scior (m 1744), una piccola costruzione affacciata verso sud fornita di un arredo curato e tenuta in modo esemplare dalla sezione del CAI di Moggio. Al suo interno troviamo infatti una dotazione completa anche per il pernottamento con stufa, tavolo, panche e letto a tre posti. Da qui in pochi minuti vi è la possibilità di salire alla soprastante vetta del monte Vualt (m 1752, splendido belvedere) o alla vicina quota 1725, che offre una visuale migliore sulla val Aupa. Dal Cjasut si scende a svolte dalla parte opposta, ritrovando i primi lembi di faggeta. Un punto panoramico, dotato di panchina presso il Clap di Pauli, precede di pochi metri l'innesto a destra nel segnavia CAI n.425 che scende da forcella Forchiadice. Dopo il bivio la mulattiera si allarga sensibilmente, interseca un grande impluvio e prosegue come pista sterrata esaurendosi presso il casermone di Vualt (m 1312, cartello informativo), pregevole struttura risalente al 1911. Dell'edificio si sono conservate le mura esterne ed alcuni particolari della dotazione interna come i lavatoi. Imboccata la strada asfaltata, con una marcata ansa si asseconda il greto del rio Alba procedendo poi in discesa per altri 700 m fino ad incontrare a destra la deviazione per il rifugio Vualt. In pochi minuti si arriva all'accogliente ricovero (m 1168, fontana), sempre aperto ed attrezzato anche per il pernottamento. Dalla fonte il segnavia CAI n.425 riprende a salire nel bosco con buona pendenza fino a raggiungere un sentiero più marcato che traversa a sinistra, rasentando alcune bancate rocciose. Aggirato un costone si entra nella valletta che conduce a forcella Vualt e che si risale con percorso piacevole raggiungendo la forcella Vualt (m 1282), immersa nel bosco di faggio. Dal valico si scende nell'opposto versante iniziando una lunga diagonale che ci conduce dapprima sopra una vasta zona detritica e quindi all'incontro con il greto del Riu di Val. Si perde quota ancora a tornanti, incontrando alcuni stavoli diroccati ed un ultimo rio oltre il quale si esce in breve sui prati sopra le prime case di Dordolla i cui prati sono ricoperti da estese fioriture primaverili di crochi e primule comuni.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
018
Dislivello
1300
Lunghezza Km
14,6
Altitudine min
612
Altitudine max
1752
Tempi
Dati aggiornati al
2008
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  • 21/05/2016 Ripercorso oggi questo bell'anello esattamente come proposto da SN M21. Sempre attraente e vario con ottimi spunti panoramici piacevolmente limitati solo dai vicini gruppi Sernio-Grauzaria e, sul versante opposto, Zuc dal Bôr-Chjavals. Percorso perfetto e privo di difficoltà. Sulle roccette sommitali domina la primula auricola, in basso qualche bella Orchidacea e Botton d'oro. Dordolla resta un piccolo gioiello. Buone montagne.
  • 03/11/2015 Percorso domenica 1 novembre, esattamente come proposto da SN, comprese le brevi deviazioni per il Monte Forchiadice e per le due cime del Vualt. Giornata eccezionalmente limpida e non fredda, ma piuttosto ventosa. Troviamo il parcheggio di Dordolla strapieno, probabilmente per la ricorrenza dei Santi, parcheggiamo nell’unico stallo libero, che sembra aspettare proprio noi, poi ci avviamo in salita tra i vicoletti del borgo, sempre cercando sui muri i segnavia biancorossi del sentiero CAI. Subito sopra le case incontriamo il bivio tra i sentieri 422 e 425, noi ci incamminiamo a sinistra accompagnati dai rintocchi delle campane … all’inizio del percorso ci imbattiamo in un simpatico angioletto di pietra che sembra augurarci buona montagna. Il sentiero inizia con un pezzo in leggera discesa e saliscendi, poi comincia a salire con larghe svolte nel bosco, si cammina letteralmente fendendo lo spesso strato di foglie secche di faggio. La pendenza è costante ma molto graduale e si guadagna rapidamente quota senza eccessiva fatica. La deviazione per la cima del Forchiadice è ben segnalata (cartello) e richiede pochi minuti, sarebbe un peccato mancarla! Nel tratto