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    Sulla dorsale del monte San Martino da Clastra a Topolò
    Prealpi Giulie
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    Sulla dorsale del monte San Martino da Clastra a Topolò
    Prealpi Giulie
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    Sulla dorsale del monte San Martino da Clastra a Topolò
    Prealpi Giulie
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    Sulla dorsale del monte San Martino da Clastra a Topolò
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    Sulla dorsale del monte San Martino da Clastra a Topolò
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaF40

Sulla dorsale del monte San Martino da Clastra a Topolò

Avvicinamento

Da Cividale si esce in direzione di Sanguarzo e Ponte San Quirino e da qui si seguono le indicazioni per San Leonardo. Dopo avere oltrepassato il ponte sull'Alberone e le case di Cemur fare attenzione ad imboccare il bivio per Clastra sulla sinistra. In breve si raggiungono le case della piccola frazione e la chiesa presso la quale si può parcheggiare (m 384). Per iniziare l'escursione si torna indietro qualche metro fino ad incontrare le segnalazioni CAI per il monte San Martino.

Descrizione

Si sale lungo la strada cementata che in breve si trasforma in tratturo e attraversa una bella distesa prativa caratterizzata dalla presenza di querce e grandi castagni. Dopo un breve tratto boscato il sentiero esce nuovamente su prati punteggiati dalle fioriture della primula comune. Un cartello indica la possibilità di traversare direttamente la vetta del monte San Bartolomeo (Sv Arnej, m 624) mentre il segnavia CAI ufficiale ne aggira sulla sinistra le pendici occidentali. In ogni caso ci si ritrova alla insellatura a quota 540 dove si lascia a destra un bivio che scende nel versante del torrente Cosizza. Il sottobosco tra febbraio e marzo si ricopre di spettacolari fioriture di crochi a cui si accompagnano altre specie precoci quali il bucaneve, la bicolore polmonaria e l'elleboro verde. Seguendo le indicazioni per S.Lucia si prosegue lungo la dorsale con qualche modesto saliscendi andando a confluire su una pista di esbosco che in breve raggiunge la quota 582 m. Qui è stata eretta la chiesa di Santa Lucia, probabilmente risalente alla prima metà del Cinquecento e recentemente ristrutturata. Nel sottobosco fanno la loro comparsa numerose specie primaverili quali l'erba trinità ed il fior di stecco mentre nelle schiarite volano i primi esemplari di vanessa c-bianco e vanessa atalanta.
Altri cartelli segnalano la possibilità di scendere a Brizza nel versante dell'Alberone. Noi invece proseguiamo dietro la chiesa dove il segnavia CAI sale, aggirando una piccola elevazione. Dopo essere ridiscesi ad una insellatura si abbandona definitivamente la pista per salire un tratto ripido tra roccette affioranti. Con percorso più articolato si raggiunge la vetta del monte Sant'Egidio (m 634) dove si trovano i ruderi della omonima chiesa ora invasi dagli arbusti. Del piccolo edificio rimangono in piedi l'arco del portale d'ingresso ed una parte dei muri perimetrali. Il sentiero prosegue tenendosi prevalentemente sul lato sinistro della dorsale. Con qualche modesto saliscendi si raggiunge anche l'insellatura a quota 632 dove si possono osservare i resti di alcune abitazioni. A destra un sentiero segnalato scende a Grimacco mentre noi seguiamo il segnavia CAI aggirando piacevolmente le pendici del Nad Dolino fino a raggiungere la piazzola dove ci si innesta su una pista forestale. Si divalla leggermente nel bosco che ora si si è arricchito di faggio, acero di monte e betulla poi la pista attraversa una macchia di abete rosso ed esce infine sulla strada asfaltata in corrispondenza del passo di San Martino (m 663).
Il sentiero prosegue a fianco della piccola ancona salendo in modo più deciso fino ad un tornante della pista forestale che si stacca dal passo. Seguendo le segnalazioni CAI si riprende a salire sul margine di un prato inclinato guadagnando per la seconda volta la strada sterrata. La si segue per un tratto costeggiando una parete rocciosa con bella visuale sul vicino monte Matajur ora accompagnati da un corteggio di fioriture che comprende crochi, bucaneve, farferugine ed epatiche. Avvicinandosi alla vetta il segnavia si sdoppia lasciandoci più volte la possibilità di scegliere se proseguire lungo la pista o tagliare per il sentiero diretto. Se si decide per quest'ultimo si raggiunge la crestina sommitale e quindi la minuscola e rocciosa del monte San Martino (m 987, libro di vetta, notevole panorama sulle valli circostanti). La presenza di un versante scosceso verso est e la pulizia dagli arbusti consentono una buona visuale sul monte Nero e sulla dorsale del Colovrat. Anche verso sud il panorama è apprezzabile tanto da riuscire a scorgere anche il mare se l'atmosfera è limpida. Pochi metri sotto la vetta si trova la chiesa di San Martino, anch'essa recentemente ristrutturata e di origini molto antiche che sembrano risalire al XIII secolo.
A questo punto se disponiamo di un secondo automezzo ad attenderci a Topolò possiamo proseguire la traversata altrimenti si ritorna a Clastra utilizzando il medesimo itinerario. Nella prima ipotesi, proprio dalla vetta si stacca la prosecuzione del segnavia CAI che abbiamo utilizzato per giungere fino qui. Si scende nel bosco del versante settentrionale in modo deciso, su terreno un poco scivoloso. Successivamente la pendenza si appiana ed il sentiero confluisce nella pista forestale che in breve ci porta alla bocchetta di Topolò (m 810). Qui ci si innesta sul segnavia CAI n.745 che divalla sulla destra della dorsale. Con un piacevole traverso si assecondano pendici boscate punteggiate dalla fioritura delle polmonarie. Più avanti si oltrepassano alcuni vecchi stavoli ed un rio ormai in vista delle case di Topolò. Il sentiero raggiunge infine la chiesa del paese (m 501) dalla quale si scende ancora andando ad infilarsi tra le vie del caratteristico borgo. Tenendo infine la destra si arriva all'ingresso del paese ed al piazzale dove arriva la strada asfaltata e dove avremo predisposto il secondo automezzo.