finale l’improvvisa apparizione di 5 ciclisti che sbucano in velocità da dietro una curva ci fa quasi prendere un colpo! Troviamo il Cjasut dal Scior affollato, sia da escursionisti che da mountain-bikers, noi entriamo un attimo, giusto per apprezzare il perfetto stato in cui è tenuto questo piccolo ma attrezzatissimo rifugio (complimenti a chi lo gestisce!), poi saliamo sul cimotto soprastante (le segnalazioni dicono “Belvedere”, ma in realtà si tratta della cima più alta del Monte Vualt). Giornata limpidissima (giusto un po’ di foschia verso la pianura), neanche una nuvoletta all’orizzonte, dopo esserci beati del panorama troviamo un posticino tra i mughi riparato dal vento e ci concediamo una lunga pausa pranzo con tanto di pennichella. Prima di riprendere la strada del ritorno, ancora una puntata alla cima più bassa, quella con la croce (anche in questo caso, si tratta di pochi minuti) e poi giù per il sentiero, che ben presto si allarga e si fa prima mulattiera e poi vera e propria stradina. Bella la radura del casermone di Vualt, fin lì giunge la strada asfaltata che per fortuna si può evitare con il sentiero che passa lontano e corre nei pressi del tracciato del metanodotto Snam. Quando arriviamo al Rifugio Vualt sono già le 15.30, il segnavia indica ancora 1.50 per il ritorno a Dordolla, la bellezza della giornata ci ha fatto perdere il senso del tempo e realizziamo che non manca molto al tramonto … la preoccupazione per il buio che avanza ci spinge a mettere il turbo, riusciamo ad arrivare all’auto alle 16.45 senza problemi, con tanta soddisfazione e gratitudine per la splendida giornata! Percorso complessivamente lungo, ma non eccessivamente faticoso a dispetto del dislivello elevato, su ottimo sentiero senza alcun problema e sempre segnalato a dovere, molto appagante! Se si sale al Cjasut dalla Val Alba l’escursione diventa molto più breve ed accessibile anche a famiglie e comitive.
  • 11/05/2015 Anello percorso ieri, con la salita alle tre cimette (tutte meritevoli) e aggiungendo l'andata e ritorno alla creta dai rusei (bivio segnalato lungo il sentiero 425, poco prima di raggiungere l'edificio militare, segni rosso-gialli fino in cima, niente neve); sentieri e segnaletica impeccabili, giro vivamente consigliato per ambiente e panorami, ciao a tutti
  • 13/07/2014 Anello fatto ieri 12/7/14. L'avevo sempre rimandato a favore di mete più celebrate. Ieri ho dovuto ricredermi perchè l'anello proposto in SN M21 l'ho trovato assolutamente appagante. Sottoscrivo totalmente quanto relazionato da chi mi ha preceduto. Aggiungerei un breve accenno all'aspetto botanico che ora ci premia, nelle zone più alte con la vista di qualche bell'esemplare di giglio carniolico e martagone (quest'ultimo in prevalenza in bocciolo). Diverse altre specie fanno da contorno. Poco prima del Cjasut dal Siôr un camoscio si lancia in discesa nel ripido pendio boscoso sparendo in un attimo alla vista. Durante la salita il piacevole incontro con una coppia con cui mi intrattengo brevemente e che rivedrò al Cjasut dopo una puntata al cimotto a nord e alla q.ta 1725. Un bravo particolare a loro che mi dicono di essersi dedicati alla montagna da non molto. Ho potuto godere di un buon panorama finchè un po' di condensa non ha precluso la vista. Sceso in Val Alba, dopo il Rif. Vualt sono stato gratificato e accompagnato fin poco sopra Dordolla da una leggera tranquilla pioggerella rilassante che non impediva al sole di filtrare e che non mi ha indotto all'uso di mantellina. La discesa su terreno sassoso erboso bagnato ha richiesto solo un minimo di attenzione in più ad evitare scivolate. Nella piccola raccolta frazione, complice l'asfalto, si alzavano già, nel pieno sole, i vapori della poca acqua caduta. In conclusione: anello molto consigliabile e privo di vere difficoltà. Piccola nota personale: al Cjasut ho incontrato un amico di gioventù, salito in mtb, che non vedevo dal '76 quando il terremoto ha cambiato vite e percorsi. La casualità a volte fa miracoli. Buone camminate a tutti.
  • 27/06/2014 Piacevole escursione, ottimi sentieri ben calpestati (forse grazie anche alle mtb che li percorrono), il dislivello non si avverte, larghi tornanti smorzano la salita in un bosco pulito; le volte delle grotte hanno subito qualche cedimento, il panorama che si gode dalle due quote del monte Vualt è veramente vasto e appaga lo sguardo goloso. Al Cjasut dal Scior incontrati due “escursionisti” su due ruote, altri due pedalatori avevano proseguito lungo A.V. verso il bivacco Bianchi. Il sentiero di discesa, il 425, è più che un sentierone, un’oasi il ripiano del rifugio Vualt, dove c’è da guadare il Riu di Val a causa del cedimento di un tratto di sentiero, ometti indicano il percorso migliore con passaggio accanto a cascatelle.
  • 06/05/2014 Fatto domenica 4 scorsoMonte Vualt da Dordolla, il programma della giornata prevedeva di fare l'anello, salire dal 425 e scendere dal 422, ma ho dovuto rinunciare. Il sentiero da Cjasute dal Sciror nel primo tratto sul versante a nord era coperto da troppa neve e di difficile percorribilità secondo me, quindi ho rinunciato a percorrere quel, seppure breve, tratto di sentiero facendo a ritroso il percorso fatto in salita.A parte questa difficoltà la giornata è stata appagante... il sole splendente e il vendo sostenuto di tramontana mi ha regalato una vista che si spingeva quasi fino al mare e in zona riparata e riscaldata dal sole l'incontro della prima, penso, vipera ancora semi addormentatahttp://tabaccomapp-community.it/percorso/4188-monte-vualt-da-dordollahttps://picasaweb.google.com/110411723501887535728/MonteVualtDaDordolla?authuser=0&feat=directlink
  • 08/10/2012 Bellissima escursione fatta due giorni fa. Percorso lungo e impegnativo per il notevole dislivello, ma molto soddisfacente. Agevole e molto ben segnalato in tutti i tratti. Solo in due punti al ritorno( CAI 425) c'è stato qualche dubbio e se possibile sarebbe utile un ulteriore indicazione: alle sorgenti del Rio Alba perchè ci sono indicazioni di un altro sentiero che potrebbero trarre in inganno,invece bisogna continuare sul tratto asfaltato; e successivamente nel tratto di rio con le cascatelle (di cui non so il nome) per individuare più agevolmente il punto migliore dove attraversare per giungere sull'altra sponda. Un ringraziamento in particolare alle persone che lavorano per mantenere i sentieri in così ottimo stato e che ci hanno pure offerto un caffè al Cjasut dal Sior! complimenti!
  • 16/11/2011 un grazie a Michela per la descrizione del sentiero Palis D'arint che non ho potuto fare con la neve e di cui non avevo nessuna descrizione.
  • 14/11/2011 Fatto ieri il giro del Monte Vualt da Dordolla, però in senso antiorario e in versione abbreviata, utilizzando sentieri "minori" che costituiscono un'alternativa segnalata alle mulattiere CAI. Siamo saliti per il sentiero 425 fino a forcella Vualt, dove abbiamo preso a sinistra il "sentiero delle creste" (o delle Palis d'Arint), segnato con bollini blu. Il sentiero non è difficile né particolarmente esposto, ma consigliabile in assenza di neve o gelo per la traccia a tratti esile o ripida. Si sale il costone S-SO del M. Vualt, per lo più traversando sul lato destro sottocresta data la conformazione tormentata della stessa, in un paio di tratti seguendola brevemente dopo la risalita di ripidi canalini erbosi. Il percorso è molto interessante, in ambiente naturale selvaggio ma non severo, su terreno aperto e con una varietà di bellissime visuali. Sosta doverosa suI M. Vualt e sul cocuzzolo q. 1752 sopra il Cjasut dal Sior, entrambi molto panoramici. Al ritorno abbiamo seguito il sentiero 422 in direzione di Dordolla fin poco a E del M. Forchiadice, scendendo poi a sinistra per il sentiero "Le Lope" (tabella, bollini blu) entro la valletta del Riu di Val. Senza grandi panorami ma su percorso soleggiato e piacevole, si scende per buoni zigzag un po' inerbiti per la poca frequentazione, fino al sentiero 425 che riporta a Dordolla.
  • 22/04/2011 percorso il 10 aprile salendo dalla Val Alba , per la neve via libera
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