Avvertenze

Non disponendo del secondo automezzo fare attenzione al discreto sviluppo di quasi 18 km che assume l'escursione. Volendo abbreviare sensibilmente il percorso è possibile salire direttamente con l'auto fino al passo San Martino.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
041
Dislivello
800
Lunghezza Km
11,1
Altitudine min
384
Altitudine max
987
Tempi
Dati aggiornati al
2016
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 08/02/2015 08/02/2015-Compiuta oggi la salita lungo la dorsale al monte San Martino e rientro. Calma assoluta di vento ma neve fin da sotto; ghiacciato il traverso sul versante Ovest del Monte San Bartolomeo (ramponcini); parecchia neve anche sulla cimetta (la tettoia della chiesa di San Martino offre un riparo asciutto) a dispetto del Matajur che (almeno sembra da qui) è meno innevato a dispetto della quota maggiore. Bella sgambata; primule semisepolte dal bianco manto. Alla prossima.
  • 18/01/2015 Sentiero splendido e ottimamente segnato, ma problematico dopo piogge come quelle dei giorni scorsi; scivolosa in particolare l'ascesa al monte S.Martino, che al ritorno ho evitato passando per la rotabile.Oltre 20km di giro senza neve alcuna.
  • 16/02/2014 Giovedì 13 ho raggiunto il Monte San Martino partendo da Clastra. Ritorno per il medesimo itinerario.Ho tentato la traversata del Monte San Bartolomeo abbandonando,momentaneamente,il sentiero CAI. Purtroppo la vegetazione crea disorientamento e la traccia migliore che ho trovato in quella selva(bolli bianco-rossi,comunque),dava l'impressione di condurre a Prehod,quindi sono tornato sui miei passi e ho proseguito senza concedermi alcun colpo di testa.Il sentiero è sempre ben segnalato,facile e rilassante,a parte la salita finale.La lunghezza dell'escursione,come da me intrapresa,necessita di una certa resistenza,comunque.Problemi possono nascere dopo periodi di pioggia.Il bosco in questione poggia su terrenti argillosi molto scivolosi.Sono stato accompagnato,fin dalla partenza,da un formidabile cane meticcio di taglia medio-piccola.Si è avvicinato a me in silenzio e per 7 ore mi ha accudito,con una docilità e un'attenzione,nei miei riguardi,veramente commovente.Pareva un'esperta guida turistica.Sembrava conoscere ogni metro del sentiero.Non lo dimenticherò.Auguro a tutti voi esperienze simili.Ciao
  • 03/03/2013 (fatto il due marzo)Dopo aver annusato la primavera nella vicina valle del monte S. Giovanni la settimana prima, tra fioriture e neve ho scelto una lunga passeggiata fino al monte S. Martino e ritorno a Clastra convinto di passare da miriadi di colori al bianco candido. Due ellebori verdi all’inizio del percorso parevano scuotere il capolino… nuje ce fa…la primavera qui si fa attendere. tanto candore ha reso comunque speciale un itinerario dolce e rilassante di per sé.. (ancora tratti con 10-20 cm di neve!). Unica divergenza dal libro è l’arrivo a S. Lucia: dietro la chiesa ora è facile prendere tracce diverse e baruffare coi rovi…. Il sentiero marcato prosegue a destra un attimo prima di salire sulla chiesa aggirando l’elevazione. Avvistamento a quattro zampe: un lupo…..cecoslovacco, meraviglioso canide con la sua compagna di vita trascinata dall’impeto di zanna bianca….
  • 07/03/2010 Itinerario fatto oggi, ben tracciato. Desidero segnalare che si segue il sent.761, mentre nella scheda e anche sulla carta tabacco (almeno quella che ho io sicuramente datata) non è indicato alcun numero.Loredana
  • 26/03/2008 Percorso oggi solo fino al Passo di S.martino, pieno di neve oltre i 600 mt. Una bella camminata, sentiero segnato molto bene
  • 20/02/2008 abbiamo fatto il percorso il 09.02.2008...partendo da Cernizza...Prehod...poi la dorsale spiegata nell'itinerario...variante per il ritorno: si scende dal passo a Grimacco da cui, per strada bianca si torna a mezza costa a Cernizza...veramente bei posti...selvaggi...comunque sentieri e segnaletiche sempre ok!
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